Roy Bonura in veste di Joker, giovane artista del Cosplay palermitano | INTERVISTA

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«La bella Sicilia dei professionisti e degli artisti…», rubrica d’arte e cultura a cura di Andrea Giostra e Carmela Rizzuti

La Rubrica «La bella Sicilia dei professionisti e degli artisti…» vede oggi ospite il palermitano Roy Bonura, in veste di Joker, che ci racconterà del suo originale lavoro, della sua passione per tutti i tipi di video-giochi, e delle sue esperienze di lavoro a Palermo, e qualcuna fuori dalla Sicilia, nelle vesti di Cosplay.


Ciao Roy, benvenuto e grazie per aver accettato il nostro invito a «La bella Sicilia dei professionisti e degli artisti…». Nella vita professionale sei artista del Cosplay, un lavoro e una passione della quale ci parlerai in questa intervista e ci spiegherai, a tutti coloro che non conosciamo cosa sia, di qual è quest’arte e di come per te è diventata una professione. Tu come base di lavoro hai Palermo, ma ogni tanto ti sposti al di fuori della Sicilia per le tu performance e per i tuoi spettacoli. Intanto, come giovane artista e professionista, come ti vuoi presentare a chi leggerà questa intervista?

Ciao a tutti io sono Roy, molti mi conosco già e molti altri no, “lavorare” come cosplayer, almeno qui al sud, è davvero molto difficile quindi ho coniugato il mondo dell’animazione con quello del cosplay e devo dire che questa formula è più avvincente. Sicuramente non è stato facile emergere e distinguersi dalla massa, ho investito molti soldi in questa passione, in quello per cui ho creduto e ad oggi posso dire che tutti i miei sforzi, fisici ed economici, sono stati ripagati! Al di là del lavoro, dalle classiche feste di compleanno agli eventi in grande, è bello quando la gente apprezza ciò che fai ti gratifica, è bello quando vieni riconosciuto per strada e ti fermano per due chiacchere amichevoli, ignorante la gente mediocre che critica o si pavoneggia e non va oltre ciò che vede.

… chi è invece Roy nella sua quotidianità al di fuori dal suo lavoro? Cosa puoi raccontare ai nostri lettori perché possano avere qualche indizio in più su di te quando svesti i panni del Cosplay?

Sono un qualsiasi altro ragazzo che cerca di costruirsi un futuro sereno, lavoro, famiglia, relazioni, sport… adoro lo sport, gioco molto a calcio, lo trovo liberatorio ed è una delle passioni che seguo sin da piccolo, nel tempo libero mi piace riunirmi con gli amici e giocare tutti insieme a qualche gioco da tavolo oppure ascoltare musica o leggere.

Potresti spiegare a tutti i nostri lettori, compreso me, cosa significa essere e fare il Cosplay? Come si dispiega quest’arte, come è articolata, quali le competenze e gli strumenti che bisogna possedere e affinare nl tempo con l’esperienza, quale, se c’è, la mission di questo lavoro artistico?

Il cosplay se non lo vivi è difficile da spiegare, non capita mai a nessuno di essere stanchi della propria realtà e voler cambiare panni per un giorno? Ecco, il cosplay è come indossare i panni del tuo personaggio preferito, lo puoi fare a livello amatoriale, lo puoi fare a livelli professionistici, lo puoi fare a scopo lavorativo, ovviamente più in alto si va più è diverso. Se vuoi essere un cosplayer professionista devi avere delle abilità artigianali e costruire il tuo costume da zero, lì allora puoi essere adocchiato dai piani alti per esser chiamato come ospite delle fiere italiane o addirittura estere, sicuramente la “mission” in primis è quella di divertirsi insieme al pubblico che apprezza i tuoi lavori e ti chiede delle foto, poi, se sei abbastanza bravo, puoi puntare ad altro come appunto le ospitate, le gare cosplay, lavorare d’immagine e quant’altro!

Chi sono i tuoi clienti, come si concretizza un rapporto di lavoro come il tuo? Essendo un’arte relativamente recente, almeno per la Sicilia, spiegaci come si arriva al cliente e chi sono quelli che pagano perché la tua arte venga rappresentata?

I miei “clienti” sono persone che vogliono qualcosa di inedito, qualcosa di nuovo che possa trasformare i sogni in realtà e con ciò che faccio io, e noi cosplayer, ci siamo molto vicini. Pensate un bambino che immagina di abbracciare Iron Man, con noi può farlo, oppure una bimba che desidera incontrare Elsa di Frozen, con noi può farlo! Per noi oltre ad essere un lavoro è anche fonte di energia, è bello vedere le famiglie sorprese e i bambini che ti sorridono felici di vedere il loro personaggio preferito in carne ed ossa. In Sostanza il cliente “paga” per far sì che il sogno del proprio figlio si realizzi.

Una delle motivazione che raccontano gli artisti che esercitano quest’arte è quella di voler «esprime il sogno di vivere interamente il personaggio a cui si è ispirati». Anche per te è così? È questo che ti ha spinto ad entrare in questo mondo magico e fantastico?

Io personalmente ho iniziato per rompere la monotonia, il primi panni che indossai sono stati quelli del Joker, quel giorno mi divertii tanto, al pubblico piacque molto e allora decisi di continua aumentando sempre di più la qualità dei miei prodotti.

Quali sono i tuoi personaggi più amati e perché?

Indubbiamente il primo è Joker, per lui c’è un posto speciale nel mio cuore, è stato il mio primo personaggio e poi lui è fantastico, il miglior villain di sempre, per nulla scontato o banale, folle da far rabbrividire! Sicuramente dopo di lui c’è l’enorme Thanos che mi ha permesso il salto di qualità, un mega costume con i trampoli che mi ha permesso di svolgere molti eventi, a seguire ci sono Freddy Krueger, Pennywise e Predator, scoppiato il covid, per ovvi motivi, mi sono fermato.

Quali invece quelli che ami “vestire” coi “panni” realizzati dalle tue creazioni artistiche? Chi sono i personaggi nei quali panni ami calarti totalmente realizzando con estrema cura, fin nei dettagli apparentemente irrilevanti, il costume da indossare e il personaggio da rappresentare?

Come già detto Joker è speciale, per lui ogni volta sto ore e ore per il trucco, mi sono anche esercitato nei dialoghi, battute, cerco in tutto e per tutto di imitare il suo comportamento, ho fatto diversi set fotografici e girato video, Joker mi rispecchia molto, ovviamente lui è folle e un serial killer, io no!

Dove nasce quest’arte, come si sviluppa, come arriva in Italia, come e quando sboccia la tua passione per questa professione, e come e quando è diventato un vero lavoro con i tuoi tantissimi fan, follower e ammiratori?

Il cosplay nasce in Giappone e con l’andare del tempo si è diffuso in tutto il mondo, noi però non siamo ancora pronti ad accogliere quest’arte, in giro c’è molta mentalità chiusa e per questo a volte si fa fatica a venir fuori. L’amore per quest’arte sboccia come un fulmine a ciel sereno, magari mentre guardi un film o leggi un fumetto, qualcosa si accende dentro la mente e pensi “io voglio essere lui” e cosi partono i lavori per realizzare il costume, prepararsi al trucco, elaborare il personaggio ecc.!

Qual è stato il tuo percorso conoscitivo, professionale, esperienziale e, se vogliamo, accademico e formativo, che ti ha portato a fare bene questo lavoro e ad essere riconosciuto con un punto di riferimento per tantissimi ragazzi e follower siciliani?

Inizialmente ho fatto molto “fai da te”, poi ho visto che avevo un discreto seguito e quindi ho cercato di specializzarmi sotto qualche punto di vista, ho preso lezioni di recitazione per calarmi sempre di più nel personaggio, ho lavorato molto sui social per aver visibilità, sicuramente da soli non si va molto lontano e quindi voglio ringraziare coloro che mi hanno aiutato e mi supportano da sempre, avere collaboratori/amici fidati che ti possano dare una mano è importante.

Cosa vuol dire per un professionista del Cosplay lavorare in Sicilia, e a Palermo in particolare?

In Sicilia la gente apprezza molto ciò che facciamo ma è anche vero, come già detto, che l’Italia, specialmente qui al sud, non è ancora del tutto pronta ad accogliere questa professionalità, a volte veniamo sminuiti o presi in giro, in quel caso ignoriamo quella gente e voltiamo strada, poi incontri la famiglia felice che ti fa festa e vuole assolutamente delle foto insieme e li è molto bello, fin quando non ti vede qualcuno che ti vuole ingaggiare per qualche compleanno o evento in particolare. Quindi si può dire che lavorare in Sicilia con questa professione è difficile perché il popolo è diviso a metà, la gente che vuole e che apprezza il cosplay e la gente chiusa con la mente che non va oltre a ciò che vede.

Quali sono, alla luce della tua esperienza, i punti di debolezza e quali quelli di forza in un lavoro come il tuo da fare a Palermo? Quali sono le differenze sostanziali, in positivo e in negativo, dal tuo punto di vista, nel fare questo lavoro a Palermo e farlo, invece, in piazze internazionali dove è maggiormente radicato e riconosciuto, come Tokio, paese dove è nato, e poi New York, Sidney, Londra, Parigi, e altre capitali internazionali, e la nostra città, Palermo.

Sicuramente il lato positivo è che qui a Palermo porti qualcosa che nessuno ha mai visto e quindi la cosiddetta “novità”, il lato negativo è che non tutti credono in noi, io sono sicuro che con ciò che porto, con il livello di cura, potrei fare molto di più in piazze Europee o estere come Tokyo, Parigi ecc., ma sono sicuro che avrei anche molta più concorrenza ahahaha.

Nella tua giovane carriera professionale hai conosciuto i big di questo settore? Chi sono e chi ti piacerebbe portare a Palermo per una performance o uno spettacolo dei tuoi?

Sì, sì, ho conosciuto diversi ragazzi molto molto bravi, anche più di me, che rispetto e anzi saluto però se devo essere sincero non seguo tanto il mondo dei “vip” cosplay, più che altro penso a far il mio percorso.

Ci racconti un paio di episodi che riguardano il tuo lavoro? Un fatto che ti è dispiaciuto ed uno invece che ti ha fatto molto piacere?

Come episodio negativo ricordo quando sono stato convocato come giudice della fiera di Palermo e gli altri cosplayer si sono ribellati perché il costume di Thanos non l’ho fatto io, ormai è acqua passata e nemmeno porto rancore, non sono il tipo. Il ricordo più bello sicuramente quando indossai le prime volte Thanos, lo feci uscire in concomitanza con l’uscita di Avengers Endgame ove ebbi una settimana ricca di eventi!

Quale consiglio daresti ai giovani siciliani che volessero intraprendere la tua professione? Secondo la tua esperienza, da cosa dovrebbero stare in guardia e quali invece gli aspetti positivi di una carriera come la tua, anche se sei giovanissimo?

Direi di prendere tutto come un divertimento e molto alla leggera, di lasciare stare le critiche altrui che buttano a terra, di proseguire e fare ciò che ti piace, come in ogni percorso anche qui ci sono diversi ostacoli ma è normale, è la vita piena di ostacoli, sta a noi saperli affrontare.

«Cominciai a pensare alle soluzioni nella vita. La gente che risolveva le cose aveva molta tenacia e una buona dose di fortuna. Se tenevi duro a sufficienza di solito arrivava anche un po’ di fortuna. Però la maggior parte delle persone non riusciva ad aspettare la fortuna, quindi rinunciava.» (Charles Bukowski, “Pulp”, Giangiacomo Feltrinelli Ed., Milano, 1995, p. 108). Ti senti di commentare questa frase di Bukowski pensando al tuo lavoro e alla tua passione professionale? Quale ruolo giocano, secondo te, la “tenacia” e la “fortuna” nella vita, nell’avere successo nel lavoro e nelle nostre “passioni”?

La vita è dura, bisogna avere molta tenacia, sono caduto molte volte ma l’importante è rialzarsi e continuare ancora senza mai arrendersi, senza mai pensare a cos’è successo, sìi la fortuna c’entra pure ma la tenacia gioca un ruolo chiave, secondo me dipende tutto da noi e da quanto ci spediamo.

«Avere un nemico è importante non solo per definire la nostra identità ma anche per procuraci un ostacolo rispetto al quale misurare il nostro sistema di valori e mostrare, nell’affrontarlo, il valore nostro. Pertanto, quando il nemico non ci sia, occorre costruirlo. (…) Ed ecco che in questa occasione non ci interessa tanto il fenomeno quasi naturale di individuazione di un nemico che ci minaccia, quando il processo di produzione e demonizzazione del nemico» (Umberto Eco, “Costruire il nemico”, La nave di Teseo ed., Milano, 2021, p.7). Riprendendo le parole di Eco, qual è il tuo nemico? Chi senti come nemico nella tua vita di oggi e chi è stato il tuo nemico nel passato? In altre parole, da cosa ti sei sentito e oggi da cosa ti senti minacciato, da un punto di vista professionale, culturale, etico e morale, più che fisico ovviamente, e contro cosa combatti nella tua quotidianità per realizzare i tuoi sogni e raggiungere i tuoi obiettivi?

Per adesso il nemico principale comune è il Covid ahahahah, scherzi a parte, purtroppo in ambiente cosplay la gente prova invidia quando un altro collega inizia a scalare la cima e lui/lei no, quindi direi che i nemici principali, ripeto purtroppo, sono i tuoi colleghi e questo mi spiace perché secondo me sarebbe più utile sostenersi e aiutarsi l’uno con l’altro anziché metterci i bastoni fra le ruote, per fortuna, ad oggi, questo problema sembra essersi rimpicciolito, sono più gli amici che gli “haters”.

«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

Credo che la bellezza in generale sia soggettiva, ci può essere una cosa che piace a me ma non a te, poi bisogna essere capaci di vedere oltre, la bellezza sicuramente è un fattore fisico ma se andiamo sull’astratto dell’animo c’è molto altro.

«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua arte e nelle tue opere?

L’amore per le proprie passioni e arte è importante, se non c’è la passione in quel che fai meglio toglierci mano subito, le cose non arrivano di punto in bianco, bisogna avere pazienza ma soprattutto amore per cui lottare per arrivare ad ottenere dei successi.

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita professionale e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che hai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

In primis la mia famiglia, anche se la prima volta che mi sono truccato pensavano fossi diventato matto ahahahah, dopo però hanno capito e adesso si divertono con me, poi devo ringraziare il mio braccio destro Angelo Marchese, compagno di mille avventure, con lui ho vissuto tante esperienze con ricordi indimenticabile, possiamo dire che è la persona che si prende cura di me quando devo indossare Thanos ahahah.

Se dovessi consigliare ai nostri lettori tre film da vedere quali consiglieresti e perché proprio questi?

Indubbiamente Batman il Cavaliere Oscuro con il Joker di Heath Leadger e il film “Joker” che ha riscosso molto successo portando a casa vari premi, per chiudere direi di guardare Avengers Infinity War ed Endgame con il super villain Thanos, è vero sono film basati su storie e personaggi fittizi ma anche da loro si può imparare.

… e tre libri da leggere assolutamente nei prossimi mesi, quali e perché?

Per lo più io leggo fumetti e ci sarebbero tanti volume da indicare ahahah

Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi impegni professionali che puoi condividere con i nostri lettori?

Ad oggi purtroppo il Covid persiste e quindi siamo molto limitati sia nei progetti che impegni, per adesso si vive alla giornata.

Dove potranno seguirti e dove potranno contattarti i nostri lettori?

Oltre i nostri profili personali abbiamo anche i social di Ready Cosplay ove pubblichiamo i nostri eventi e movimenti, poi senza dubbio possono scriverci per qualsiasi cosa.

Come vuoi concludere questa chiacchierata? Cosa vuoi dire alle persone che leggeranno questa intervista?

Credete sempre nei vostri sogni, sono loro che mettono le ali e vi lasciano divertire, è vero il lavoro è importante per andare avanti nel mondo degli adulti ma prendetevi sempre cura del bambino che c’è in voi.

Grazie Roy, a presto e… buon Cosplay!


Roy Bonura:

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Roy Bonura_Cosplay Joker_Ph. Carmela Rizzuti_08

Servizio fotografico a cura di Carmela Rizzuti:

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Carmela Rizzuti_io palloncino

Intervista di Andrea Giostra

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_PH. Mapi Rizzo