“Chimere d’amore” Pav Edizioni raccontata con un’intervista all’autrice D.Cremisi

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“Chimere d’amore” Pav edizioni, è un libro d’amore in grado di destare nel lettore alcune domande catartiche legate all’amore e al suo significato nella vita. L’età può condizionare il modo di vivere l’amore? L’età può spegnere il bisogno d’amare? È possibile risvegliare una grande passione attraverso i social? Si può vivere l’amore in una dimensione astratta,
metafisica? A Voci del cuore, oggi l’intervista con l’autrice D. Cremisi svelerà alcuni particolari sul libro e sui personaggi. Buona lettura 😉

  • Come nasce la storia d’amore tra Annie e Philippe?

“Questa storia nasce da una mia casuale e breve frequentazione di una signora francese durante una vacanza in Spagna. Donna sui cinquant’anni, portati splendidamente, bionda, attraente, con un bel viso e un sorriso seducente sempre pronto, briosa, simpatica, aperta e con un pizzico di civetteria nel rapportarsi agli altri. Suo marito, anche lui un bel tipo, più grande di lei, con inconfondibili segni dell’inesorabile avanzare dell’ età: fisico un po’ appesantito, pancetta prominente, calvizie incombente, svogliatezza, dipendenza dal televisore.

Tra loro c’era un rapporto sbilanciato: era lei che prendeva le iniziative, decideva, inventava la giornata, lui la seguiva ma senza entusiasmo. Lei viva e dinamica, lui impigrito e stanco. Un giorno quest’amica mi ha raccontato di aver avuto tre mariti, l’attuale era il suo terzo uomo, gli altri due erano morti. Su di lei e le sue storie d’amore ho cominciato a fantasticare e, vedendola piuttosto pratica di social, ho immaginato che dietro al suo interesse per il cellulare potesse esserci qualcosa di più, magari un vecchio amore ritrovato, Philippe. E così ho cominciato ad imbastire la loro storia.

Annie e Philippe s’incontrano quando sono poco più che ventenni, il loro amore è di quelli che non si dimenticano più perché è una magia, un incatenamento di sguardi, un tuffo nel languore e poi è abbandono, passione, desiderio, e ancora è allegria, incoscienza, azzardo, insomma è l’incantesimo che solo la gioventù regala. Philippe bello, allegro, sicuro di sé, intraprendente, “mette in campo” le sue arti di seduttore per conquistare la bella Annie che non resiste al suo ardimento. Si amano con lo slancio dei vent’anni; la vita li allontana ma attraverso i social, pur se tra esitazioni e incomprensioni, dopo decenni, sentiranno riaccendersi il feeling tra loro, insoddisfatti dei rispettivi legami affettivi. Si ritroveranno davvero?”

 

  • Quali sono le differenze tra Antoine e Philippe?

“La differenza? È abissale! Antoine, il marito, è reale, Philippe, l’amore di un tempo, è virtuale. Il primo appartiene alla fatica del quotidiano, al malessere dei compromessi, all’usura della relazione, alla caduta del desiderio; l’altro esiste nel vagheggiamento, è fatto su misura, è plasmato solo sui ricordi più belli, si regge sulla nostalgia e sulla speranza di tempi migliori, ma è fatto ‘della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni’.”

 

  • Annie è il frutto di storia vera?

“Nella storia di Annie c’è sicuramente del vero. Annie è un miscuglio di donne e avventure reali ma combinate e integrate con vicende fantastiche. Io credo che chi scrive inventa personaggi, caratteri, intrecci, ma molto delle sue storie appartiene alla propria esperienza diretta o indiretta. Annie non esiste, ma è molto vera perché incarna il desiderio d’amore che ogni donna coltiva tenacemente in sé, indipendentemente dall’età. L’amore di Annie e Philippe non è accaduto davvero, ma è lo stesso sogno che quasi tutti coltivano in sé sperando che si avveri.”

 

  • Quanto c’è di costruito e quanto c’è di vero?

“Quando ci disponiamo a raccontare, a voce o in una pagina, è dall’universo del nostro intimo essere che riemergono, inevitabilmente, grumi di vissuto che andiamo ad intrecciare e collegare seguendo percorsi che possono essere davvero accaduti o potrebbero accadere.

Per raccontare la storia degli amori di Annie, sono partita dalla conoscenza di due persone reali e da vaghi particolari e osservazioni fatte su di loro, poi, mi sono divertita a ricamare i personaggi, gli ambienti, le relazioni, gli intrighi, basandomi comunque sempre su elementi di un mio personale bagaglio acquisito attraverso i sensi, le narrazioni, gli studi, le letture, i media, gli amori, i rapporti interpersonali. Questa storia va da un incipit a un finale, il suo svolgersi l’ho inventato ma i nuclei di base li avevo già dentro di me, vissuti, meditati o fantasticati. Scrivere ha significato ripescare e ricomporre in libertà frammenti depositati nella mia mente: persone, immagini, eventi, idee, riflessioni, sentimenti. Si tratta, in fondo, di fare come quando si usano i mattoni per costruire una fontanella o un muretto in giardino, o si utilizzano le provviste del frigorifero per creare una nuova pietanza.”

  • Dalila  Se tu avessi un’amica come Annie, cosa le diresti?

I sogni e l’amore non conoscono limiti d’età, l’amore è un bisogno fondamentale per l’essere umano che deve spendersi nel coltivare ogni forma di amore, senza paura.

Paolo Coelho dice che nella vita di ognuno esistono due amori: uno con cui ti sposi e l’altro cui ti unisce la chimica e che coltivi nei tuoi sogni. Io aggiungo che si possono vivere contemporaneamente entrambi, possiamo amare allo stesso tempo due o anche più uomini, per ognuno proveremo un sentimento diverso che arricchisce, vivifica. E anche se l’altro non è vicino, possiamo coltivare i nostri sentimenti ideali, solo in una dimensione mentale, fuori dalla realtà fisica. Due persone possono appartenersi in un legame che si è annidato nella testa e rifugiato tra le pieghe dell’anima e che, come per incanto, può congiungerci in un’area fantastica, astrale, eterea. Si può fare, ne vale la pena. Perché no?

 

 

“La chimera nella mitologia è un mostro con tre teste, di leone, di capra e di serpente, capaci di emettere fiamme e veleno, un essere assolutamente irreale, impossibile. È il simbolo di qualcosa di illusorio, di fantasie aliene dalla realtà delle cose.

Simboleggia primariamente, secondo me, le insidie e le astuzie nascoste nell’amore. Ciascuno di noi; coltiva l’amore nel proprio immaginario, ma poi lo vede infrangersi nella realtà Quando c’innamoriamo, facciamo dell’altro un essere che non corrisponde al reale, ci rifugiamo in una nostra rappresentazione ideale che fingiamo sia vera. E quando miseramente ci rendiamo conto che ‘il re è nudo’, ci rifugiamo in una nuova avventura sentimentale, vera o ideale. L’amore come lo immaginiamo e come lo vorremmo è una chimera: illusorio e irraggiungibile. Forse le cose stanno così: l’amore, quello vero, si vive nei concreti, magari banali, rapporti con gli altri cui dedichiamo i nostri giorni che possiamo ravvivare con il vagheggiamento sentimentale cui ci aggrappiamo per superare le delusioni.”

 

  • Dahlia, credi che l’amore sia una Chimera?

“Dice Annie: «Forse l’amore è nient’altro che questo: l’utopia che ci consola, l’abbaglio della felicità che ci rassicura, la fantasia che ci soddisfa. L’amore è una chimera. È sogno, ma sembra realtà!» Lei lo dice perché è quello che credo anch’io.”

 

  • Il libro si divide in diverse parti. Qual è la tua preferita? E perché?

“La parte che mi piace di più è quella in cui Annie, dopo che misteriosamente Philippe ha interrotto i contatti, coglie e vive tutta la potenza di un amore a distanza.

Sperimenta che quel sentimento potente che si è risvegliato tra un clic e l’altro, quell’intesa sottile, intrigante, irresistibile con Philippe, se non trova ricetto nella realtà può esistere in una sfera eterea. Annie impara a godere delle sensazioni estatiche che prova astraendosi dal reale e perdendosi nell’immaginare lui. Diventa capace di soffermarsi su quei momenti simili al sogno in cui realizza incontri emozionali suggestivi con l’amato e coltiva il suo amore nel migrare della propria energia in una prossimità con l’altro che cancella la lontananza.

In questa dimensione metafisica Annie riesce a vivere sensazioni e corrispondenze d’amore appaganti. “Se comincio a pensare intensamente a te, arrivo a sentire che una parte del mio essere si stacca, riesce a volare via e ti raggiunge ovunque ti trovi, in una dimensione metempirica, in un luogo sfumato dove ti posso vedere, carezzare, baciare, sia pure solo per qualche attimo.”

Realizza così una splendida corrispondenza amorosa, appagante, perfetta, un amore immaginario eppure vero più del vero, perfetto perché affrancato dai limiti e dai guasti del tempo e del reale.

Sicuramente è capitato a molti innamorati di sperimentare questo dileguamento dei confini palpabili e il transito in una realtà sospesa dove la percezione si dilata e gli aloni s’incontrano e si fondono. Soprattutto nel terribile periodo del lockdown”

 

  • Perché leggere il tuo libro e quale messaggio essenziale vuoi che arrivi alla gente?

“Ho scritto il mio libro pensando alle donne che hanno superato il mezzo secolo d’età, vedono il proprio corpo subire gli insulti del tempo che passa, ma si sentono ancora vive, hanno voglia di amare ed essere amate con lo stesso slancio di quando erano giovani.

Immagino che leggendo la storia di Annie le signore non più giovanissime possano riconoscere in sé lo stesso bisogno di sentirsi ammirate e desiderate, di ricevere parole dolci e appassionate, attenzioni premurose e slanci frizzanti, presenza tenera e assalti impetuosi, tenerezza e sesso, ma non trovano più corrispondenza nel partner. Come la protagonista  potrebbero essere tentate di cercare altrove, magari in Internet…

Ma ho scritto pensando che dovrebbero leggerlo anche gli uomini che andando avanti con gli anni tendono a intristire, perdono smalto, lasciano che la propria vitalità si spenga e si abbandonano allo scoramento dimenticando che, fin che c’è, la vita va vissuta a cuor leggero. E soprattutto che non devono trascurare la propria donna perché rischiano di perderla.

Infine, dovrebbero leggerla tutti quelli che vivono il loro amore nella lontananza perché Annie scopre, e suggerisce, un suo metodo per superare le distanze fisiche tra gli amanti e costruire l’amore perfetto.”

 

  • La foto di copertina del libro rappresenta la foto di una donna: è quello di Annie?

“L’immagine di copertina mi è stata proposta dall’editore della PAV Edizioni ed io l’ho subito accettata perché rispecchia benissimo il tipo di donna che ho descritto: bella, raffinata, dolce, positiva, dallo sguardo sognante che sembra scrutare il passato, come quello del ‘Goofus Bird’, un uccello di una leggenda diffusa tra i boscaioli del Nord America, che vola all’ indietro perché non gli interessa dove va, ma solo dove è stato.”