Collezioni… emozioni e passione! | di Daniela Cavallini

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Amiche ed Amici carissimi, in qualità di “parte in causa”, posso affermare che il vero collezionista, di qualsiasi tipologia di oggetti si tratti, gode del grande privilegio di emozionarsi ogni volta che nota un pezzo ascrivibile alla sua collezione. O, spesso, più collezioni, come nel mio caso di amante d’arte ed antiquariato.

Quel momento in cui lo vedi…”lui”… l’oggetto che andrà ad arricchire la collezione – costi quel che costi – è magico… A prescindere dal valore economico, talvolta condizionante l’acquisto, l’effetto “innamoramento” è garantito.

“Farfalle nello stomaco” e scariche di adrenalina costituiscono un portento per la creatività: se all’oggetto del desiderio e’ attribuita un’elevata quotazione, la fantasia si sprigiona producendo soluzioni economiche accessibili; se vi sono perplessità di collocazione, il problema è meno facilmente risolvibile, ma come per incanto, scaturiscono, concentrate in un brevissimo lasso di tempo,  tutte le risorse immaginative per giungere ad un altro momento “magico”: quell’istante in cui sovviene la deliberazione: “ecco dove lo metto!”.

Immediatamente dopo l’acquisto, fa capolino l’urgenza emozionale del posizionamento a casa. E… una volta a casa? Prima di entrare, quegli ultimi attimi che precedono l’apertura della porta d’ingresso, paiono interminabili perché il dubbio assale: “starà bene?”

Poi, finalmente… “Oh, che meraviglia!”Contemplazione ed estasi rilassano la mente.

A volte però – purtroppo – accade che l’eccesso di entusiasmo sia stato mal consigliero ed il “nuovo arrivato” non armonizzi con il resto della “famiglia”. Che delusione e, per quanto mi riguarda, che sofferenza!

Se è possibile sopperire movimentando “la famiglia”, si apre lo spiraglio del sollievo, ma se proprio si tratta di un acquisto incauto… Ove possibile, si ricorre ad una pragmatica soluzione con il venditore, ma se impossibilitati… l’unica opportunità, in attesa di tempi migliori,  resta un’accogliente cantina. Tuttavia le emozioni vissute restano!

Un abbraccio!

Daniela Cavallini