Social network e discrezione | di Daniela Cavallini

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Amiche ed Amici carissimi, è innegabile che il mondo virtuale , parallelamente a quello reale, contribuisca ad allargare il giro delle conoscenze, alcune delle quali si trasformano nel tempo in amicizie profonde, altre addirittura in fidanzamenti e matrimoni. Tuttavia, la “funzione protettiva” del video induce molte – troppe – persone di ogni età, sesso e status ad approcci eccessivamente confidenziali.

Non mi riferisco solo a uomini “che ci provano” appena gli viene accordata l’amicizia da una donna, ma anche a donne che appena entrano in contatto fra loro, si comportano immediatamente da “amiche del cuore”, permettendosi di porre domande riguardanti la sfera intima della “neo amica”.

Le parole – tutte – detengono significato e valore, pertanto, dovrebbero essere utilizzate con  appropriatezza. Ecco che  la prima stonatura, oggettivamente riscontrabile, è proprio la superficialità con la quale si elargiscono impropriamente i vari vezzeggiativi.  “Oh, cara!”/”Tesoro, come stai?”/”Ciao bellissima”, ecc. E’ improbabile che la lettura di un post, apprezzata con un like ed un click per accordare quella che il Social definisce – impropriamente – “amicizia”, possano suggellare un rapporto profondo ed affettuoso: semplicemente si tratta di simpatia suscitata dall’espressione di un pensiero, che sfocia in una conoscenza e, forse, in una premessa per una futura amicizia. Solo nel concretizzarsi di una vera amicizia, io per prima sono prodiga di affettuosità, ma in tempi assurdamente prematuri, i vari “amore/tesoro/vita mia/ donna eccezionale/ ecc.” m’infastidiscono perché inadeguati.

Se poi la succitata terminologia proviene dal sesso opposto, si passa dall’inadeguatezza all’indisponenza: personalmente  sono – spero – l’amore ed il tesoro di mio marito ed esclusivamente da lui apprezzo l’utilizzo di tali espressioni.

Denota invadenza anche il  conferire soprannomi a persone appena conosciute o, peggio, l’infantile storpiamento e la banale allusione relativa ai cognomi.

Un altro aspetto fastidioso è l’insistenza nel voler chattare quando si evince da una laconica risposta dell’interlocutore, che egli non è al momento propenso. I “peggiori” si permettono anche di sollecitare le risposte. Un po’ di tempo fa, un rappresentante della categoria “peggiori”, dopo avermi assillata con un approccio del genere descritto e non aver ottenuto “soddisfazione”, si permise d’insistere, addirittura chiedendomi come mai ero in chat e non con lui: gli risposi seccamente:“evidentemente sono occupata in altra conversazione” e lo bloccai. Stessa sorte toccò a qualcun altro che mi assillava quotidianamente per “sentire la mia voce” al telefono.

Molte donne si lamentano perché ricevono avances esplicite ed – infastidite –  mi chiedono “ma tu cosa ne pensi?”. Rispondo sempre con sincerità, anche a costo di crearmi delle inimicizie. Non per piaggeria, ma definisco le mie Amiche – reali e virtuali –  delle Signore, talvolta – come me –  vittime delle circostanze, ma navigando nei social, è innegabile che vi siano donne che si espongono, ammiccanti ed invitanti, in continui selfie che ne ritraggono le loro grazie (e talvolta… “disgrazie”!!). Certo questo non autorizza approcci grossolani, tuttavia un po’ di riservatezza… protegge.

Infine, anche nei commenti “pubblici”, è dovuto rispettare l’opinione altrui senza mai degenerare. Se qualcuno si mostra “diversamente educato” e polemizza, credo che chiudere la querelle sia manifestazione di rispetto verso le altre persone coinvolte.

Un abbraccio!

Daniela Cavallini