“Tradimento: quali conseguenze?” | di Aurora d’Errico

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Bentornati nella mia rubrica: “In salotto con Aurora”, di Mobmagazine.it.

Oggi, miei cari lettori, scopriremo quali sono le conseguenze più comuni relative alla scoperta di un tradimento e quando parlo di “tradimento”, che, come ho già scritto in altri articoli, deriva dal termine “tradere”, ovvero “consegnare ai nemici”, non mi riferisco soltanto a quello “amoroso”, ma anche al tradimento di un amico, di un familiare, di un conoscente. Subire un torto da coloro di cui ci fidavamo, sono ferite invisibili che possono avere conseguenze gravissime. Angoscia, rabbia, frustrazione, completa perdita di fiducia, sono queste le sensazioni più comuni che si riscontrano per coloro che scoprono di essere stati traditi. L’amore trova la sua ragione nel desiderio verso qualcuno o qualcosa, la cui mancanza genera malessere, tristezza, disagio. A volte l’amore può trasformarsi nel desiderio di possesso, di proprietà dell’altro a tal punto che la sua perdita o la semplice paura di perderla, può condurre a situazioni pericolose. Infatti, più grande è l’amore che proviamo per qualcuno e maggiore è il tradimento, perché la fiducia che poniamo nei confronti della persona amata, può diventare inganno. Di solito siamo abituati a pensare al tradimento in campo amoroso, quando una persona si innamora di un’altra o quando ha una relazione extraconiugale. Ma non è così, perché esistono infiniti modi di essere traditi. Si tradisce il proprio partner anche “emotivamente”, quando riponiamo la nostra fiducia in qualcun altro, oppure quando siamo al fianco del nostro compagno/a e restiamo incollati al telefono o ai social, dando un chiaro segnale che preferiamo la compagnia del telefono a quella della persona che diciamo di amare. Tradiamo anche quando si passa troppo tempo con gli amici, oppure quando ci lamentiamo del nostro partner con gli altri. Per lo psicoanalista James Hillman, il tradimento rappresenta un mezzo per la crescita e per la formazione dell’autonomia individuale. Diversamente, per altri autori, il tradimento essendo stato posto come “un inganno”, non può avere alcuna valenza positiva sul processo della crescita. Anzi, potrebbe essere il movente per condurre la persona tradita ad un circolo vizioso che porterebbe addirittura a tradire la stessa vittima di tradimento. Nella maggior parte dei casi, la scoperta di un tradimento, può avere ripercussioni assai gravi per la persona tradita, talmente gravi da indurre la vittima a fare del male, attraverso atti estremi di follia o addirittura a farsi male. Il tradimento delude la fiducia, infrange un legame, una continuità, ma soprattutto, infrange quella condivisione che si era creata all’interno della coppia. Tradimento equivale ad un distacco, ad una rottura di quell’intesa reciproca che si era costruita all’interno del “Noi”. Spesso può accadere che una delusione d’amore che si ha nello scoprire di essere traditi, possa portare la persona tradita a pensare anche al suicidio. Generalmente, in questo modo, infatti, reagisce chi ha un carattere debole e pensa di non essere amato da nessuno e ricorre all’idea del suicidio, pensando di porre fine al suo dolore, alla sofferenza e depressione. L’idea del suicidio, dunque, equivale a disperazione, desolazione, sensi di colpa ed esprime il più delle volte un’aggressione contro la persona amata con la quale l’individuo si è identificato e costituisce, così un “omicidio mancato”. Per Melanie Klein, psicoanalista austriaca-britannica, chi si uccide, esprime contemporaneamente il desiderio di punire l’oggetto o il soggetto amato e perduto, sia sé stesso per avere in qualche modo “causato” tale perdita. Probabilmente il suicidio, al pari della collera o della paura, rappresenta una difesa da situazioni psicologiche penose; una sorta di sottovalutazione o, meglio, una svalutazione del proprio “io”, sotto ogni aspetto, morale, fisico e sociale. Cesare Musatti, altro psicologo e psicoanalista italiano, considera l’autoaggressività, l’elemento masochistico o costitutivo della melanconia che dal terreno puramente psichico, si trasferisce in quello fisico, fino al suicidio. Egli, infatti, ritiene che, pertanto, ci sarebbero due elementi che porterebbero al suicidio: il primo sarebbe caratterizzato dalla perdita dell’oggetto amato e dallo squilibrio che si viene a creare a causa dell’identificazione del soggetto con l’oggetto amato e l’eliminazione di esso con l’autosoppressione. Il secondo, invece, sarebbe rappresentato dall’incapacità da parte di un soggetto particolarmente debole, di affrontare la realtà esterna, con conseguente autoaggressione e autosoppressione in quanto forma di liberazione. Questo, purtroppo, può accadere quando l’autostima e l’integrità di sé, di una persona, dipendono dall’attaccamento di un oggetto perduto e, in tal caso, il suicidio può apparire come l’unica via per stabilire la coesione di sé. Il suicidio, al pari della fuga o della collera o ancora della paura, rappresenta una difesa da situazioni patologiche penose. Pertanto, l’amore può essere un’esperienza destabilizzante, soprattutto, quando la persona innamorata scopre di essere stata tradita.  In alcuni casi può instaurarsi una vera malattia, dove la vittima di questo stato d’animo può oscillare fra esaltazione e depressione, insonnia, perdita di appetito, ansia. Molte persone finiscono di avere cura di loro stessi, ricorrendo all’alcool, al fumo, a sostanze nocive, come droghe, senza alcun freno, in una totale autodistruzione, che eliminano qualsiasi capacità di reazione del proprio corpo. Si viene così ad instaurare in questo modo un vero processo degenerativo che porta il soggetto interessato ad un totale isolamento interiore, con l’aumento di un unico desiderio, quello di porre fine a tutta quella sofferenza che si percepisce, a quel dolore così profondo, attraverso il proprio annientamento, la propria distruzione. Altre volte, per le persone che sono state tradite e sono vittime di una separazione, il suicidio diventa l’unico modo per essere finalmente visti ed apprezzati da chi li ha traditi, diventando una sorta di vendetta all’indifferenza e alle numerose cattiverie che ha subito dal proprio partner. In realtà, la persona che pensa di ricorrere al suicidio, non desidera effettivamente morire. In un certo senso, la vittima vuole solo porre fine alle proprie sofferenze, al proprio dolore, diventato, ormai, insopportabile per andare avanti nella sua vita. Di conseguenza, la scoperta di un tradimento, lascia quasi sempre la persona tradita, priva di forza, di autostima, e questo perché il timore di essere abbandonati per molti, non è facile da gestire e, in alcuni casi, dà luogo ad una vera e propria sindrome dell’abbandono che può condizionare gravemente la loro vita affettiva. E come scriveva la grande Oriana Fallaci: “Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo”.

Aurora d’Errico

Aurora d’Errico
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Affascinata del sapere fin da piccola, tanto che all’età di quattro anni e mezzo sapeva già leggere e scrivere, grazie alla vasta biblioteca paterna, si è sempre “cibata” di numerosi libri di ogni genere per cercare di soddisfare quella sete di conoscenza che ha rappresentato per lei il motore dominante di tutta la sua vita. Laureata in Giurisprudenza, Avvocato e Scrittrice, Master in criminologia e criminalistica, Master in diritto di famiglia, Giurista d’Europa, relatrice in numerosi convegni per la lotta alla violenza sessuale, al bullismo, allo stalking ed altri argomenti attuali, è stata ospite in diverse trasmissioni televisive oltre ad essere citata su alcune riviste e testate giornalistiche nazionali ed internazionali. E’ stata ideatrice e Presidente di “AZZURRO DONNA”, un’associazione culturale che l’ha vista in prima linea per la diffusione dei diritti civili, soprattutto nel campo femminile e la promulgazione della pace nel mondo, tanto da ottenere nel 2019 il “CERTIFICATE OF APPRECIATION”, un importante riconoscimento ufficiale per il lavoro umanitario a favore dei “diritti umani”, da parte della Presidente dell’N.O.P.H, Ambasciatrice della Pace dello Stato della Tunisia. Sempre nel 2019, riceve un altro importante premio, “PREMIO ALLA CULTURA”, come “SCRITTRICE”, per il Premio alla Buona Volontà nella città di Cuneo. Nel 2020, viene nominata Responsabile per la Regione Abruzzo dei volontari A.I.SO.S (Associazione Italiana Studio Osteosarcoma). Nel 2016 pubblica il suo primo libro dal titolo “AMORE, ADULTERIO E SEPARAZIONE”, una sorta di saggio sull’amore e sui motivi che spingono all’adulterio. Nel 2017, è la volta di “OBSESSION DEVIL”, il suo primo romanzo rosa/thriller che si svolge in Bretagna. Sempre nel 2017, “MIELE, ZENZERO E POESIA”, la sua prima raccolta di poesie, quasi tutte dedicate all’amore. Nel 2018, “SENTIERI VIRTUALI”, un altro romanzo rosa. Nel 2019 pubblica la sua prima favola “IL CASTELLO DELLE ROSE”, in cui parte del ricavato andrà in favore dell’A.I.SO.S.. Da qualche mese ha terminato il suo ultimo romanzo, la cui pubblicazione è prevista per fine estate e ha già iniziato il suo settimo romanzo, oltre ad una serie di nuove poesie e aforismi. Con la sua nomina come uno dei REDATTORI della Piattaforma di Mobmagazine.it, grazie al suo promotore, lo scrittore Andrea Giostra, avrà una RUBRICA tutta sua dal titolo: “IN SALOTTO CON AURORA”, in cui verranno trattati argomenti di arte, cultura e spettacolo, dove i lettori potranno interagire direttamente attraverso i loro preziosi commenti.