Mostre: Il “Branco” di Velasco Vitali alla Questura di Palermo | Foto di Carmela Rizzuti

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La questura di Palermo diventa un sito d’arte ove espone l’installazione del “Branco” di Velasco Vitali: 53 sculture di cani realizzati con materiali dell’edilizia abusiva collocate nel chiostro di un luogo simbolo della lotta quotidiana alle mafie.

Il “Branco” raffigura dei cani, ciascuno intitolato ad una città estinta, realizzati con materiali di edilizia abusiva e volti a rappresentare la minaccia costante degli interessi criminali all’ambiente sociale ma, al contempo, con un nuovo significato in quanto evocazioni simboliche, in relazione al luogo in cui si trovano e rappresentano le sentinelle della legalità.

Carmela Rizzuti

INFO E APPROFONDIMENTI:

Cinquantatré sculture di cani in materiali dell’edilizia abusiva. La polizia di Stato e la Fondazione Falcone condividono un progetto culturale che vuole realizzare, con un linguaggio innovativo, il coinvolgimento sempre più attivo della società civile sui temi della partecipazione e della tutela della legalità. La Fondazione Falcone ha avviato e prodotto Spazi Capaci + Comunità Capaci, un progetto speciale di design sociale per la memoria, curato da Alessandro de Lisi, in vista del XXX anniversario delle stragi mafiose di Palermo del 1992. Oggi, la polizia di Stato con la Questura di Palermo si unisce al progetto della Fondazione Falcone, sostenendo e partecipando direttamente alla realizzazione di un intervento straordinario di installazione urbana.

Le opere di Velasco Vitali protagoniste del Branco, infatti, sono state collocate all’interno della Questura, da sempre luogo di memoria antimafia e simbolo in città delle tante manifestazioni spontanee della cittadinanza che hanno seguito, negli anni, la cattura dei tanti boss mafiosi. Le opere, che raffigurano cani, ciascuno intitolato a una città estinta, sono realizzate con i materiali dell’edilizia abusiva a rappresentare la minaccia costante degli interessi criminali all’ambiente sociale.

Questo momento è l’avvio di un viaggio nella città, iniziato lo scorso 23 maggio nell’Aula bunker, sede dello storico maxi processo a Cosa nostra, per poi proseguire in altri luoghi simbolo di Palermo, istituzioni e luoghi naturali storici. Con questa scelta della Questura del capoluogo siciliano per la prima volta in assoluto la Polizia partecipa direttamente a un intervento di arte contemporanea, avviando così le attività culturali verso il XXX anniversario delle stragi.

“Questo specifico progetto culturale testimonia, nel prossimo trentennale delle stragi, il legame indissolubile che intercorre tra la città, la società civile, il mondo della cultura, la magistratura e la Polizia di Stato – dice il questore di Palermo, Leopoldo Laricchia -. La Questura di Palermo diventa luogo di eccellenza di un messaggio innovativo importante che vede gli uffici di Salita Manganelli identificarsi non solo come contenitore simbolico dell’opera d’arte ma come parte integrante della stessa”.

“Da sempre la Fondazione Falcone è convinta che le mafie si sconfiggano innanzitutto con l’affermazione della cultura – aggiunge Maria Falcone, presidente dell’omonima Fondazione e sorella del giudice ucciso da Cosa nostra – e l’arte rappresenta certamente uno strumento in grado di raggiungere con l’immediatezza del suo linguaggio i cittadini. Trovo emblematica e molto suggestiva l’idea che il Branco, che simboleggia l’attacco della criminalità allo Stato, passi dall’aula bunker, che invece incarna la vittoria dello Stato su Cosa nostra, alla Questura di Palermo, altro luogo simbolo dei successi contro la criminalità e del pesante prezzo di sangue patito dalla Polizia nella lotta ai clan. Voglio ringraziare in particolare il Questore di Palermo Laricchia per aver voluto essere al nostro fianco, ancora una volta, nell’opera di sensibilizzazione alla cultura della legalità”.

FONTE:

https://www.ansa.it/sicilia/notizie/speciali/2021/11/10/arte-il-branco-di-velasco-vitali-esposto-in-questura-palermo_cd8f9d78-f6d9-4d93-acd6-3f38ce9f6f9d.html

Servizio fotografico a cura di Carmela Rizzuti:

http://www.carmelarizzuti.net/

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Autoritratto_me primavera_Ph. Carmela Rizzuti