La morte dei genitori, un passaggio che ci cambia per sempre | di Mari Onorato

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La morte dei nostri genitori, anche quando siamo ormai adulti, resta uno degli eventi più dolorosi della nostra esistenza, uno spartiacque tra un prima e un dopo che ci cambia per sempre. C’è la convinzione che, trattandosi del corso naturale delle generazioni, la morte dei propri genitori debba essere superata con più facilità e costituisca un lutto di portata meno drammatica rispetto ad altri. In realtà, la perdita dei genitori ha delle caratteristiche peculiari e uniche che la rendono particolarmente destabilizzante. I genitori costituiscono la nostra prima relazione, sono le figure affettive che ci sono sempre state, che erano presenti all’inizio della nostra esistenza e dei nostri ricordi, che per prime si sono prese cura di noi. Non abbiamo memoria ed esperienza di un tempo senza di loro, perciò la loro mancanza costituisce un vuoto che facciamo particolarmente fatica a immaginare e concepire. l genitori sono, normalmente, coloro da cui ci sentiamo amati, compresi, accettati, sono quelli che si preoccupano per noi, che pensano a noi, in un modo diverso da come potrebbe fare un partner o un amico. Ci sentiamo “tenuti nella mente” dai nostri genitori, e questa consapevolezza ci accompagna per tutta la vita. Anche quando sono invadenti e quando le loro attenzioni ci opprimono, la sicurezza di essere pensati, qualunque cosa accada, è comunque una rassicurante rete di protezione. La loro perdita ci fa provare l’angoscia di non essere più pensati da loro, contenuti nella loro mente, tanto da avere la sensazione di andare in pezzi, e ci fa avvertire  la dolorosa consapevolezza che, per quanto troveremo nella nostra esistenza partner, familiari e amici amorevoli, nessuno avrà per noi quell’amore incondizionato che riceviamo solo dai nostri genitori. Venendo meno loro cambiano i rapporti familiari, i rapporti tra le generazioni, portando all’assunzione di nuove responsabilità, trovandosi ad assumere su di sé quei compiti che normalmente svolgevano loro..a scomparsa dei genitori ci sbatte in prima linea, non siamo più coperti da loro, e improvvisamente percepiamo più vicina e nitida la prospettiva della nostra stessa morte. Insieme alla persona del genitore, perdiamo anche una parte di noi. Non solo perché loro sono i depositario della nostra storia, e soprattutto dei nostri primi anni di cui non abbiamo ricordo, ma anche perché, a un livello più profondo, perdiamo la condizione di figli… avvertiamo un senso di sradicamento, ci sentiamo barche in balìa del mare aperto senza una rotta. Venendo meno i genitori, restiamo e diventiamo gli unici responsabili di noi stessi

Mari Onorato

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Sono Mari Onorato , sin da piccola il mio grande desiderio era di studiare medicina. La mia vita culturale, sociale ed affettiva, iniziata in un piccola colonia italo-albanese in Calabria e si è consolidata a Bari ove risiedo. Ho frequentato il 'liceo Classico', per poi iniziare il mio percorso universitario presso la facoltà di Medicina e Chirurgia all'università degli studi di Bari. La mia grande passione rivolta alla medicina, e nello specifico alla 'psiche', l'ho approfondita seguendo alcuni Master Esperienziali in Gestalt Counseling e psicoterapie multiple integrate presso l'Aspic di Roma. Contemporaneamente ho seguito ed ampliato il talento innato verso la scrittura che ancora oggi esercito arricchendola sempre con nuove e diverse esperienze. Amo l'arte in tutte le sue forme e sfaccettature,la psicologia ,la natura ,i fenomeni ambientali e la fisica quantistica.