LA POESIA CREPUSCOLARE NELL’ARTE. Una visione di polemica anti-dannunziana.

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Questi poeti detti crepuscolari rifiutano il mito del superuomo e dell’attivismo, sembrano adagiarsi nella visione confortante di una vita semplice e tranquilla.
Questo termine perse valore con il tempo, in opposizione alla tradizione poetica, ma quale era il modo di atteggiarsi di questi poeti?
I poeti crepuscolari non hanno mai creato un movimento, quindi va subito ricordato che il crepuscolarismo più che un vero e proprio movimento culturale è una tendenza letteraria del secolo scorso.
E’ Giuseppe Borghese che dà il via alla parola crepuscolare, cui dà la caratteristica del tramonto della tradizione poetica ottocentesca. I crepuscolari respingono della poesia ogni ruolo collettivo e civico, rifiutano il concetto dannunziano di poeta profeta, leader dell’evoluzione della storia e considerano la tradizione ed il classicismo, cui si ispirano Carducci, Pascoli e D’annunzio, un’esperienza completamente conclusa.
Una raccolta ben definita di situazioni comuni a questi poeti come: la pigrizia, la malinconia, la stanchezza, la monotona vita di provincia che fa pensare ai giardini o parchi quieti con le loro vecchie panchine consumate dal tempo, oppure il patetico arredamento di una famiglia piccola borghese… come ricorda il poeta Gozzano, altri temi dominanti sono gli amori adolescenziali, le case e cose passate, gli animali imbalsamati, i fiori appassiti, i corridoi degli ospedali, delle musiche malinconiche…insomma una poesia la loro di pessimo gusto, come espresse sempre il Gozzano, un crepuscolare, importante più di altri; inizialmente, in lui s’individua un’influenza dannunziana, ma se ne stacca e l’abbandona, contrapponendosi a ogni forma di vitalità e dinamismo, riconducibile in seguito al futurismo.
Sono poeti che vivono un’epoca di crisi esistenziale tutta colmata di nostalgia verso gli ideali romantici con un lessico fatto di parole comuni, povere, misere, che prende spunto dal vivere quotidiano, conquistando una cadenza molto prossimo alla prosa.
E su tutto questo e all’interno di tutto questo, i crepuscolari “indossano” una stanchezza del vivere, un frustrato ripiegamento su sé stessi, un’incapacità di stabilire un rapporto non dico operoso, ma almeno cordiale col mondo, un piacere di sofferenza e di auto compianto con l’angoscioso senso della solitudine e la crisi di certezze. Rifiutano ogni aggancio con la tradizione culturale e si mostrano incapaci e ostinati a stabilire rapporti costruttivi con la realtà sociale, perché osservano il lento passare dei giorni tutti uguali e vuoti di senso.
Tutto questo porta i poeti ad un linguaggio di novità, che merita parecchia attenzione e che consiste nella ricerca di un tono diverso, ripiegano più volentieri su sé stessi, compiangendosi d’essere nati, rifugiano la loro inquietudine in una poesia dai toni spossati, che coglie gli aspetti più banali ed insignificanti del loro vivere giornaliero e ricorda il grigiore delle cose comuni.
I maggiori esponenti del crepuscolarismo sono: Guido Gozzano, Sergio Corazzini e Marino Moretti, per i quali è un’esperienza di vita totale e non una mera esperienza letteraria, diversamente dalla maggior parte dei poeti crepuscolari, che presto tenteranno di definire meglio in altre correnti e movimenti, il loro mondo che sembra essere spirituale ed artistico.
I poeti crepuscolari sono accomunati da un’infelice pena che nasce dalla totale sfiducia in ogni ideale religioso, politico e sociale come già espresso, e sicuramente questi temi e modelli della poesia crepuscolare, si possono trovare antecedenti sia nella tradizione italiana, come certe tendenze realistiche-borghesi di poeti minori dell’800, o nell’andamento in prosa di certi poeti della scapigliatura, l’umile realtà e la predilezione per le piccole cose, si può dire una sorta di polemica anti-dannunziana, con miti di superuomini e delle donne di grande fascino che vanno a contrapporsi con la coscienza della propria fragilità, e di una poesia erotica e sublime in opposizione alla ovvietà della solita vita quotidiana, e dell’ideale della bellezza femminile semplice e lasciata andare su ogni aspetto.
La poesia crepuscolare comunque resta sempre nell’ambito del decadentismo, e questo perché alla base dei vari atteggiamenti di questi poeti, c’è quella crisi di certezze, quel vuoto, quella frattura fra individuo e società, l’angoscioso senso della solitudine, il ripiegamento entro il cerchio dell’io, con gli aspetti più evidenti di questa età, e nei crepuscolari sono tutti riscontrabili.
E nell’arte come si esprime il crepuscolarismo e a chi si contrappone?
In contrapposizione al crepuscolarismo, si sente la necessità del rinnovamento, una trasformazione di un’arte che sia capace di esprimere in forme nuove il dinamismo dei tempi moderni: Il futurismo.
Nasce una corrente di pensiero, che rappresenta il primo e più strutturato movimento d’avanguardia di inizio novecento, il futurismo; un modello che accende lo spirito nazionalista e imperialista, offrendo indicazioni rivolte più alle scelte di vita dell’individuo che non a quelle culturali.
E’ studio del bello, fondato sul dinamismo, inteso come esaltazione dell’impetuosità, della macchina, mito nascente di quegli anni, delle metropoli e dello sviluppo industriale, periodo durante il quale prendono vita numerose riviste fiorentine capaci di portare nuova linfa vitale alla stagione letteraria e artistica, oltre che a essere testimoni delle inquietudini del momento.
Il tema che domina l’elemento poetico del movimento futurista è la bellezza, una bellezza coniugata alla velocità della macchina, intesa come proiezione di un ideale femminile che, pseudo-compagna di un uomo; acquisisce caratteristiche tecnologiche, facendosi quasi culto della macchina, e per questo follia dall’uomo.
Per ciò che riguarda l’arte, anche questo presupposto diventa motivo di esaltazione dell’oggetto tecnologico, e si basa sulla sublimazione dei nuovi processi di produzione; la pittura non è più statica ma dinamica, capace di rendere l0idea del movimento, della velocità.
I pittori futuristi con il Manifesto del 1910, che nello specifico regola il mondo dell’arte, aderito da figure di Tomaso Marinetti, Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini, per citarne alcuni, raffigurano con un’aperta ribellione l’arte retorica e tradizionale, e propongono nuove concezioni alla base della pittura.
Il linguaggio artistico dei paesaggi crepuscolari, smorzano i toni, i colori, soffocano la luce, si restringono all’interno di confini ben delimitati, recintati, che solo apparentemente chiudono l’orizzonte all’uomo e al poeta come conventi, i giardini, i parchi delle ville, tutto in contraddizione con la dinamicità dei futuristi, e iniziano conflitti fra crepuscolari e futuristi.
Infatti, il crepuscolarismo, nonostante condivida con il Futurismo l’idea di appartenenza al gruppo, ha un pensiero della vita completamente diversa: i futuristi esaltano le innovazioni, rivoluzioni, sono prepotenti, dinamici, chiassosi, esaltano la confusione e le attività delle grandi città, i crepuscolari sono contrari a una modernità che aliena l’individuo, hanno toni rilasciai, amano l’intimità, le piccole cose di un gusto orrendo, gli affetti familiari e una vita tranquilla.
La pittura crepuscolare comunque, conquista il mondo con il pittore Michele Cascella, paesaggista crepuscolare italiano. Le sue opere sono esposte nei più importanti musei italiani e internazionali e includono tele ad olio, litografie, disegni a pastello, serigrafie, acqueforti, raffiguranti per la maggior parte cromie vibranti con mescolanze floreali. Dal 1928 al 1942 è presente alle edizioni della Biennale d’ arte di Venezia, e successivamente, in una edizione della stessa Biennale gli verrà assegnato tutta una sala con le sue opere.
M° Monica Isabella Bonaventura

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Nata in provincia di Venezia, da sempre ho la passione per l'arte in modo particolare per la pittura, il design di arredamento e la decorazione d'interni. Sono una Maestra d'Arte in Arte Applicata e in Architettura e Arredamento, subito dopo il diploma ho lavorato per alcuni studi di architettura come disegnatrice, realizzando progettando arredamenti anche per conto proprio e restauri di edifici d’epoca. Neo diplomata entro a far parte di un centro culturale artistico conoscendo alcuni artisti, ed approfondisco la tecnica della serigrafia e litografia, acquisendo esperienza. Successivamente insegno educazione artistica e storia dell’arte, per poi essere inserita in un laboratorio per scenografie di teatro come pittrice e designer. Nel contempo creo e idealizzo alcune vetrine per negozi, dando un’immagine innovativa e curata, anche nel disegnare abiti per una sartoria. Studiando arte mi interesso alla pittura astratta e contemporanea, all'impressionismo astratto, ed inizio a sperimentare la pittura d’azione “action painting” su grandi tele, realizzando quadri su commissione e su misura, integrandoli ad ogni arredamento iniziando a farmi conoscere come Artista. A seguito di un concorso pubblico entro a far parte di una Amministrazione Pubblica occupandomi di cartografia e foto aeree del territorio. Tra il 1998 e 2001 frequento alcuni corsi annuali di psicologia e sociologia infantile, ed uso la mia esperienza come Artista di pittura astratta, per far apprendere su alcuni corsi per bambini la "pittura d'azione”, organizzando anche corsi d' arte e di riciclo creativo, insegnando diverse tecniche d'arte in alcune scuole e privatamente (dal trasferimento d’immagine al decoupage, dallo stencil al decapè, dal collage, alla pittura al cesello), ed è così che ha inizio, la mia ricerca sul riciclo creativo, dando uno sguardo e senso al riuso degli oggetti che si gettano quotidianamente, e in poco tempo mi faccio conoscere come Artista creativa e vengo invita a presentare quest'arte in seminari ed eventi riguardante l'argomento; da questo nasce l’idea di concretare quest’arte con Fare & Rifare, esponendo le mie creazioni, dagli oggetti ai gioielli. Idealizzo e curo la realizzazione di Mostre-Eventi Internazionali d’Arte per una illustre Galleria d'Arte di Venezia e in occasione dei 1600 anni dalla fondazione della Città di Venezia nel 2021, riesco ad ottenere il logo ufficiale dal Comune di Venezia per una Mostra importanti di cui ho collaborato. Organizzo mostre-mercati ed espongo come Artista del proprio ingegno creativo con le mie creazioni di oggetti. Da qualche anno scrivo recensioni artistiche per artisti conosciuti e non, italiani e stranieri, per poi cooperare all’esecuzione di un libro come tecnica alle immagini e mappe antiche e supporter grafica all’impaginazione. Sono stata intervistata su alcuni emittenti radiofoniche e TV (Tele Venezia, TG PoliCinema, Storie live su Radio di Tele Venezia e Radio Veneto) come pittrice, artista del riciclo creativo e arredatrice, conferendomi il titolo di Eccellenza Veneta, e da una nota Critica d’Arte dei salotti Artistici di Roma (3 minuti d’arte) su You-Tube e vari social, e successivamente ancora intervistata e resa pubblica la mia intervista su diverse riviste d’Arte: MobMagazine – Fatti Italiani, Scrivoline e su Verona Sette. Vengo premiata come creativa e pittrice di Arte astratta e con una Menzione Speciale (Premio Veneto Arte – Assoc. OltreArte) con una mia opera, da una importante Storica e Critica d’Arte durante l'esposizione alla Biennale delle Ville Venete. Sempre alla ricerca d' innovazioni, d' imparare e di mettermi alla prova, ho partecipato e partecipo a diversi concorsi di letteratura, poesia, fotografie e pittura, ottenendo premi a livello nazionale e internazionali facendomi notare da alcune gallerie di città italiane importanti; partecipo a progetti d'arte con altri artisti e giornalisti stranieri e alcune mie opere diventano copertina di alcuni libri di poesie di un noto regista italiano. Da un po’ di tempo vengo richiesta come modella per opere d’arte dalla pittura alla scultura, e come indossatrice per alcuni negozi di abbigliamento, sono stata selezionata come "volto" per una Comunità in un Concorso Nazionale e ancora selezionata da una nota Agenzia pubblicitaria e testimonial con la mia immagine su prodotti cosmetici. Ho esposto ed espongo su importanti gallerie d’Arte di città Internazionali e italiane: Madrid, Lisbona, Parigi, Atene, Calcutta, Yerevan - Birmania, Miami, Russia, Roma e prov., Firenze, Milano e prov., Matera, Padova, Venezia e prov., Vicenza, Parma, Genova e su alcuni Comuni di Venezia e Padova, la maggior parte presentate dallo Storico e Critico d’Arte prof. Giorgio Gregorio Grasso e dallo Storico Prof. Vittorio Sgarbi, dove certi miei quadri e oggetti sono stati inseriti su aste. A seguito di un Concorso Internazionale di pittura contemporanea vengo selezionata da un importante Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Gregorio Grasso, ad esporre delle mie opere alla Mostra Internazionale: “Lo stato dell’Arte al tempo della 58’ Biennale di Venezia”, per poi essere ancora scelta ad esporre su Gallerie importanti di Milano e Matera, Biennale di Atene, Biennale di Armenia e Biennale Ville Venete. In contemporanea con la Mostra del Cinema del 2019 vengo selezionata per rappresentare il cinema dei primi anni del ‘900 e subito dopo scelta dall’Associazione Vitaru di nazionalità Russa con un’opera contro la violenza sulle donne e l’opera viene inserita in una pubblicazione d’arte. Ho partecipato ad un concorso internazionale di pittura "Marc Chagall" nel 2018 e vengo selezionata con 4 mie opere e inserita in un volume d'arte "LimeraMente", successivamente nel 2022 con il concorso internazionale di pittura Frida Kahlo. Altre mie opere sono state scelte per essere presentate dallo Storico e Critico d’Arte su TV Sky e partecipo a varie iniziative di beneficenza con alcune mie opere presentate dallo stesso Critico Arte e presentate sui social e su rivista d’arte. Varie mie opere sono state scelte e pubblicate su volumi d'arte come La Divina Commedia edito dall'Istituto Nazionale della Cultura, e sui social con relative critiche da parte di storici e critici d'arte. All'interno dello spazio artistico live-art realizzato da Artaxy durante il Mestre Carnical Street Show del 2019, mi cimento nella creazione di un'opera dal vivo, imprimendo con energia i tratti distintivi del mio stile, e riportato l'evento in prima pagina su rivista d'arte vedendomi protagonista. Ho partecipato ad un corso della lingua dei segni (LIS) e faccio parte di diverse associazioni culturali, dalla musica alla pittura. A settembre 2020 mi sono candidata alle elezioni politiche come Consigliera alla Cultura della mia città ed ora collaboro per eventi culturali e artistici. In occasione della giornata contro la violenza sulla donna, il 25 novembre 2021 sono stata invitata come Artista Contemporanea al Museo del '900 a Venezia Mestre per parlare sull'argomento. Sono Redattore di una mia Rubrica d’Arte “MonicArte” su Mobmagazine, Redattore su "Il quotidiano dell'arte" e manager di un personaggio pubblico. Ultimamente sto organizzando e curando un Corso-Evento d'Arte per bambini.