Le “truffe sentimentali” costituiscono violenza sulle donne | Intervista all’Avv. Maurizio Cardona, matrimonialista, presidente Diaction | di Daniela Cavallini

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Amiche ed Amici carissimi, ascrivibile alla “violenza sulle donne”, riscontriamo la truffa sentimentale.

Con l’Avv. Cardona, oggi nuovamente con noi per aggiornarci in merito ad alcune nuove leggi, affrontammo tempo addietro il citato  problema – la truffa sentimentale –  che consiste  nello spietato abuso dei sentimenti, a scopo di lucro e favori di vario genere, agito anche via web da vere e proprie organizzazioni criminali internazionali, ai danni di persone propense a credere a manifestazioni imitative del “vero amore” sino a cedervi elargendo, in buona fede, somme di denaro e quant’altro richiesto (vedi favoritismi nella carriera lavorativa, acquisizione di quote societarie e/o di diritti, tra i quali permesso di soggiorno, cittadinanza, ecc.) in nome della “solidarietà di coppia”. Ovviamente, rivelatasi l’infamia, l’epilogo è tragico sotto ogni profilo.

È altresì importante ricordare che, talvolta, il manifesto “amore” alla vittima, può essere esternato anche da un semplice truffatore “travestito da bravo ragazzo della porta accanto”. Un “libero professionista del crimine”, privo di organizzazione criminale alle spalle, ma non per questo meno pericoloso.

Se l’argomento – truffa sentimentale – è accolto da alcuni con ironia e da molti con sarcasmo, in entrambe le categorie è insito un atteggiamento di sufficienza verso le vittime. Beh, forse prima di giudicare con spocchia il livello di ingenuità altrui, sarebbe utile il ripristino della sensibilità. Sensibilità verso coloro che, diversamente da chi è umanamente desideroso d’amore, ne è bisognoso, preda della dipendenza affettiva. Una differenza fondamentale che rende l’individuo fragile e, pertanto, manipolabile, esposto alla malvagità altrui e disposto ad accondiscendere ad ogni richiesta, pur di percepirsi accettato e godere di (subdole) attenzioni amorevoli.

Esortare alla massima attenzione i soggetti a rischio equivale a dire “stai attento, mi raccomando, non commettere stupidate”. In tali affermazioni –  vi è solo benevola raccomandazione, tuttavia non oggettiva argomentazione e non informazioni atte ad individuare e proteggersi dal malvagio.

Un dramma, dunque, in costante evoluzione che, nonostante la prodiga divulgazione d’informazioni ed avvertimenti, vanta un’ascesa che pare non avere limiti. Tuttavia, la giurisprudenza, annovera ulteriori provvedimenti a tutela delle vittime, ampliando la casistica dei reati, considerando e perseguendo alla stregua di atti di violenza sulla donna, comportamenti da sempre dalla stessa subiti, ma fino a poco tempo fa non annoverabili tra i punibili dalla Legge.

Daniela Cavallini:

Bentornato Avv. Cardona, non posso che apprezzare la sintonia professionale che ci unisce nell’univoco obiettivo di diffondere preziose informazioni. Informazioni che, data la sua proverbiale chiarezza espositiva, considero rivolte “a tutti e per tutti”.

Avv. Maurizio Cardona:

Grazie a lei, trovo sia doveroso utilizzare un linguaggio accessibile ai cd “non addetti ai lavori”, perché è proprio a loro che deve essere rivolta l’informazione.

Daniela Cavallini:

La giurisprudenza annovera ulteriori provvedimenti a tutela delle vittime di violenza, ampliando la casistica dei reati perseguibili.

Avv. Maurizio Cardona:

Innanzitutto diciamo che le truffe sentimentali sono truffe vere e proprie e come per tutte truffe,   sono reati che si manifestano con comportamenti truffaldini, stratagemmi, più propriamente detti “artifici” o “raggiri”. In questi casi l’inganno inteso come un processo artificioso è solitamente un atto premeditato fin dall’inizio, con una evidente volontà di approfittamento.

Accade anche spesso che per realizzare un reato se ne commettano altri propedeutici al primo. Nel caso delle truffe affettive via web avviene quasi sempre così.  Ci si appropria di foto altrui sul web facendo credere alla vittima di essere quella persona ritratta nella foto. E poi si raccontano in genere altre falsità, si millanta di essere quello che non si è, qualità e posizioni lavorative che non esistono, si commettono veri e propri furti d’identità.  Questi comportamenti di per sé integrano reati che potrebbero anche essere perseguiti e sanzionati penalmente in via autonoma come reato di “sostituzione di persona”, un reato che spesso però serve per porre in essere altri fini criminosi come avviene nelle per le truffe sentimentali o anche in alcune ipotesi  di violenze sessuali.

Daniela Cavallini:

Può descriverci alcune situazioni a scopo esemplificativo?

Avv. Maurizio Cardona:

Certamente. Il reato di sostituzione di persona, stabilisce che “chiunque, al fine di procurare a sé o agli altri un vantaggio o di recare agli altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona o attribuendo a sé o ad altri un falso nome o un falso stato, ovvero una qualità a cui la Legge attribuisce effetti giuridici, è punito”. Per amore di semplicità, formulo alcuni esempi, correlabili alla violenza sessuale.

Maurizio conosce Daniela – ad esempio ad una festa – e la corteggia con l’unico scopo di portarla a letto. Entrambi consenzienti, concludono il loro incontro con un rapporto sessuale.  Fin qui, nulla di contestabile. Ma… il loro rapporto prosegue e Maurizio, con ovvia malafede, ha dichiarato a Daniela di chiamarsi Maurizio Cardona – anziché Maurizio Cavallini -, di essere celibe o libero da vincoli sentimentali – ma è sposato -, di non avere figli – ed ha ben due figli – ha altresì dichiarato di essere avvocato – mentre nello Studio Cardona, occupa la posizione di fattorino. Quando Daniela scopre l’inganno, è già innamorata di Maurizio, uomo con il quale non avrebbe mai intrattenuto una relazione e neppure ci sarebbe andata a letto. Il rapporto sessuale, dunque, è stato ottenuto con l’inganno e, in questo caso, potrebbe essere contestato il reato di violenza sessuale.

Le racconto un altro aneddoto: un farabutto “zelante”,  tanto stupido da produrre prove contro sé stesso, mostrò all’amante incinta di lui, addirittura l’atto – ovviamente falso – di annullamento del suo precedente matrimonio da parte della Sacra Rota… Peccato che l’ignara vittima, lo incontrò mentre il fedifrago passeggiava mano nella mano, con la moglie, in evidente stato di avanzata gravidanza!! 

È altresì ascrivibile al reato di violenza anche l’ottenimento del rapporto sessuale millantando una posizione socio-economica elevata. La donna, condizionata dalle allettanti “esposizioni”, potrebbe avere accettato di offrire sesso in cambio di probabili congrui benefici.

Daniela Cavallini:

Beh, Avvocato, quest’ultimo reato mi pare una “battaglia fra pari”…

Avv. Maurizio Cardona:

Però resta un rapporto sessuale che altrimenti senza quella “sostituzione di persona”, senza quelle falsità, non ci sarebbe stato. Certo può sembrare un caso di scuola, una estremizzazione. In fondo si potrebbe dire, chi non si è fatto mai bello raccontando qualche piccola balla per rafforzare il proprio messaggio seduttivo?

Ma la verità è che raccontare frottole per portarsi a letto una persona può davvero costare caro e la Cassazione lo ha confermato anche in una sentenza di qualche anno fa (Cass. sent. 55481/17 del 13.12.2017) affermando che la finzione realizzata per portarsi a letto una donna può integrare il reato di violenza sessuale e chi finge rischia da 5 a 10 anni di carcere.

In effetti accade non di rado che si menta sul proprio “status”, e cioè che qualcuno si inventi di sana pianta una storia che non sta né in cielo né in terra, raccontando ad esempio di essere liberi mentre in realtà si è felicemente sposati con figli, o anche millantando posizioni di potere o lavorative come nel caso indicato dalla Cassazione.

Per la Suprema Corte questo è un reato, una violenza sessuale realizzata con una sostituzione di persona.

Come detto la ragione della incriminazione risiede nell’invalidità del consenso prestato dalla persona offesa, indotta in errore dall’altrui inganno a compiere o subire un atto sessuale nell’erronea convinzione di realizzarlo con persona diversa da quella che realmente è.

Daniela Cavallini:

È dunque lapalissiano affermare che queste truffe e questi inganni costituiscono una delle forma più vili di violenza che una donna possa subire…

Avv. Maurizio Cardona:

Assolutamente si. Queste condotte da chiunque siano commesse, sono abusi dei sentimenti, delle emozioni, dell’autostima, rischiano di distruggerti la dignità, che forse è il bene più prezioso che abbiamo.

In questi anni ci siamo battuti molto contro questo fenomeno. Se n’è parlato molto e dopo le prime diffidenze iniziali oggi c’è sicuramente più attenzione e le forze dell’ordine sono in prima linea per fronteggiare questo tipo di crimini.

Ne abbiamo parlato tanto e tanto ancora dobbiamo parlarne. Un fenomeno che attraverso l’uso dei social  – come sappiamo – ha aperto le porte alla criminalità organizzata.

Daniela Cavallini:

Ma tra le truffe sentimentali perpetrate via web dalle organizzazioni criminali e quelle di cui abbiamo parlato precedentemente, ovvero quelle agite e protratte dal finto principe azzurro in carne ed ossa, per intenderci, esiste un nesso?

Avv. Maurizio Cardona:

Per certi versi possono sembrare fenomeni molto distanti tra loro ma si tratta sempre di abusi della fiducia che trafiggono i cuori delle persone.

Ma la violenza truffaldina non arriva solo dalle organizzazioni criminali o della mafia nigeriana.  Il rischio, infatti, di incappare nel Lucifero della porta accanto è molto alto. Abili seduttori truffatori che esercitano violenza, spesso per appropriarsi del patrimonio della vittima ma come abbiamo visto, per conseguire i vantaggi indebiti più disparati.

La violenza può avere sfumature diverse ma rimane violenza.

In particolare in questo tempo la violenza sulle donne si colora anche di simulazioni amorose nelle quali il Principe Azzurro si manifesta nei modi più improbabili, si fa toccare e vedere, tutto sembra tingersi della meraviglia dell’amore, dell’amore che si avvera. Ma spesso, come sappiamo bene, la realtà è impregnata del malvagio.

Daniela Cavallini:

Com’è possibile per le donne difendersi da questo tipo di violenza?

Avv. Maurizio Cardona:

Difendersi da questi crimini odiosi non è facile perché è naturale e umano voler amare, credere nell’amore. Tutti siamo fragili e indifesi quando amiamo e quando sognano un amore che sappia amarci e capirci. E forse per le donne è ancora più difficile, credo. Lo sappiamo, le donne amano di più e dunque si espongono di più. Non si può generalizzare e non ne farei una distinzione di genere ma le donne non possono ontologicamente rinunciare al sogno dell’amore, al loro innato bisogno di amare e di essere amate. Anche gli uomini sono e possono essere vittime, lo sappiamo. Ma il bisogno d’amore delle donne per me è più forte.

Ecco perché è difficile difendersi. Diffidare, guardare con sospetto non è mai bello. La diffidenza non va molto abbraccio con l’innamoramento e con l’amore.Tutto infatti può essere così subdolo, sofisticato.

Per quanto molte condotte di inganno all’interno di relazioni sentimentali non siano penalmente perseguibili e sussistano delle vere e proprie cause di non punibilità, rimane in ogni caso la lesività di certi comportamenti che comportano non solo un depauperamento patrimoniale ma anche una sofferenza emotiva non facile da superare.

Questi comportamenti sono abusi delle emozioni e della dignità. Sono violenze che minano l’autostima e che lasciano il segno anche per molto tempo. L’inganno distrugge la fiducia, la stessa possibilità di credere in una relazione affettiva. Sono ferite dell’anima che spesso non si rimarginano.

Se recentemente sono stati inferti duri colpi a organizzazioni di stampo mafioso che avevano sviluppato ramificazioni in Italia e che operavano con le modalità delle truffe romantiche, l’abuso dei sentimenti del Principe Azzurro in carne e ossa sembra un fenomeno altrettanto devastante e forse anche meno decodificabile. Quando il tuo aguzzino si presenta realmente al tuo cospetto è ancora più difficile coglierne gli aspetti finzionali. Perché lui è lì davanti a te ed appare credibile e terribilmente onesto.

La cultura del nostro tempo è diventata cultura della mistificazione e dell’inganno.

Sempre nascosto tra le pieghe più profonde dei volti ambigui della società contemporanea l’inganno appare troppe volte l’unica modalità di sussistenza dell’essere, incapace di verità e autenticità.

Daniela Cavallini:

Infine, pur se mi pare una domanda pleonastica, le chiedo conferma: qualora sia la donna ad ingannare l’uomo è prevista identica condanna?

Avv. Maurizio Cardona:

Certo che confermo, la truffa ed il conseguente reato, non hanno sesso. Tuttavia, la maggior parte delle vittime, sono donne.

Il problema è ancora molto diffuso, ma la sensibilità è cresciuta e sappiamo che portare questi truffatori in tribunale è possibile. Foto, chat, documenti, testimoni, possono costituire prove ammissibili e determinanti per sostenere l’accusa in giudizio e ottenere giustizia. Teniamo sempre a mente che dietro un semplice messaggio o una bella dichiarazione d’amore a volte si nasconde un farabutto mascherato da principe ma anche una prova che può fare la differenza e che potrà essere usata contro di lui.

Daniela Cavallini