Treccani presenta l’Enciclopedia italiana dell’arte contemporanea

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4 volumi di 800 pagine l’uno, 435 autori tra i più influenti studiosi d’arte al mondo e quattro opere inedite: sono i numeri di quest’opera magna realizzata da Treccani, di cui ci ha parlato il direttore scientifico Vincenzo Trione.

Il progetto, annunciato per la prima volta nel 2017, dopo anni di intenso lavoro di ricerca è diventato realtà. Treccani ha presentato l’Enciclopedia italiana dell’arte contemporanea internazionale, diretta da Vincenzo Trione e Valeria della Valle, in una location d’eccezione, la Biennale di Venezia. Un’opera magna – la prima nel suo genere e che parte dall’Italia – che si impegna a raccontare la complessità e la pluralità dell’arte mondiale e del suo sistema, avvalendosi della voce di 435 autori tra i massimi studiosi di storia e critica delle arti di tutto il mondo, tra storici e scrittori italiani e stranieri. Il risultato è un’opera divisa in quattro volumi illustrati che contano circa 800 pagine l’uno, per un totale di oltre 3.600 lemmi e sottolemmi. Anche gli artisti sono stati parte attiva di quest’opera Treccani: a quattro maestri internazionali, accomunati dal fatto di avere la “K” come iniziale del cognome, è stato chiesto di produrre un’opera ad hoc, rappresentando ognuno il proprio continente di provenienza. Loro sono Anselm Kiefer per l’Europa, Joseph Kosuth per l’America, William Kentridge per l’Africa e Anish Kapoor per l’Asia. A coronare il progetto, l’opera di Shirin Neshat che introduce al primo volume, alla quale è stato commissionato uno speciale “portfolio”.

L’ENCICLOPEDIA ITALIANA DELL’ARTE CONTEMPORANEA TRECCANI

Difficile spiegare in poche parole l’ambizione di questo progetto enciclopedico, che fin dal suo concepimento ha cercato di raccontare e interpretare sotto molteplici punti di vista il lungo periodo storico che va dal 1900 ai giorni nostri. Gli obiettivi stati sono i seguenti: raccontare non solo gli artisti e i movimenti, ma estende il campo anche a tutte quelle figure che lavorano dentro al sistema dell’arte, dai galleristi agli storici e ai critici, dai curatori agli art advisor e così via; analizzare il rapporto dell’ambito artistico con gli altri linguaggi, come moda, fotografia, cinema e design. Ma soprattutto, la necessità di andare oltre la visione eurocentrica e occidentocentrica che per lungo tempo ha dominato la narrazione della storia in generale, ma soprattutto quella dell’arte. Nell’Enciclopedia italiana dell’arte contemporanea internazionale, quindi, sarà possibile trovare le eccellenze artistiche anche di Africa, India, sud-est Asiatico, Cina, Giappone, Paesi Latinoamericani.

“Abbiamo lavorato come se dovessimo costruire un colossal –  spiega Vincenzo Trione“Quindi, scegliendo dapprima i co-direttori, personaggi autorevoli come Jean-Loup Amselle, il maggior esperto di arte africana in occidente, Barbara Rose, figura storica della critica d’arte americana e Boris Groys, che ritengo il più importante teorico internazionale dell’arte in questo momento. Il passo successivo è stato individuare i consulenti per aree geografiche, a cui ho chiesto di fare delle proposte. Nel corso del tempo si sono susseguite poche riunioni plenarie e tante con i singoli consulenti. Tra le novità di questa enciclopedia ci sono le categorie tematiche approfondite nei vari Paesi: questo significa rendersi conto di cosa è stato il Pop per noi, ma anche cosa è stato per la Cina e per le altre parti del mondo! Una visione comparativa mai affrontata finora”. Un’ulteriore sfida è stata misurarsi con il concetto di enciclopedia in sé, che alle nuove generazioni sembra relegato al passato, come prosegue Trione: “Fare un’enciclopedia nel tempo di Wikipedia è un azzardo. La differenza è che, mentre sul web ogni informazione è passibile di dubbio, l’enciclopedia presenta voci inconfutabili. Molto curate dal punto di vista delle date e delle interpretazioni, ma anche per i temi che propone: il rapporto dell’arte con l’ecologia, con la politica, con l’ideologia, con l’impegno. Un lavoro portato avanti nella più totale indipendenza di idee: in questi cinque anni non sono mancati tentativi di influenzarci, ma non ne abbiamo mai tenuto conto, rimanendo autonomi nonostante le pressioni di eredi di artisti e affini”.

Un altro segnale di innovazione del modello enciclopedico è stato introdurre testi di voci provenienti da altri campi ma conoscitori dell’arte: filosofi, semiologi e scrittori del calibro di Emanuele Trevi, Melania Mazzucco, Maurizio Ferraris e Stefano Bartezzaghi. Un contributo essenziale per riflettere la caleidoscopica realtà rappresentata dall’arte contemporanea, anche nella sua stessa narrazione.

FONTE:

https://www.treccani.it/

https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/altre_proposte/2021/11/11/treccani-la-prima-enciclopedia-sullarte-contemporanea_6dd4fbb4-512a-4178-adfd-b56941991fc7.html