Crisi di coppia: restare o lasciarsi? Offrirsi la  “seconda possibilità” o addio per sempre? | di Daniela Cavallini

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Amiche ed Amici carissimi, il tema di oggi risponde alle molte richieste pervenutemi relativamente all’opportunità o meno di offrire una nuova possibilità ad un rapporto chiuso.

Chi mi confessa di avere paura che il partner si ricomporti scorrettamente, chi ha desiderio di vendetta per essere stato lasciato e “vuole farla pagare all’altro” rifiutandolo, chi ambisce al ritorno della persona amata promettendo persino supina accettazione delle sue malefatte pur di riaverlo, chi sostiene che “quando il ‘giocattolo’ è rotto, anche se lo si aggiusta non può più essere come prima”, chi, viceversa sostiene che può essere anche meglio di prima. Insomma, crediamo o no nella cosiddetta  “seconda possibilità”?

Innanzitutto due considerazioni: la fine di un rapporto non necessariamente coincide con la fine dell’amore ed il numero delle “possibilità” è infinito. Solo la coppia decide se e quante volte “riprovare”… non esistono regole.

Si dice che  “chi ama resta” ed in effetti, alcune coppie, superano le loro incomprensioni restando unite, tuttavia, molte altre, hanno necessità di allontanarsi per riflettere in serenità  e, dunque, decidere il futuro della relazione. Altre coppie, ancora, a prescindere dal vincolo del legame –  matrimonio o fidanzamento – si separano di comune accordo per concedersi una tregua, altre – discordi – si trovano ad accusarsi vicendevolmente di attaccamento morboso, modalità per tradire senza conseguenze, ecc.

Non siamo tutti uguali, ognuno ha la propria visione, ma certamente le accuse incrinano ancor più il rapporto, talvolta trascendendo, sino a renderlo irrecuperabile.

Personalmente, sono contraria all’accanimento  terapeutico e penso che non ci sia nulla di peggio che ostinarsi a tenere in vita un rapporto “con l’ossigeno”. Pertanto, nell’allontanamento vedo la soluzione: riflettendo con la calma necessaria atta a ripristinare obiettività ed equilibrio, saremo in grado di assumere una posizione definitiva (per quello che può esserci di definitivo in amore!) o ci si libera definitivamente da una relazione che non ha più ragion d’essere oppure si riconsidera quanto l’ex partner sia davvero importante e, qualora le posizioni fossero allineate, si riprende con maggiore consapevolezza.

Alcuni partner, mossi da pietà – magari scambiata per affetto – avvertono un forte senso di colpa nel veder soffrire l’altro e s’impongono di non lasciarlo, costringendosi a rimanere in una condizione di disagio, che, prescindendo dai motivi , nonché torti e ragioni, prima o poi diviene insostenibile.

Se il rapporto era basato sull’amore e si è mantenuto il rispetto per l’ex partner, evitando comportamenti esasperati ed esasperanti, morbosità, insulti, ricatti morali e non solo, ecc., credo che la storia possa riprendere ed offrire ad entrambi un prosieguo felice e più consapevole.

Considero, invece, fallimentare “rimettersi insieme”, mantenendo sopiti rancori, dubbi e riserve, solo per sopperire alla solitudine, per abitudine o magari per attaccamento scambiato per amore.

Un abbraccio

Daniela Cavallini