Il libro: “Enigma Raffaello. Fortuna, rivalità, contrasti: il mistero della morte del Sanzio” a cura di Pio Baldi e Alice Militello

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Un’intrigante nuova pubblicazione che tenta di chiarire i misteri legati alla biografia dell’artista per eccellenza, il campione vasariano della grazia

 

DESCRIZIONE a cura di Pio Baldi, Alice Militello

«Enigma Raffaello propone una serie di riflessioni sulla cerchia dei potenziali nemici del Sanzio, analizzando più criticamente la personalità dell’artista. Raffaello Sanzio da Urbino, attraverso la sua opera immortale, ha segnato per sempre il tempo della storia dell’arte. A distanza di cinquecento anni dalla sua prematura scomparsa, avvenuta il 6 aprile 1520 all’età di trentasette anni, la morte dell’artista resta ancora avvolta nel mistero e fonte inesauribile di interrogativi da parte degli studiosi di varie discipline. L’Urbinate è stato vittima solo dei suoi stessi vizi amorosi, come racconta Giorgio Vasari nelle Vite, oppure dietro la fine di quel giovane talentuoso, bello, pieno di riconoscimenti e di incarichi, dai modi raffinati e apparentemente amato da tutti, si celano il rancore, l’animosità e l’invidia dei suoi rivali? Enigma Raffaello propone una serie di riflessioni sulla cerchia dei potenziali nemici del Sanzio, analizzando più criticamente la personalità dell’artista. I contributi di studiosi, sia del campo storico-artistico sia del settore scientifico-medico, affrontano i vari aspetti connessi alla sepoltura e al decesso di Raffaello: la riesumazione delle sue presunte spoglie nel 1833; la realizzazione di un calco del teschio dai quei resti; la ricostruzione del suo volto attraverso le nuove tecnologie dell’antropologia forense. In caso di una nuova apertura del sepolcro, grazie al recupero di piccoli ossei, oggi la scienza è in grado di ricostruire alcune fasi della vita di Raffaello e le cause della sua morte. In queste pagine, dunque, storia dell’arte, ricerca archivistica e bibliografica, scienza del restauro, antropologia, medicina legale, tecnologie biomediche e bioarcheologiche, scienze anatomopatologiche si uniscono e si confrontano per dare un nuovo risvolto alle ricerche e ai quesiti sull’esistenza e sulla fine di uno degli artisti più celebrati della storia.»

PRESENTAZIONE:

A distanza di oltre cinquecento anni dalla prematura scomparsa di Raffaello Sanzio, avvenuta il 6 aprile 1520, la morte dell’artista resta ancora avvolta nel mistero ed è fonte inesauribile di interrogativi per gli studiosi di varie discipline. L’Urbinate è stato vittima dei suoi stessi vizi amorosi, come racconta Giorgio Vasari nelle Vite, oppure dietro alla sua fine, si celano il rancore, l’animosità e l’invidia dei suoi rivali?

Il volume, a cura di Pio Baldi e Alice Militello, raccoglie una serie di riflessioni transdisciplinari, proposte sia da studiosi del campo storico-artistico, che del settore scientifico-medico. I contributi analizzano più criticamente la personalità dell’artista e la cerchia dei suoi potenziali nemici; indagano i passaggi architettonici che, nel corso dei secoli, hanno interessato il luogo di sepoltura prescelto, la Cappella della Madonna del Sasso; passano in rassegna le cronache legate all’apertura della presunta tomba dell’artista nel 1833; sino ad arrivare alla ricostruzione del suo volto attraverso le nuove tecnologie dell’antropologia forense. Infine, affrontano, in prospettiva storico–medica, la morte e i possibili studi paleopatologici applicabili ai resti di Raffaello.

Il libro mette in fila tutta una serie di elementi, documenti ed expertise per dare un nuovo risvolto alle ricerche e ai quesiti sull’esistenza e sulla fine di uno degli artisti più celebrati della storia. La pubblicazione, presentata mercoledì 1° dicembre 2021 nell’Aula Magna del palazzo del Rettorato della Sapienza di Roma, è il risultato di un progetto congiunto nato da un accordo di collaborazione nel 2019 tra diverse istituzioni: Sapienza Università di Roma, i Musei Vaticani, la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon e l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il volume è stato realizzato con il contributo del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio del Ministero della Cultura (MiC).

I lavori in Aula magna sono stati aperti dai saluti della rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni. L’introduzione è stata affidata a Pio Baldi, presidente della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon Raffaello, a Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani e Alberta Campitelli, presidente dell’Accademia di belle arti di Roma.

APPROFONDIMENTO:

Raffaello riuscì a congiungere le virtù della pittura italiana, dal disegno fiorentino, al colorismo veneto, sino alla morbidezza e soavità emiliana in un’unica formula che gli valse il riconoscimento di pittore della grazia: Raffaello, il campione vasariano, l’artista degli artisti nelle Vite, continua a sollevare misteri ancora oggi.

A distanza di oltre cinquecento anni dalla sua scomparsa nel 1520, dopo l’impegnativa retrospettiva dedicatagli dalle Scuderie del Quirinale, l’artista urbinate che rivoluzionò la storia dell’arte, segnando il passaggio dal Rinascimento al Manierismo, continua ad affascinarci e a farci riflettere sul suo genio, sulla sua vita, sulle sue qualità artistiche e sulle caratteristiche prettamente umane. All’insegna della transdisciplinarietà, il panel di esperti ha presentato gli avanzamenti negli studi intorno ad un interrogativo principale: “Raffaello da Urbino è stato vittima solo dei suoi stessi vizi amorosi, come racconta Giorgio Vasari nelle “Vite”, oppure dietro la sua fine si celano il rancore, l’animosità e l’invidia dei suoi rivali”?

Gli interventi che si sono succeduti hanno investigato il problema ancora aperto del suo decesso. Eugenio Gaudio, presidente della Fondazione Roma Sapienza; si è affrontata la questione della sua scomparsa con un approccio multidisciplinare, Tiziana D’Acchille, docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma; ci si è soffermati sugli avversari del pittore cortigiano, la storica dell’arte Sylvia Ferino-Pagden; sulla tomba di Raffaello al Pantheon, Flavia Cantatore, docente della Sapienza; sull’analisi e la ricostruzione del suo volto, Chantal Milani, antropologa e odontologa forense; sono state vagliate delle ipotesi mediche, Vittorio Fineschi, docente della Sapienza; si sono messe in campo la bioarcheologia e la paleopatologia, Gino Fornaciari, docente dell’Università di Pisa; infine sono state prese in esame le tecniche microinvasive applicabili alla tomba di Raffaello, Ulderico Santamaria, direttore del Laboratorio di ricerche scientifiche dei Musei Vaticani.

Il libro:

“Enigma Raffaello. Fortuna, rivalità, contrasti: il mistero della morte del Sanzio” a cura di Pio Baldi e Alice Militello

https://www.skira.net/books/enigma-raffaello/

Enigma Raffaello. Fortuna, rivalità, contrasti: il mistero della morte del Sanzio

Alice Militello

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Pio Baldi

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