Mostre: “Essere Umane”, itinerario nella storia della fotografia “al femminile” | 30 grandi fotografe in mostra ai Musei San Domenico di Forlì fino al 30 gennaio 2021

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I Musei San Domenico di Forlì ospitano gli sguardi sul mondo di fotografe internazionali: da Lee Miller ad Annie Leibovitz, lungo un arco temporale che dagli Anni Trenta del secolo scorso raggiunge i giorni nostri

da YouTube: Walter Guadagnini presenta la mostra “Essere Umane”

Tra le 314 fotografie in mostra, si possono segnalare le leggendarie immagini di Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler, la strepitosa serie delle maschere di Inge Morath, realizzata con Saul Steinberg, gli iconici volti dei contadini durante la Grande Depressione di Dorothea Lange, il sorprendente servizio di Eve Arnold su una sfilata di moda ad Harlem negli anni Cinquanta e i rivoluzionari scatti di Annie Leibovitz per una epocale edizione del Calendario Pirelli.

Saranno esposte opere di:

Berenice Abbott, Claudia Andujar, Diane Arbus, Eve Arnold, Letizia Battaglia, Margaret Bourke-White, Silvia Camporesi, Cao Fei, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Cristina De Middel, Gisèle Freund, Shadi Ghadirian, Jitka Hanzlova, Nanna Heitmann, Graciela Iturbide, Dorothea Lange, Annie Leibovitz, Paola Mattioli, Susan Meiselas, Lee Miller, Lisette Model, Tina Modotti, Inge Morath, Zanele Muholi, Ruth Orkin, Shobha, Dayanita Singh, Gerda Taro E Newsha Tavakolian.

Dal 18 settembre 2021 al 30 gennaio 2022 al Museo di San Domenico sarà visitabile la mostra “Essere Umane”, un itinerario nella storia della fotografia vista attraverso lo sguardo “al femminile”.

La mostra, curata da Walter Guadagnini, ideata e realizzata in collaborazione con Monica Fantini e Fabio Lazzari e promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì, organizzata dalla società strumentale della Fondazione ‘Civitas srl’, propone un percorso con 314 fotografie che accompagneranno il visitatore in un viaggio nella storia del ‘900, e dell’evoluzione del linguaggio visivo fotografico, con le testimonianze di importanti fotografe che, a partire dagli anni ’30 del Novecento, hanno saputo cogliere l’attimo di istanti che rimarranno impressi per sempre sulla superficie fotografica.

La mostra si sviluppa seguendo tre filoni narrativi. Il primo, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, tratta i temi cruciali della grande crisi economica americana e delle Guerre, con fotografe come Dorothea Lange, Margareth Bourke-White, Berenice Abbott, Lee Miller.

Il secondo copre gli anni Settanta e Ottanta, narrando le grandi rivoluzioni sociali, la guerra in Vietnam, l’avvento della società dei consumi, attraverso gli scatti, citandone alcune, di Annie Liebovitz e Diane Arbus.

Il terzo è dedicato alla fine del Ventesimo secolo ed inizio del Ventunesimo, e si concentra sulle culture extra-occidentali, sul femminismo ed altri temi di attualità. In questa terza parte compaiono fotografe come Silvia Camporesi, Zanele Muholi e Cao Fei.

Sarà possibile accedere alla mostra nel rispetto delle misure sanitarie e di sicurezza previste dalle normative del Governo che prevedono il distanziamento tra i singoli visitatori e le entrate contingentate, oltre all’adozione dei necessari dispositivi di protezione personale.

Un percorso per immagini firmato da trenta fotografe internazionali conduce il visitatore dei Musei San Domenico di Forlì tra i grandi temi che hanno accompagnato la nostra società dagli Anni Trenta a oggi, passando dalle guerre ai cambiamenti dei costumi, dalla lotta contro le discriminazioni all’affermazione della civiltà dei consumi, dal ruolo della donna nelle diverse culture e tradizioni alle questioni di genere. Gli oltre trecento scatti, attraverso registri che si muovono dalle forme più crude a quelle più liriche, restituiscono con intensità e puntualità la realtà dei tempi nei diversi segmenti storici, sociali ed economici.

Tre sono le sezioni, divise in ordine cronologico, in cui si ripercorrono gli stili e i segni di un secolo. Veri e autentici punti di rottura dai tratti nuovi e moderni, le immagini testimoniano aspetti emblematici e caratteri singolari. In un’evoluzione di narrazioni attente e peculiari, abili raccontastorie hanno riletto le molteplici trame degli eventi del loro presente con forza visiva ed emotiva.

Il racconto si apre sulla crisi economica americana degli Anni Trenta con gli scatti di Dorothea Lange (Hoboken, 1895 – San Francisco, 1965), dove si pone in risalto la dignità delle persone, ma al contempo se ne rivela tutta la disperazione e la difficoltà del vivere quotidiano. Celebri sono le raffigurazioni scattate alla fine della Seconda Guerra Mondiale da Lee Miller (Poughkeepsie, 1907 – Chiddingly, 1977) all’interno dell’appartamento di Hitler a Monaco di Baviera. Ipnotica la serie Reflections dell’austriaca Lisette Model (Vienna, 1901 – New York, 1983), che analizza il tema del consumismo statunitense lungo le strade di New York, indagando il rapporto con i cittadini attraverso i riflessi creati sulle vetrine dei negozi. Le merci e gli edifici si fondono e confondono con le persone che passeggiano, in un insieme che diventa surreale e documentario. Chiudono la prima sezione le fotografie del periodo messicano di Tina Modotti (Udine, 1896 – Città Del Messico, 1942) con i lavoratori all’opera o in corteo secondo i dettami iconografici socialisti e le sfilate ad Harlem delle donne afro-americane di Eve Arnold (Philadelphia, 1912 – Londra, 2012), nelle quali la Arnold esce dall’estetica patinata della fotografia di moda del periodo, riportandone invece i momenti spontanei dietro le quinte, la preparazione prima dello spettacolo e l’attesa del pubblico.

Nella seconda sezione, Anni Sessanta-Ottanta, l’obiettivo delle fotografe rileva e scandaglia i rivolgimenti e cambiamenti sociali e di costume. Nella serie Mask, nata dall’incontro tra l’austriaca Inge Morath (Graz, 1923 – New York, 2002) e il disegnatore Saul Steinberg, i due artisti trasformano i soggetti in caricature di una società, quella americana del boom economico che nasconde i propri tumulti sotto la fragile maschera della prosperità e del progresso. Graciela Iturbide (Città del Messico, 1942) mostra la comunità matriarcale di Juchitan, in Messico, con donne che posano fieramente in tutta la loro corporeità, regalando allo spettatore sprazzi di vita pubblica e privata per un reportage, in bilico fra realtà e mito, unico, surreale e magico.

Il realismo più veritiero e cruento di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) nelle immagini degli omicidi di mafia si affianca alle iconiche rappresentazioni delle bambine di Palermo. Carla Cerati (Bergamo, 1926 – Milano, 2016), con la serie di immagini tratte da Mondo cocktail, cattura la nascente borghesia nella città di Milano che si divide tra party e salotti e si popola di donne eleganti e di personaggi vistosi ed eccentrici. Con la serie del 1965 dedicata alla comunità di travestiti che aveva occupato l’ex ghetto ebraico di Genova, Lisetta Carmi (Genova, 1924) tratteggia in suggestivi scatti in bianco e nero la vita dei protagonisti, mostrando con intimità e simpatia momenti quotidiani tra gli arredi barocchi delle case e le passeggiate tra le vie del ghetto. Nella straordinaria edizione del Calendario Pirelli 2016, Annie Leibovitz (Waterbury, 1949) ritrae donne di spicco in vari settori, dall’imprenditoria allo sport, dalla musica al cinema, realizzando un impianto scenico semplice con un set essenziale, dove le uniche attrici sulla scena sono le protagoniste con la loro presenza.

Nell’ultima sezione dedicata agli anni tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo la lente si sofferma sulle culture extra-occidentali e sulle loro coraggiose “rivoluzioni”. I ritratti dell’iraniana Newsha Tavakolian (Tehran, 1981) delle donne guerrigliere delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), che vivono e combattono nella giungla, riflettono la violenza dei conflitti e l’incertezza verso il futuro per una normalità auspicata, ma lontana.

Le fotografie di Nanna Heitmann (Ulm, 1994) ritraggono le storie degli abitanti sulle rive dello Yenisei, il grande fiume siberiano ai confini con la taiga, attraverso uno sguardo delicatamente onirico, che trasforma questi luoghi sospesi in leggende e in metafore di libertà, di sogno, di desolazione e di abbandono. Già protagonista della Biennale di Venezia nel 2019, Zanele Muholi (Umlazi, 1972) esprime se stessa utilizzando parrucche, corone e costumi, accentuando il colore della propria pelle grazie a un bianco e nero dai toni profondi e rivendicando attraverso il proprio corpo la sua esistenza di donna e fotografa. Shadi Ghadirian (Tehran, 1974) racconta le donne iraniane nella serie Qajar del 1998, grazie a un’ironica riflessione sulla situazione femminile nell’Iran contemporaneo: in un gioco di riappropriazione di un’iconografia anacronistica, inserisce nella scena una sequela di elementi esplicitamente fuori contesto, come un’aspirapolvere, una mountain bike o una reflex. Infine Cristina de Middel (Alicante, 1975), con il suo Afronauts, un progetto a metà tra riproduzione e finzione del primo programma spaziale non ufficiale portato avanti in Zambia, mette in scena bizzarre visioni impersonate da uomini vestiti con paradossali e stravaganti equipaggiamenti astronomici.

Il libro:

Clara Bouveresse e Sarah Moon (a cura di), “Donne fotografe: Pioniere (1851-1936)-Rivoluzionarie (1937-1970)-Visionarie (1970-2010)”, Contrasto editore, 2021

https://www.amazon.it/Donne-fotografe-Rivoluzionarie-Visionarie-illustrata/dp/8869658627

Clara Bouveresse e Sarah Moon (a cura di), “Donne fotografe: Pioniere (1851-1936)-Rivoluzionarie (1937-1970)-Visionarie (1970-2010)”, Contrasto editore, 2021

INFO:

Orario di visita:

dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.00

Prevendita biglietti su ticketone dal 18 giugno 2021

Servizio Cultura e Turismo

+39  0543 712627

biglietteria.musei@comune.forli.fc.it

FONTE:

www.essereumane.it

http://www.cultura.comune.forli.fc.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=6299

http://www.cultura.comune.forli.fc.it/servizi/menu/dinamica.aspx