“Il Mese Classico” ǀ Intervista a Roberto Roganti su Isaac Albéniz ǀ di Maria Teresa De Donato

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Carissimi amici benvenuti su questo mio Salotto Culturale Virtuale. Da questo mese sono felice di presentarvi una nuova rubrica condotta dall’amico e collega autore Roberto Roganti intitolata

“Il Mese Classico”

 

Roberto Roganti è nato nel 1957, modenese, ed è un ex fisioterapista ed ex libero professionista che si occupa a tempo pieno e per hobby di promozione culturale ad iniziare proprio dalla musica classica.

Ha cominciato scrivendo recensioni di ristoranti per un sito dedicato alla cucina  nel  2007; in corso d’opera ha abbracciato la poesia, prima in lingua e poi in vernacolo; infine è passato al giallo, che ora coltiva con ardore.

Molto ci sarebbe da dire sulle sue attività culturali per cui siete tutti invitati a leggere la sua biografia al seguente link: https://holistic-coaching-dedonato.blogspot.com/p/roberto-roganti.html

 

MTDD: Ciao Roberto e grazie per aver accettato di partecipare a questa serie di interviste.

RR: È un piacere. Grazie a te per l’opportunità.

 

MTDD: Quale obiettivo vuoi raggiungere con questa nuova rubrica?

RR: Il mio scopo è quello di informare i lettori su tanti compositori anche tra i meno conosciuti facendo conoscere la loro musica classica attraverso la biografia e le opere di ciascun compositore. Ogni mese sarà dedicato a un autore: la biografia e quattro brani con relative spiegazioni (a volte anche difficili da trovare), così che voi tutti possiate leggere, capire, ascoltare e meditare… Insomma, il Classico Mese… spero vi piaccia.

 

MTDD: Con chi hai pensato di iniziare?

RR: Ho pensato di iniziare con Isaac Albéniz.

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MTDD: Cosa puoi dirci di lui?

RR: Isaac Manuel Francisco Albéniz (Camprodon, 29 maggio 1860 – Cambo-les-Bains, 18 maggio 1909) è stato un pianista e compositore spagnolo.

Formatosi al Conservatorio di Madrid, incominciò in giovanissima età la carriera di concertista di pianoforte, che lo condusse in diversi paesi europei e americani, ma nel 1874 riprese gli studi di composizione al Conservatorio di Lipsia, e più tardi li continuò a Bruxelles, finché nel 1878 poté diventare allievo di Liszt, che seguì a Roma e Budapest. Riprese ben presto la brillante attività concertistica, coltivando in pari tempo la composizione e dedicandosi anche all’insegnamento. Nel 1893 si stabilì a Parigi, entrando in contatto con l’ambiente musicale locale (D’Indy, Fauré, Dukas, Debussy): qui scrisse le sue opere migliori, prima che un vizio cardiaco lo conducesse a morte prematura.

 

MTDD: Qual è esattamente il ruolo che Albéniz riveste nell’ambito della musica classica?

RR: Albéniz è giustamente considerato l’iniziatore della moderna scuola musicale spagnola. Al pari dei “Cinque” in Russia, e dei compositori romantici dei paesi slavi e scandinavi, egli comprese che era necessario ribellarsi all’internazionalismo di marca italiana, che ancora dominava nella Spagna dell’Ottocento, per poter dire una parola nuova e personale in musica. Così fu tra i primissimi a rivolgersi coscientemente al patrimonio popolare, ad ascoltarne i ritmi e le inflessioni e ad introdurli nella sua produzione, che di conseguenza acquista un colorito tutto particolare e un significato ben definito nell’ambito della cultura iberica.

Se nella produzione teatrale Albéniz spezzò la preminenza del gusto italiano, in quella strumentale seppe uscire dalla convenzionalità del gusto salottiero, che era allora caratteristico in Spagna soprattutto nella musica da camera: e la sua opera più proficua la svolse forse proprio nel campo della musica da camera, specie pianistica, dove seppe mettere la sua brillante tecnica al servizio di una necessità di espressione che sapeva tener conto dei valori culturali specificamente nazionali.

Egli resta noto essenzialmente come compositore per il pianoforte (ma scrisse anche numerose opere e non poca musica vocale ): e tuttavia, nell’esigua produzione orchestrale non è difficile osservare quei germi di novità che sono tipici per la sua posizione in seno alla musica iberica della fine del sec. XIX.

 

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MTDD: Quali opere ci presenti oggi e perché?

RR: Per rispondere a queste domande ho pensato di presentarvene una alla volta con relativo titolo e spiegazione della tipologia di musica indicando anche il link a Youtube perché possiate ascoltarle. Spero vi piacciono.

 

Iberia

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Originariamente composta per pianoforte, questa suite in dodici parti è oggi assai nota anche nell’orchestrazione curatane dopo la morte del compositore dal suo amico Enrique Fernandez Arbos, o in quella di un altro compositore spagnolo, Carlos Surinach. Sono i pezzi giustamente più noti e più rappresentativi di Albéniz: vi è in essi un sapido senso del colore, vi è un riferimento al folclore spagnolo che si risolve in un mirabile giuoco di ritmi, vi è una sincera rievocazione di paesaggi e di danze iberiche che ne fanno veramente il capolavoro di Albéniz, giustificando appieno la sua fama di iniziatore della scuola nazionale spagnola.

https://youtu.be/R13GcRQSPxU

 

Evocación 00:00

El puerto 06:24

Fête-dieu à Seville 10:51

Rondeña 20:15

Almería 27:19

Triana 37:22

El Albaicín 42:54

El Polo 50:33

Lavapiés 57:45

Málaga 01:04:44

Jerez 01:10:23

Eritaña 01:21:55

 

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Catalonia

https://m.media-amazon.com/images/I/41myQCRBgkL.jpg

 

Suite popolare – Composizione ormai quasi dimenticata del musicista spagnolo, è anche una delle sue pochissime originariamente scritte per orchestra. È una pagina festosa, un poco esteriore, di un’orchestrazione brillante ma a tratti anche alquanto pletorica. Nel suo complesso può essere considerata come un poema sinfonico in tre parti, dove il materiale tematico denota in molti punti la provenienza popolaresca.

https://youtu.be/dg1xS_yK9uM

 

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Cantos de España (Op. 232)

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Cantos de España è una delle composizioni più riprodotte di Albéniz. Tre delle sue opere (Prelude, Oriental e Bajo la palmera) furono pubblicate prima e poi nel 1898 Seguidillas e Córdoba si unirono a loro. Come gran parte del lavoro di Albéniz, i Cantos de España evocano danze o luoghi spagnoli attraverso melodie e ritmi tipici della danza nazionale, in particolare andalusa. Tra queste cinque opere vale la pena evidenziare il Preludio (meglio conosciuto con il nome datogli nella Suite spagnola op. 47, Asturie), che ha l’aria dei cantes andalusi ed è senza dubbio l’opera più famosa di Albéniz. La sua parte centrale, la canzone, è ammirevole per la sua bellezza e i suoi cambi di ritmo. I Seguidilla furono aggiunti anche alla Suite Spagnola con il nome di Castilla. I Cantos de España hanno una versione per chitarra e anche altri strumenti.

https://youtu.be/NHiHBUiKP70

 

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Suite Spagnola

https://img.discogs.com/6VUtt2B_C9BJ2ukbl3DiW1SufKY=/fit-in/600×600/filters:strip_icc():format(jpeg):mode_rgb():quality(90)/discogs-images/R-4867742-1377960062-6072.jpeg.jpg

 

La Suite spagnola Op. 47 del compositore spagnolo Isaac Albéniz è composta principalmente da opere scritte nel 1886 che furono raggruppate nel 1887, in onore della regina di Spagna. Come molte delle opere per pianoforte di Albéniz, questi pezzi sono dipinti di diverse regioni e musiche della Spagna. Quest’opera fa parte della corrente nazionalista legata al Romanticismo. Albéniz fu allora sotto l’influenza di Felipe Pedrell, che lo separò dalla musica estetica da salotto europea e lo attirò al nazionalismo, in questo caso spagnolo. Ma, d’altra parte, il suo è un nazionalismo passato al setaccio della raffinatezza e della stilizzazione.

https://youtu.be/pssZnVi_h2I

 

I titoli originali della raccolta sono quattro: Granada, Catalogna, Siviglia e Cuba. Gli altri pezzi, Cadice, Asturie, Aragona e Castiglia, furono pubblicati in edizioni successive e spesso con titoli diversi. L’editore Hofmeister pubblicò gli otto titoli della Suite spagnola nel 1912, dopo la morte di Albéniz. Lo ha fatto prendendo altri pezzi per i restanti quattro titoli, poiché quei pezzi non riflettono molto accuratamente la regione geografica a cui si riferiscono. Un caso molto chiaro è quello delle Asturie (Leyenda), i cui ritmi di flamenco andaluso hanno poco a che fare con la musica della regione atlantica delle Asturie. Op. 47, numero assegnato da Hofmeister, non è legato ad alcun tipo di ordine cronologico nell’opera di Albéniz, in cui i numeri d’opera erano dati casualmente dagli editori o dallo stesso Albéniz. Alcune opere compaiono anche in più di una collezione.

 

Nelle opere che compongono la Suite Spagnola, il primo titolo si riferisce alla regione che rappresenta e il sottotitolo tra parentesi indica la forma musicale del brano o la danza della regione ritratta. I sottotitoli delle opere sono i seguenti: Granada, serenata; Catalogna, curranda; Siviglia, sivigliane; Cadice, saeta; Asturie, leggenda; Aragona, fantasia; Castilla, Seguidillas e Cuba, notturno. Il notturno ha lo stile di una habanera (Cuba ha fatto parte della Spagna fino al 1898). La fantasia di Aragon ha la forma di un jack. Asturie (Legend) e Cadice (Saeta) non sono molto precise riguardo al rapporto tra l’opera e la regione. Nonostante il carattere artificiale della Suite spagnola op.47, nel tempo è diventata una delle opere per pianoforte di Albéniz più eseguite e conosciute sia dai pianisti che dal pubblico.

 

  1. Granada (00:00)
  2. Cataluña (5:02)
  3. Sevilla (7:38)
  4. Cádiz (12:19)
  5. Asturias (16:53)
  6. Aragón (22:52)
  7. Castilla (27:17)
  8. Cuba (30:10)

 

MTTD: Grazie Roberto per averci presentato questo importante e forse non molto conosciuto compositore. Restiamo in attesa del prossimo …

RR: Grazie a te Maria Teresa. È stato un piacere anche per me e spero che il pubblico possa apprezzare questo grande pianista e compositore spagnolo.

Questo articolo è stato pubblicato anche al seguente link:

https://holistic-coaching-dedonato.blogspot.com/2022/01/isaac-manuel-francisco-albeniz_0651417655.html