La stessa Normalità, spesso è Anormalità| di Mari Onorato

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Mai come in questo periodo si sente parlare di normalità. Torneremo alla normalità… desideriamo una vita normale…

Un virus, un qualsiasi evento speciale, particolare ci ha fatto rinunciare alla normalità… Ma cosa significa realmente normalità?

Si parla tanto di normalità, ma cosa è la normalità vera e propria?

si può dire “normale” ciò che si conforma alle regole della società in cui viviamo. Ma la normalità cambia sempre…

ciò che viene considerato normale cambia con i luoghi, le culture, le epoche; quindi non è mai un valore assoluto, bensì relativo e fluido.

Ciò che viene considerato normale dalla società, è piuttosto qualcosa di ideale e vicino alla perfezione forse è quello che dovremmo o, vorremmo essere, invece di quello che siamo realmente.

Non c’è quindi da stupirsi se una gran quantità di persone si sente sbagliata, o non all’altezza.

Invece di farci condizionare continuamente da questi modelli irreali e irraggiungibili, sarebbe più sano ammettere che siamo tutti un po’ strani, contorti.

Pertanto la normalità non dovrebbe esiste anche perché siamo tutti diversi, e questo è il motivo per cui, nelle coppie e fuori, passiamo buona parte del tempo in discussioni e battibecchi.

Questo smentisce già alla base l’idea che ci siano modi di essere normali che siano validi per chiunque; in realtà, ogni individuo è unico,

ha gusti e inclinazioni particolari, e nessuno corrisponde in concreto ai criteri di normalità diffusi.

Quando conosciamo davvero qualcuno nella sua unicità, scopriamo una serie di aspetti che si discostano dall’idea di normalità e, questo vale per tutti.

Le persone normali lo sembrano solo perché le vediamo da fuori, da lontano, o sono nascoste dietro maschere;

chi sembra normale, di solito

recita una parte perché teme di mostrare la sua “stranezza”.

Chi ha molto a cuore la normalità, sia nella sua ricerca di esserlo,

sia nel tentativo di imporla agli altri, è probabilmente una persona spaventata, ferita, che si è sentita poco amata, che esorcizza le sue paure e fragilità attaccandosi a un’idea immaginaria, nella speranza che se tutto intorno fosse “normale”, allora si sentirebbe sicura e in pace.

Spesso costoro sono persone in conflitto con sé stesse, che faticano ad accettarsi e ad amarsi per come sono.

Mi chiedo ma perché vogliamo sentirci normali a tutti i costi ?

Se il concetto di normalità è così limitante e privo di senso, perché influenza così tanto le nostre vite?

Abbiamo tutti bisogno, purtroppo, dell’accettazione e approvazione altrui.

Al punto che molti danno più importanza all’opinione altrui, che a ciò che davvero è importante

per loro; per queste persone, uscire dalla norma appare inaccettabile.

Abbiamo tutti paura, in varia misura, di essere giudicati e rifiutati. Ciò non è solo conformismo, ma un potente impulso evolutivo;

per gran parte della storia umana, essere respinti dal gruppo voleva dire ritrovarsi da soli a fronteggiare un mondo ostile,

l’idea di normalità pesa fortemente, ma in realtà viene vissuta da ciascuna persona in modi alquanto diversi.

La normalità è stata e, per molti versi è ancora fortemente imposta e disciplinata. Un’area dove il concetto stesso di “normale” suona particolarmente privo di senso, vista l’enorme varietà di desideri e preferenze.

Mari Onorato