La street art di NessuNettuno | Intervista di Linda Randazzo

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Messinese, occhi blu che brillano impertinenti e trasognati come il mare d’ estate, lo si incontra con gli abiti completamente ricoperti di colori, per strada, davanti ad un muro gigante.

È circondato da infiniti barattoli di colori e tiene come uno scettro un lungo bastone a cui è legato un pennello. Da qui gocciolano come pioggia colorata, come se fossimo in un cartone animato, i residui di pittura che gli servono per raccontare le sue storie di mare e di amore.

Non usa trucchi né strategie, la sua mano libera non riproduce il vero, il reale, non copia, non simula, le sue immagini disegnate a mano libera sono pregne della sua poesia, in una sintesi formale, diretta, espressiva, unica.

La sua risata contagiosa attraversa strade e vicoli, case e palazzi; non si capisce come faccia in così brevissimo tempo a ricoprire muri così grandi di mille colori, disegni, parole, sogni e leggende.

Per la maggior parte del tempo lo si vede parlare, mangiare, bere una birra e chiacchierare (nel suo antico dialetto messinese)… con tutti, ma proprio tutti!

NessuNettuno parla con i cani e con i gatti, signori e signore, con i vecchietti, le massaie e i bambini, passanti e i curiosi che dalle porte e finestre di vecchie case, di vecchi vicoli di antichi paesini di Sicilia, si sporgono per vedere questo simpatico artista a lavoro e forse per la prima volta vengono coinvolti nella creazione di un’ opera d’arte.

Quando non lo trovi su un muro a dipingere, lo trovi al mare, in acqua, con gli occhi protesi verso la linea blu dell’ orizzonte. Oppure è a riva con il suo taccuino e i suoi colori, dedito e intento a preparare bozzetti nei quali un misterioso bestiario marino e floreale si inerpica in bellissimi impianti decorativi, dove spesso la “parola” fa l’amore con le immagini.

Quello che racconta molto spesso sulle pagine delle strade, che sono i muri, sono storie e leggende antiche di Sicilia.

NessuNettuno è un artista generoso, nelle sue opere entra sempre l’immaginario estetico delle persone che abitano i luoghi che lui dipinge. Il suo modo di concepire la street art è molto coinvolgente, la sua opera tende a rispettare e trasmettere la cultura dei luoghi in cui dipinge. Nessunettuno sa che quei muri di case e palazzi sono le abitazioni di uomini e donne che non sanno nulla dell’arte contemporanea, ma che possono riconoscere il valore di un’arte che usa i muri per fare da specchio e per ringraziare i luoghi in cui viene prodotta.

NessuNettuno dipinge sui muri con gioia, estrema gentilezza e gratitudine, quello che ho sempre amato di lui è questo “uso” della strada come maestra, fatta di incontri e di riscontro con gli altri. La sua arte è veramente donata agli altri come un atto di gratitudine perché l’artista vive la strada e la gente come fossero dei maestri.

Molto spesso la street art è un mezzo per gentrificare i luoghi in cui gli artisti (un po’ vanitosi) vanno a dipingere senza sapere cosa sia l’anima del luogo in cui dipingono. Il Genius loci intendo dire.

Questi disegni così sintetici e molto incisivi fatti di linee nere, definite, piatte campiture di colore molto estese e infine magistralmente decorate, spesso si intricano in una danza armonica con le parole, i detti e le poesie. Presenza sottesa e quasi sempre esplicita è il mare, l’acqua, elemento simbolico e arcaico per eccellenza del mondo delle emozioni. Così le storie e le leggende di Sicilia sono le storie di una terra completamente circondata dal mare, dal mare delle emozioni più sotterranee. Quello di NessuNettuno è un linguaggio mitologico contemporaneo, totalmente inventato da lui. Un linguaggio molto personale in cui si ha voglia di annegare.

È così che la Dea Nyx, Colapesce, le magie dei pescatori, pesci e sirene, dall’antica Magna Grecia vengono vivificate e riportate alla memoria sulle strade, grazie ad un linguaggio contemporaneo, veloce, coinvolgente, capace di parlare a chi un tempo sapeva leggere e produrre simili storie, la “gente di strada” appunto.

INTERVISTA:

Perché hai scelto il linguaggio della street art come medium primario ?

Perché si può dipingere per strada, e quindi si dipinge l’energia che esiste solo là e in nessun altro posto. La strada è l’unico spazio ancora democratico che esista, perché è il palcoscenico di molteplici realtà. Per me stare in strada è sempre stato un atto di crescita, poiché è un modo diretto per poter mettersi in relazione con il circostante. Ascoltare ed incontrare le persone aiuta a capire realmente come va la società, a rapportarsi ad essa e riuscire a comprendere ed allargare la propria mente. Dipingere per strada è un atto liberatorio e formativo.

Come pensi che la street art debba interagire con il tessuto sociale e architettonico circostante?

L’arte ha il suo contenuto intrinseco e riesce ad interagire nell’ambiente in cui viene posta solo con l’ausilio del dialogo tra le parti, ovvero tra l’artista e i veri fruitori che sono gli abitanti del luogo; senza dialogo rimane solo una mera rappresentazione dell’egoismo di chi va ad effettuare l’opera. Ovviamente la street art non può risolvere le problematiche presenti nei quartieri dove viene realizzata, ma sicuramente rimane una voce del popolo che a volte non viene ascoltata.

Perché il più delle volte scegli di rappresentare miti e leggende della Sicilia molto lontani dalla nostra cultura metropolitana e contemporanea ?

Perché sono Siciliano e fiero delle mie origini. Noi siciliani siamo portatori sani di magia, siamo una miscela di culture che hanno fatto elaborare e trascendere dentro di noi quella sensibilità ed attaccamento alla nostra Mamma Sicilia, siamo nati dal mare e plasmati nella lava.

In che modo la lingua, la parola, la poesia entrano nelle tue opere e in che modo interagisce con le immagini?

La maggior parte delle volte le sento veramente parte integrante di un’opera, perché credo che riescono a completare quel processo energetico e mistico che si vuole portare alla luce.

Credi che sia vero che la street art si stia addomesticando e diventando un mezzo sempre più commissionato dalle istituzioni per gentrificare le città?

Sì, questo succede quando si vuole solamente “abbellire” decorando parti della città che in realtà avendo un carattere molto forte, riescono a vivere e molto spesso a sopravvivere a prescindere dalle amministrazioni, perché sono vissute da persone che vengono sempre più spesso non capite ed accettate.

Quale pensi che sia la vera natura e la vera magia della street art?

La sua totale natura effimera è fatta per non durare, bella ed impermanente proprio come la vita.

NessunNettuno street artist

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Linda Randazzo:

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Linda Randazzo_Ph. Olger Bause