Andrea Festa, opera effettista | Critica di Francesca Romana Fragale

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L’opera di Andrea Festa, resa con pittura e fotografia, 40/30 è un racconto dinamico. La scelta dei colori pastello sapientemente estremizzati dall’artista incornicia il punto focale dell’opera, il volto doppio della donna ritratta.

La cancellata in arzigogolato ferro battuto di un verde esasperato sorregge simbolicamente la modella e la incornicia, l’accompagna nel fluire del tempo, visivamente simboleggiato dal fiume.

Amorevole appare l’attenzione dell’autore verso il soggetto femminile, come a rassicurarla che qualunque sarà la sorte e l’intimo atteggiamento ci sarà protezione.

Panta rei, tutto scorre e cambia e trascina, ma i pilastri dell’essere sono saldi e irremovibili.

Quest’opera narra l’amore vero, quello che non scorre e potenzia, a prescindere dal resto del mondo.

L’evanescente doppio volto crea un apparente contrasto tra l’espressione primeva, sorridente e la seconda postura col mento verso il basso che svela un atteggiamento pensieroso o assorto altrove. Ma il verde prato di primavera della cancellata infonde serenità. Anche il fiume è scelto in un momento di piatto e rassicurante divenire.

L’opera riflette anche il pensiero del Festa sull’universo femminile e il profondo rispetto verso la posizione della donna, posta su un piedistallo di apprezzamento delle complesse virtù.

Qualunque sia il pensiero dell’amato bene il Festa ci sarà, con un rispettoso e galante modo, da antico cavalier cortese.

Dott. Francesca Romana Fragale

Francesca Fragale e Alberto Vespaziani

Andrea Festa

https://www.facebook.com/caragiorgio

Andrea Festa e gli Effettisti