Mad – Maddalena Minguzzi, pittrice contemporanea – INTERVISTA

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…”dedico molto impegno nella ricerca e la cura dei dettagli per avvicinarmi il più possibile a ciò che ho in mente”.

-Ben arrivata Maddalena, e grazie per essere qui con i nostri lettori e parlarci un po’ di te. Il tuo nome d’arte è MAD e tutto il mondo artistico ti conosce con questo acronimo. Qual è stato l’elemento scatenante che ti ha avvicinato all’Arte e da quanto tempo dipingi?
Grazie a te Monica per avermi dato questa opportunità.
In realtà direi che non mi sono mai avvicinata all’arte, ma l’arte è nata con me.
È una cosa che ho sempre sentito far parte della mia natura. Senza presunzione ti dico che sono nata artista, accettando a fatica a volte la complessa esistenza che ne deriva.
Mi sono sempre espressa disegnando da che ho memoria e non appena i miei genitori mi regalarono un cavalletto e dei colori ad olio, iniziai anche a dipingere.
Avevo 11 o 12 anni quando feci la mia prima piccola mostra. Ringrazio mia madre per avermi spinta con entusiasmo ad esporre.
Anche il mio nome d’arte risale alla mia infanzia (oltre ad essere costituito dalle prime lettere del mio nome). Da bambina, infatti, ero solita passare le estati con mia nonna, che faceva la sarta, quindi in mezzo a stoffe, bottoni e riviste di moda, immaginavo di essere una stilista e firmavo ogni mia creazione con uno scarabocchio, che se dovessi tradurre in lettere, sarebbe “Auell Mad”.
Non chiedermi perché questo nome strano, non saprei risponderti, ma quando mi è stato chiesto di presentarmi sul panorama artistico, mi è venuto naturale proporlo, togliendo la parte più stravagante e meno comprensibile e lasciando quelle tre semplici lettere che più mi identificavano (giocando col significato della parola inglese “mad= pazzo/a”).
Non ho mai smesso di creare, nonostante i miei studi e il mio percorso professionale fossero lontani dal mondo artistico. La vita poi mi ha portata a diventare madre molto presto, quindi il senso di responsabilità ha continuato a farmi desistere dal concedermi una carriera rischiosa come quella dell’artista.
Ma per quanto io abbia tentato di soffocare la mia natura per dare spazio ad altre necessità, questa ad un certo punto si è imposta.
Così dalla primavera dell’anno scorso ho cambiato vita dedicandomi all’arte, con molti rischi e sacrifici, ma con persone al mio fianco che mi hanno incoraggiata e sostenuta. Ora provo un senso di libertà impagabile.

-Ogni tuo dipinto è straordinariamente affascinante e impensato, dai tratti netti, puliti, sembra versatile, a cosa ti ispiri?
Mi lascio ispirare da tutto ciò che mi emoziona o mi affascina, qualsiasi cosa essa sia: materiali, esperienze, persone, luoghi, volti…
Le mie esperienze di vita rappresentano una buona parte del mio motore creativo, ma spesso mi toccano nel profondo anche storie di altri, anche se distanti dalla mia. C’è sempre un filo che unisce le storie delle persone e che è fatto di emozioni che tutti proviamo, sono proprio quelle che mi permettono di entrare in un’esperienza che non è mia, comprenderla, elaborarla e ridarle vita tramite un’opera.
Altre volte invece sono i volti o le espressioni delle persone ad evocarmi immagini e a permettermi di esprimere concetti e sentimenti che ho dentro.
Anche gli oggetti e i materiali mi ispirano, a volte li faccio diventare parte dell’opera e a volte invece prendo spunto dal colore o dalla consistenza, ad esempio, per rafforzare un messaggio.

-Le tue opere si evidenziano per la continua sperimentazione consentendo quindi uno studio attento. Nei ritratti si percepisce una mano sicura, esperta, attenta nell’estrazione, in alcune opere invece la gestualità è determinata e più incisiva, dietro ad ogni lavoro c’è anche intuito. La tua arte è sicuramente in crescita, destinata a lasciare grandi segni nel presente contemporanei. Ci vuoi parlare dei tuoi “viaggi” nell’arte, del tuo modo di pensare e concepire la vita nelle tue opere?
Il mio viaggio nell’arte, come ti dicevo, inizia da bambina.
Inizialmente copiavo immagini dalle riviste di moda perché proponevano scatti originali e accattivanti. Copiavo anche opere famose che mi affascinavano, credo di aver realizzato una “Donna con l’ermellino” abbastanza credibile tra gli 11 e i 13 anni e mia madre mi commissionò un “Dalì” più o meno negli stessi anni. Inoltre ho sempre fatto lavori su commissione di amici o conoscenti, soprattutto a matita. A 16 anni, ad esempio, un amico di mia madre mi commissionò una tela lasciandomi carta bianca (non potevo essere più felice), ma siccome non avevo modelle a disposizione mi feci scattare una foto da mia madre di schiena e passai le notti nella cantina dei miei genitori a dipingere. Me lo pagò più di quanto avessi mai sperato.
Sono molto grata alle persone che hanno riconosciuto il mio talento e la mia passione sostenendomi come e quanto potevano.
Poi per molti anni (quasi una decina) non ho quasi più toccato un pennello o una matita perché, come ti dicevo, prima il lavoro, poi la famiglia mi hanno impegnata a tempo pieno. Ma la mia mente è sempre stata attiva.
Proprio nei primi anni in cui avevo formato la mia nuova famiglia, ho attraversato momenti di totale mental break down ed è stato lì che le mie risorse mi sono venute in aiuto. Ho iniziato a fare ritratti di mia figlia e dei figli delle mie amiche, che spesso regalavo. Poi ho avuto l’idea di stamparne alcuni più simpatici su delle t-shirt, così le mie amiche hanno iniziato a comprarle e mi hanno dato una mano incredibile perché mi sono risvegliata da un lungo sonno profondo.
Ho iniziato a ricevere tante richieste di ritratti anche da persone che non conoscevo, perciò negli ultimi anni ho cercato di dare più spazio a quest’attività.
Cerco di riportare su tela ciò che vivo e che ho vissuto, visto che per molti anni non ne ho avuto la possibilità.
Tu dici di vedere una mano esperta (ne sono lusingata e ti ringrazio) ma, se ci penso, in realtà sento di aver sperimentato molto poco perché purtroppo o per fortuna (è stato sicuramente un buon allenamento) ho realizzato più opere su commissione (tra cui pochissimi dipinti di cui nessuno era un ritratto) che creazioni personali. Ci credi se ti dico che “Le Fleur du Mal” è il primo autoritratto vero e proprio dopo quello fatto a 16 anni? L’ho realizzato a 31 anni, ne è passato di tempo…purtroppo!

-Uno spirito positivo e molto maturo si cela dietro ai colori, in base a cosa sceglie le cromie delle sue opere?
Devo ammettere che ho un rapporto un po’ particolare con i colori, inizialmente mi sembra di non trovare mai quello giusto. Un po’ come con mia figlia: ci litigo spesso, tende a fare quello che le pare, ma la amo infinitamente e non la vorrei mai diversa da com’è.  Così anche con i miei colori alla fine faccio pace. La scelta dei colori è dettata, oltre che dal volere del colore stesso a cui ormai non mi oppongo più, dai miei intenti espressivi, dal mio istinto e da ciò che il colore mi evoca. Ad esempio ne “Le Fleur du Mal” ho usato volontariamente un vermiglio puro per enfatizzare il sangue; sapevo che avrebbe perso realisticità, ma che avrebbe guadagnato forza espressiva.

-Alcuni tuoi personaggi hanno l’obiettivo di stupire, meravigliare o impressionare creando una nascosta comunicazione tra lo spettatore e l’immagine proposta.  Sulla scorta di queste immagini, consideri il tuo lavoro come una critica alla società contemporanea o una presa di coscienza penosa di quanto ci circonda?
Io rappresento ciò che per me è importante o ciò che mi ha segnata, confidando i miei pensieri allo spettatore. A volte sono positivi, parlano di calore, appartenenza, rinascita, altre volte invece sono ricchi di sofferenza e indignazione.
Per me è importante rispettare ed essere rispettata, è importante la lealtà, è importante prendersi cura delle cose e delle persone e quando una di queste cose (o tutte) vengono a mancare, soffro e mi arrabbio molto.  Per questo la mia, se vogliamo, è anche arte di denuncia, perché credo che la mancanza di queste cose non debba passare inosservata, come spesso accade.
Più che una critica, la mia intenzione è portare alla luce quello che vivo e vedo attorno a me, per dare il mio contributo e il mio punto di vista, che devono essere spunti di riflessione per tutti.
La scelta rappresentativa quindi ha l’obiettivo di suscitare tutto purché non sia indifferenza.

-C’è una tua opera molto particolare “Le fleur du mal”, dove le mani della protagonista taglia il suo cuore estratto dal suo stesso petto, quindi molto sangue e ferita aperta; la faccia della donna ritratta sembra per nulla turbata e sofferente. Hai scritto in un social che speri che quest’ opera susciti ribrezzo…perché? Cosa vuoi trasmettere con questo dipinto?
Come ti dicevo, credo non ci dovrebbe essere indifferenza davanti alla sofferenza.
Scrivendo quella frase volevo lanciare una provocazione e una dichiarazione di intenti: non faccio quadri perché sono decorativi e si sposano perfettamente col parquet del salotto, io racconto la realtà e la realtà a volte è cruda. Se per non restare indifferenti davanti a qualcosa, serve che questa susciti ribrezzo, allora spero che la mia opera susciti ribrezzo.
È difficile rendersi conto della sofferenza di qualcuno se non hai davanti un’immagine concreta. Se noti un livido, o una ferita, ti chiedi se quella persona stia soffrendo, ma cosa succede se le ferite sono tutte dentro di lui/lei? È quello che accade quando qualcuno ti ferisce con le parole e i fatti, quando ti maltratta e ti umilia, quando ti tradisce.
Io, con questo autoritratto, ho portato all’esterno le mie ferite interiori. Ho raccontato una storia vera nella quale tutti particolari fanno riferimento alla realtà. Ho raccontato di come vivere quotidianamente ciò che vivevo, mi avesse fatta diventare impietosa verso me stessa e di come sceglievo quindi di auto sacrificarmi per salvare altro. Mi sono raffigurata in un ambiente domestico, che dovrebbe essere sinonimo di calore e accoglienza e che invece diventa il luogo in cui si consuma la violenza.  Questo, oltre alla luce (mezza calda e mezza fredda) e al gesto, mostrano l’ambivalenza che vivevo, ma dalla mia espressione si legge l’infelicità.
Non si conoscono molti aspetti di questo tipo di sofferenza, io ho cercato di raggrupparne alcuni e rappresentarli nel modo che mi sembrava più incisivo e sincero.

-Io credo che la tua sia un’arte figurativa fuori dal consueto e, a acconsentire questo, sono principalmente i colori, sulle tonalità del bruciato o accesi, riescono a trasmettere sofferenza e pacatezza. Anche per questo credo che tu sappia distinguerti nel panorama contemporaneo, a cosa ti ispira per scegliere i toni e le immagini? Come nascono nella sua mente?
Le scelte cromatiche, come i particolari, i gesti, la posizione della figura nello spazio, l’espressione, sono un mix di istinto e volontà.
Di sicuro poco o niente è lasciato al caso. La maggior parte delle volte mi appare un’immagine in testa e in seguito la perfeziono, a volte riflettendoci a lungo, a volte facendo vere e proprie prove tecniche (ad esempio durante il photo shooting con la modella) e a volte per caso (ma al caso a volte non ci credo) mi capita di trovare gli oggetti giusti da inserire nel quadro.
Già dal principio so perfettamente l’effetto finale che vorrei e dedico molto impegno nella ricerca e la cura dei dettagli per avvicinarmi il più possibile a ciò che ho in mente. Naturalmente capita che cambi qualcosa nel corso della realizzazione, magari perché cambio idea o perché, sbagliando, mi accorgo che quell’errore alla fine non è un errore, ma cerco sempre di rimanere fedele al significato del quadro.

-Che significato ha per MAD la polivalente parola Arte?
È difficile da esprimere. L’Arte per me è una questione personale, è una cosa profonda e che fa parte della mia identità.
L’Arte è quella sensazione di invincibilità che sento quando scopro l’abilità delle mie mani, è la passione che non mi fa mai sentire stanca, è la sinestesia che si attiva nel mio cervello quando qualcosa mi ispira. L’Arte è svegliarmi nel cuore della notte con un’idea e non riuscire più a prendere sonno perché non riesco a smettere di pensarci.

-L’essere umano è costantemente al centro della tua arte, volti e corpi. Che cosa ti affascina e cosa ti disturba in una persona, tu vai oltre all’aspetto fisico, cosa provi mentre crei?
I volti e i corpi mi affascinano molto e trovo che siano il veicolo emotivo più efficace. I lineamenti che mi colpiscono di solito non incontrano i canoni estetici comuni e per questo spesso si sprecano battute divertenti sui miei gusti, specialmente in famiglia.
Ma sicuramente sono le espressioni che mi colpiscono di più e cerco di riproporle fedelmente per modo che possano comunicare agli altri quello che hanno comunicato a me.
Le mie rappresentazioni non vanno oltre l’aspetto fisico, ma lo utilizzano come uno strumento comunicativo, grazie al quale il messaggio si rafforza. Come ho raccontato ad una mia cara amica che ha posato per realizzare “Italia”, dietro ad ogni persona che rappresento, c’è una storia che potrebbe anche non essere la loro, ma è il loro volto che dà potenza espressiva e credibilità all’opera. Un po’ come succede tra autore e interprete nelle canzoni o tra regista e attore nei film.
Non realizzo solo ritratti però, ho fatto anche astratti e ne ho altri in progetto. Non c’è una discriminante che mi porta a scegliere come rappresentare qualcosa, le immagini mi si propongono alla mente in maniera naturale e sento che se le raffigurassi diversamente non avrebbero lo stesso senso e la stessa intensità.   

-Qual è la tua aspirazione e il tuo sogno, cosa vuoi veramente?
Ti direi che vorrei diventare una pittrice famosa e stimata, ma a pensarci bene la fama mi spaventa un po’ e chi dice di stimarti, poco dopo cambia idea.
Quindi spero più che altro di essere capita, di riuscire ad arrivare in qualche posto dentro alle persone e spero che le mie opere abbiano un’utilità, spero di dare il mio contributo per ciò in cui credo. Per il resto ho aspirazioni semplici, ma credo non scontate: voglio avere serenità e gioia; voglio che mia figlia sia una brava persona e una donna realizzata e felice qualsiasi cosa voglia fare; voglio una casa che ospiti calore, comprensione, risate e battaglie che non facciano feriti o prigionieri; voglio avere relazioni sane e positive con le persone che mi circondano.

All’interno di alcuni tuoi dipinti sembra esserci la percezione dell’esistenza e di appartenenza al mondo, forse, ma quanto e perché?
È vero, c’è senso di appartenenza al mondo, c’è identità e quindi percezione dell’esistenza.
Negare di appartenere all’ambiente in cui viviamo, di avere un legame inevitabile con le persone che ci circondano e gli eventi, è una cosa che vedo fare spesso, come se ognuno potesse, se volesse, girare le spalle, bastare a sé stesso e credere che tutto il resto non lo riguardi. Dal mio punto di vista è impensabile e inattuabile.
Un bambino nel grembo materno è tutt’uno col liquido amniotico e la placenta, li condiziona e ne viene influenzato. Questo non cambia una volta usciti, solo che gli spazi si ampliano, il liquido è composto da cose impalpabili e non ci relazioniamo solo con la mamma, ma con un numero maggiore di persone. E come noi influenziamo ciò che ci circonda, ciò che sta attorno a noi ci plasma a sua volta e definisce parte della nostra identità.
La mia identità è quella di una donna, una madre, una figlia ecc… ed è questo che mi fa avvertire la vicinanza ad una cosa piuttosto che ad un’altra. Così il mio senso di appartenenza al genere femminile, ad esempio, si esprime raffigurando per lo più figure femminili, portando così il mio contributo a favore delle cause in cui credo e su cui posso portare testimonianza.

Pensi che sia difficile riuscire a penetrare le frontiere dell’arte? Quanti, secondo te, riescono a saper leggere l’arte contemporanea e a sciogliere raggiri e istigazioni?
Premetto che penso non sia semplice leggere l’arte, abbiamo tutti emotività e sensibilità differenti e a volte è difficile comprendere ciò che è molto distante da noi. Inoltre siamo quasi sempre sotto l’influenza di qualche fattore, emotivo o ambientale, che ci fa apprezzare una cosa piuttosto che un’altra.
Dobbiamo pensare che non tutti comunicano civilmente con la propria sfera emotiva, c’è chi ci litiga spesso, c’è chi cerca di prenderne le distanze, c’è chi è stato educato alla praticità. Capire l’arte a volte è come fare delle sedute dallo psicologo, non tutti sono disposti a farlo, ognuno per i propri motivi, o non tutti ne hanno la possibilità, talvolta.
Quello che spero è che sempre più persone compiano lo sforzo di capire l’importanza dell’Arte. So che è difficile rendersi conto dell’entità di qualcosa che in qualche modo è immateriale, ma l’Arte è ciò che esprime la parte impalpabile di noi che è altrettanto determinante e indicativa di ciò che siamo, di quella materiale.
-Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri?

Attualmente mi sto concentrando sulla produzione. Vorrei realizzare tutte le opere che ho ideato in questi anni, ma che non ho avuto la possibilità di produrre.
Ho intenzione di farmi conoscere, esporre ed entrare nel mondo dell’arte a tutti gli effetti.
Il progetto per il futuro è la crescita, in tutti i sensi, non con tappe già stabilite, ma con la determinazione di fare scelte che mi porteranno sempre verso quella direzione.

I nostri lettori che voglio vedere le tue opere, dove ti possono seguire?
Ammetto di non essere una persona social, quindi attualmente (e inizialmente contro la mia volontà) è attivo solo il mio profilo Instagram: @auell_mad.
Confido di trovare in futuro qualcuno che gestisca la parte più “commerciale” del mio lavoro, quindi anche i social, perché non rientra proprio nelle mie corde.

E’ stato un piacere conoscerti e ti ringrazio per la tua disponibilità.
M° Monica Isabella Bonaventura

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Sono una Maestra d'Arte in Arte Applicata e in Architettura e Arredamento, dopo gli studi entro a far parte di un centro culturale artistico e approfondisco la tecnica della serigrafia e litografia. Inizio a lavorare come disegnatrice per alcuni studi di architettura, realizzando e progettando arredamenti e collaborando a restauri di edifici d’epoca. Successivamente insegno educazione artistica e storia dell’arte, per poi essere inserita in un laboratorio per scenografie di teatro come pittrice e designer. Nel contempo creo e idealizzo alcune vetrine per negozi, dando un’immagine innovativa e curata, anche nel disegnare abiti per una sartoria. Studiando arte mi interesso alla pittura astratta e contemporanea, all'impressionismo astratto, ed inizio a sperimentare la pittura d’azione “action painting” su grandi tele, realizzando quadri e integrandoli ad ogni arredamento, iniziando a farmi conoscere come Artista. A seguito di un concorso pubblico entro a far parte di una Amministrazione Pubblica occupandomi di cartografia e foto aeree del territorio. Tra il 1998 e 2001 frequento alcuni corsi annuali di psicologia e sociologia infantile, ed uso la mia esperienza come Artista di pittura astratta, per far apprendere su alcuni corsi per bambini la "pittura d'azione”, organizzando anche corsi d' arte e di riciclo creativo, insegnando diverse tecniche d'arte (dal trasferimento d’immagine al decoupage, dallo stencil al decapè, dal collage, alla pittura al cesello) in alcune scuole e privatamente, inserendo l’Arte del riciclo creativo, ed è così che ha inizio, la mia ricerca sul riuso dei materiali e degli oggetti che si gettano quotidianamente e in poco tempo mi faccio conoscere come Artista creativa e artigiana dell’Arte, vengo invita a presentare quest'arte in seminari ed eventi riguardante l'argomento; da questo nasce l’idea di concretare quest’arte con Fare & Rifare, esponendo le mie creazioni come Artista del proprio ingegno creativo, dagli oggetti ai gioielli e organizzo mercati d’Arte Idealizzo, curo e organizzo Mostre-Eventi Internazionali d’Arte per una illustre Galleria d'Arte di Venezia e in occasione dei 1600 anni dalla fondazione della Città di Venezia nel 2021, riesco ad ottenere il logo ufficiale dal Comune di Venezia per una Mostra importanti di cui ho seguito tutta la parte di curatela. Da diversi anni scrivo recensioni artistiche per artisti conosciuti e non, italiani e stranieri, ho cooperato all’esecuzione di un libro come tecnico alle immagini e mappe antiche e supporter grafica all’impaginazione. Sono stata intervistata su alcuni emittenti radiofoniche, TV e quotidiani d’Arte (Tele Venezia, TG PoliCinema, Storie live su Radio di Tele Venezia, Veneto Radio, World New 24 TV, Globus Television Sicilia e Globus Magazine) come pittrice di astratto, artista del riciclo creativo e arredatrice, conferendomi il titolo di Eccellenza Veneta, e poi ancora intervistata da una nota Critica d’Arte dei salotti Artistici di Roma (3 minuti d’arte) su You-Tube e vari social, prosegue successivamente una intervistata e resa pubblica su diverse riviste d’Arte: MobMagazine – Fatti Italiani, Scrivoline e su Verona Sette. Vengo premiata come creativa e pittrice di Arte astratta con una Menzione Speciale (Premio Veneto Arte, Biennale Ville Venete) con una mia opera, da una importante Storica e Critica d’Arte durante l'esposizione alla Biennale delle Ville Venete. Vengo notata da un importante critico d’arte, scrittore e giornalista il quale mi dedica un articolo su una rivista d’arte “Polis” definendomi “Artista della Materia”. Sempre alla ricerca d'innovazioni, d'imparare e di mettermi alla prova, ho partecipato e partecipo a diversi concorsi di letteratura, poesia, fotografie e pittura, ottenendo premi a livello nazionale e internazionali facendomi notare da alcune gallerie di città italiane importanti; partecipo a progetti d'arte con altri artisti e giornalisti stranieri e alcune mie opere diventano copertina di alcuni libri di poesie di un noto regista italiano. Da un po’ di tempo vengo richiesta come modella per opere d’arte dalla pittura alla scultura, e come indossatrice per alcuni negozi di abbigliamento, sono stata selezionata come "volto" per una Comunità in un Concorso Nazionale e ancora selezionata come testimonial con la mia immagine su prodotti cosmetici. Ho esposto ed espongo su importanti gallerie d’Arte di città Internazionali e italiane: Madrid, Lisbona, Parigi, Atene, Calcutta, Yerevan - Birmania, Miami, Russia, Busan - Corea del Sud, Romania, Roma e prov., Firenze, Milano e prov., Matera, Padova e prov., Venezia e prov., Vicenza, Parma, Genova, Ravenna per la maggior parte presentate dallo Storico e Critico d’Arte prof. Giorgio Gregorio Grasso e dallo Storico Prof. Vittorio Sgarbi, dove certi miei quadri e oggetti sono stati inseriti su aste. A seguito di un Concorso Internazionale di pittura contemporanea vengo selezionata da un importante Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Gregorio Grasso, ad esporre delle mie opere alla Mostra Internazionale: “Lo stato dell’Arte al tempo della 58’ Biennale di Venezia”, per poi essere ancora scelta ad esporre su Gallerie importanti italiane. Più tardi vengo selezionale per esporre in varie Biennali: Biennale di Atene (Grecia), Biennale di Armenia e Biennale Ville Venete, Biennale di Buzau (Romania). In contemporanea con la Mostra del Cinema del 2019 vengo selezionata per rappresentare il cinema dei primi anni del ‘900 e subito dopo scelta dall’Associazione Vitaru di nazionalità Russa con un’opera contro la violenza sulle donne e l’opera viene inserita in una pubblicazione d’arte. Ho partecipato ad un concorso internazionale di pittura "Marc Chagall" nel 2018 e vengo selezionata e premiata con 4 mie opere e inserita in un volume d'arte "LiberaMente", successivamente nel 2022 con il concorso internazionale di pittura Frida Kahlo. Altre mie opere sono state scelte per essere presentate dallo Storico e Critico d’Arte su TV Sky e partecipo a varie iniziative di beneficenza con alcune mie opere presentate dallo stesso Critico Arte e presentate sui social e su rivista d’arte. Da anni faccio parte di un progetto per l’umanità “Biosfera” idealizzato da una giornalista e artista Svizzera, dove attraverso i miei racconti vocali vengono realizzati opere d’arte. Varie mie opere sono state scelte e pubblicate su volumi d'arte come La Divina Commedia edito dall'Istituto Nazionale della Cultura, e sui social con relative critiche da parte di storici e critici d'arte. All'interno dello spazio artistico live-art realizzato da Artaxy durante il Mestre Carnical Street Show del 2019, mi cimento nella creazione di un'opera dal vivo, imprimendo con energia i tratti distintivi del mio stile, e riportato l'evento in prima pagina su rivista d'arte vedendomi protagonista. Ho partecipato ad un corso della lingua dei segni (LIS) e faccio parte di diverse associazioni culturali, dalla musica alla pittura. A settembre 2020 mi sono candidata alle elezioni politiche come Consigliera alla Cultura della mia città ed ora collaboro per eventi culturali e artistici. In occasione della giornata contro la violenza sulla donna, il 25 novembre 2021 sono stata invitata come Artista Contemporanea al Museo del '900 a Venezia Mestre per parlare sull'argomento. Sono Redattore di una mia Rubrica d’Arte “MonicArte” su Mobmagazine, Redattore su "Il Quotidiano dell'Arte”, Redattore su “La Voce agli Italiani” e manager di un personaggio pubblico. Curo e organizzato Mostre-Evento Internazionali d'Arte e progetto corsi pedagogici d'arte per bambini con la pittura d'azione per strada e per una associazione per bambini down della mia città. Vengo scelta a marzo del 2022 da una Associazione Culturale – Centri Studi Nazionale per le Arti e la Letteratura in qualità di giudicatrice per concorsi artistici letterari nazionali. Nominata ad aprile 2022 Ambasciatrice italiana in Pakistan della Cultura e dell’Arte dall’Istituto della Cultura e Arte pakistana, proseguo poi come rappresentante dell’Arte italiana per il progetto Coreano “MinAri” che vede 11 artisti selezionati da vari Paesi del mondo e come rappresentante artista della mia Regione e di conseguenza della Città di Venezia. Nel 2022 vengono pubblicate varie volte le mie poesie assieme a miei dipinti su rivista multimediale “LED Force Poetica” in Romania ed esco in copertina con una mia foto en entro a far parte del gruppo del Centrul Cultural European.