“FREEDOM Fighter, Codice penale e Guerre” | di Aurora d’Errico

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Buongiorno, miei cari lettori e ben tornati anche oggi nella mia rubrica “In salotto con Aurora” di Mobmagazine.it. Spesso si sente parlare dei “Freedom Fighter”, ovvero i “Combattenti per la libertà”, soprattutto in questo periodo buio della storia umana, in cui da qualche settimana si è tornati a parlare della guerra in Ucraina. Era il lontano 1993 e precisamente il 6 dicembre, quando il quotidiano “The Indipendent” pubblicava un suo articolo dal titolo “Combattente anti-sovietico mette il suo esercito sulla strada della pace.” Strano però, che quel “combattente”, a cui si riferisse l’articolo, era Osama Bin Laden, cioè il leader di Al-Qaeda e significativo come otto anni prima di quando gli USA iniziassero la famosa “guerra al terrorismo”, dopo l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, la propaganda occidentale avesse esaltato questi “combattenti” come “Freedom Fighter”. Nelle ultime settimane a causa della guerra in Ucraina, stiamo assistendo di nuovo ad arruolamenti, chiamate alle armi dei combattenti per la libertà, dimenticandoci però del nostro Codice penale e del reato che si commette. Infatti, se da una parte è encomiabile lo spirito di fratellanza che spinge ad inviare aiuti umanitari alle popolazioni colpite dai bombardamenti, dall’altra parte, ci sono dei risvolti giuridici da non sottovalutare in quanto si viola l’articolo 288 del Codice penale che recita: “Chiunque nel territorio dello Stato e senza approvazione del Governo arruola o arma cittadini, perché militino al servizio o a favore dello Stato straniero, è punito con la reclusione da quattro a quindici anni.” Il delitto si consuma nel momento e nel luogo in cui uno o più cittadini vengono arruolati o sono loro consegnate armi e munizioni, senza la necessità che tali soggetti siano passati all’estero o abbiano preso effettivamente servizio. La ratio dell’incriminazione posta in essere è chiara, ovvero impedire la possibilità di arruolare o armare cittadini per inviarli a combattere in uno Stato, a meno che non ci sia stata l’approvazione esplicita del Governo italiano, in quanto in un ordinato regime democratico, soltanto i poteri regolarmente costituiti dallo Stato, come quello legislativo ed esecutivo, hanno diritto decisionale con conseguente responsabilità di fronte al Paese. Accanto all’articolo 288 c.p., va poi ricordata anche la Legge 210 del 1995, che attuava una convenzione dell’Onu e punisce tanto il mercenario quanto chi lo recluta con pene fino a 14 anni. Così come è bene ricordare l’articolo 11 della nostra Costituzione che impegna il nostro Paese a tenersi lontano dai conflitti anche come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, nel senso che il nostro Stato rifiuta la guerra “come strumento di offesa o come mezzo per risolvere le controversie”, ciò significa che non consente che si possa attaccare un altro popolo, anche attraverso l’invio delle armi, ma è ammessa solo per “difesa”. Aiutare le popolazioni in guerra  attraverso l’invio di viveri, coperte, abiti, medicinali, ecc., non equivale a legittimare l’invio di armi, munizioni, bombe, carri armati e missili perché in primo luogo il nostro Paese non lo ammette e in secondo perché alla violenza, non può rispondersi con altra violenza. Troppe guerre inutili negli ultimi anni e molte dimenticate, tra cui quella siriana, in cui in soli undici anni ci sono stati più di 160.681 civili uccisi, e dove ormai ogni processo di pace è bloccato e al suo posto la miseria e la fame hanno ormai preso il sopravvento. E poi la crisi libanese, il massacro di oltre 14.000 vittime russe fra civili e militari ad opera degli ucraini, di circa otto anni fa dopo un colpo di Stato a Donbass, la strage di Odessa, le migliaia di vittime a causa del Covid fino ad arrivare alla guerra in Ucraina. In questa fase così delicata della nostra esistenza, in cui l’egoismo e la stupidità umana fanno da padrone, con la paura di una guerra nucleare, come se certi “Signori della guerra” abitassero in un altro pianeta, non possiamo altro che auspicare il ritorno alla calma, alla razionalità e al dialogo affinché si possa tornare ad uno stato di pace necessaria per la convivenza di tutti i popoli del pianeta Terra. Che senso ha continuare a rincorrere guerre su guerre, considerando che in nessuna di esse ci sono mai stati vincitori ma solo migliaia di vittime, morti, distruzione, fame e miseria????

Che senso ha tutto questo accanimento contro un nostro fratello? Perché tanta violenza da parte dei “Signori della guerra” che certamente preferiscono premere un grilletto di un fucile o lanciare bombe, piuttosto che rincorrere lo strumento del dialogo, della diplomazia, della ragione per addivenire alla tanta agognata pace? Perché tanta crudeltà??????? Forse la risposta va ricercata su quanto scriveva già Pier Paolo Pasolini: “Finché l’uomo sfrutterà l’uomo, finché l’umanità sarà divisa in padroni e servi, non ci sarà né normalità né pace. La ragione di tutto il male del nostro tempo è qui.” Ed io aggiungo, miei cari lettori, che il buio dell’umanità potrà raggiungere la luce solo con tanto amore, fratellanza, umiltà, e quella saggezza che aiuti a comprendere che nel nostro pianeta c’è spazio per ogni essere vivente, l’importante è il rispetto reciproco e la consapevolezza che in questa vita siamo solo di passaggio e nessuna guerra potrà mai regalare quel sogno chiamato “immortalità”.

Aurora d’Errico

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Affascinata del sapere fin da piccola, tanto che all’età di quattro anni e mezzo sapeva già leggere e scrivere, grazie alla vasta biblioteca paterna, si è sempre “cibata” di numerosi libri di ogni genere per cercare di soddisfare quella sete di conoscenza che ha rappresentato per lei il motore dominante di tutta la sua vita. Laureata in Giurisprudenza, Avvocato e Scrittrice, Master in criminologia e criminalistica, Master in diritto di famiglia, Giurista d’Europa, relatrice in numerosi convegni per la lotta alla violenza sessuale, al bullismo, allo stalking ed altri argomenti attuali, è stata ospite in diverse trasmissioni televisive oltre ad essere citata su alcune riviste e testate giornalistiche nazionali ed internazionali. E’ stata ideatrice e Presidente di “AZZURRO DONNA”, un’associazione culturale che l’ha vista in prima linea per la diffusione dei diritti civili, soprattutto nel campo femminile e la promulgazione della pace nel mondo, tanto da ottenere nel 2019 il “CERTIFICATE OF APPRECIATION”, un importante riconoscimento ufficiale per il lavoro umanitario a favore dei “diritti umani”, da parte della Presidente dell’N.O.P.H, Ambasciatrice della Pace dello Stato della Tunisia. Sempre nel 2019, riceve un altro importante premio, “PREMIO ALLA CULTURA”, come “SCRITTRICE”, per il Premio alla Buona Volontà nella città di Cuneo. Nel 2020, viene nominata Responsabile per la Regione Abruzzo dei volontari A.I.SO.S (Associazione Italiana Studio Osteosarcoma). Nel 2016 pubblica il suo primo libro dal titolo “AMORE, ADULTERIO E SEPARAZIONE”, una sorta di saggio sull’amore e sui motivi che spingono all’adulterio. Nel 2017, è la volta di “OBSESSION DEVIL”, il suo primo romanzo rosa/thriller che si svolge in Bretagna. Sempre nel 2017, “MIELE, ZENZERO E POESIA”, la sua prima raccolta di poesie, quasi tutte dedicate all’amore. Nel 2018, “SENTIERI VIRTUALI”, un altro romanzo rosa. Nel 2019 pubblica la sua prima favola “IL CASTELLO DELLE ROSE”, in cui parte del ricavato andrà in favore dell’A.I.SO.S.. Da qualche mese ha terminato il suo ultimo romanzo, la cui pubblicazione è prevista per fine estate e ha già iniziato il suo settimo romanzo, oltre ad una serie di nuove poesie e aforismi. Con la sua nomina come uno dei REDATTORI della Piattaforma di Mobmagazine.it, grazie al suo promotore, lo scrittore Andrea Giostra, avrà una RUBRICA tutta sua dal titolo: “IN SALOTTO CON AURORA”, in cui verranno trattati argomenti di arte, cultura e spettacolo, dove i lettori potranno interagire direttamente attraverso i loro preziosi commenti.