Letizia Cucciarelli, “Il poeta alato”, Opera Effettista | Critica di Francesca Romana Fragale

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“Il poeta alato” di Letizia Cucciarelli è reso con tecnica mista, 60/42.

Letizia Cucciarelli, “Il poeta alato”

Il tema del poeta alato fa venire in mente la teoria di Platone, che la poesia deriva da divine ispirazioni, come nel dialogo sulle arti tra Ione e Socrate.

La poesia alata è un carme lirico, un componimento alto, elevato.

Protagonista dell’opera è un Poeta seduto su una importante poltrona dallo schienale classico. Le ali sono una ripiegata e l’altra già pronta a spiccare il volo, verso la parte di sfondo celeste. Ha dinanzi un possente testo, a indicare l’imprescindibilità della Cultura.

Viene in mente l’imponenza dell’afflato creativo raccontato dall’irradiarsi a raggiera di giallo bianco argenteo e celeste. Proprio il celeste denota il divino, mentre il bianco argenteo rappresenta il terreno.

Criptico è l’aculeo posto in prossimità della fronte del Poeta, quasi a ferirlo, come a narrare la difficoltà catartica dell’ispirazione.

L’opera della Cucciarelli nasce cerebrale ma lo studio a monte non dimidia la passionalità di questa arista Effettista che emerge con prepotenza espressiva.

Dott. Francesca Romana Fragale

Francesca Fragale e Mogol