Rosanna Boaga è l’autrice di “Il pianto della vite” Pav edizioni

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Rosanna Boaga vive a Treviso, dove è nata e cresciuta. Dopo gli studi classici, matti e disperatissimi come da copione, ha conseguito a Venezia la laurea in Storia con una tesi sui Longobardi. Per guadagnarsi il pane ha deciso di darsi all’informatica e lavora come analista programmatore in una software house.
Adora leggere e da sempre scrive storie, ha un marito, due figli, un gatto e un cassetto pieno di racconti iniziati.
Ha pubblicato il romanzo “L’estate di Anne” e la novella “Scrivimi per Natale”, un suo racconto è presente nella raccolta “Racconti dal Veneto 2020” di Historica Ed. Nel dicembre del 2021 pubblica con la Pav edizioni “Il pianto della vite”

Rosanna il tuo ultimo libro racconta una storia ricca di colpi di scena, saimo curiosi di sapere un pò di “dettagli in più” sui personaggi che hai creato, nei primi capitoli infatti presenti il personaggio principale e i suoi compagni di viaggio…

Il rapporto che Antonio, il protagonista, ha costruito con Sara e Tommaso, il migliore amico, è forte solo in apparenza o è funzionale alla sua crescita personale?

Il rapporto tra Antonio e Tommaso è davvero forte, sono cresciuti insieme come fratelli. Le due famiglie sono vicine di casa e i ragazzi si sono sempre frequentati. Con Sara il rapporto è simile, ma meno stretto. A Antonio pesa aver perso il suo amico, nel corso del romanzo cercherà di recuperare la loro amicizia. Con Sara invece ci saranno sviluppi imprevisti.

 

Che tipo di relazione Antonio ha con Grazia e come mai non prova nulla verso di lei?

Grazia è una ragazza che non da confidenza, che non esprime le sue emozioni. È molto bella e elegante, ma non è quello che cerca Antonio. Si adatta a uscire insieme con lei per far contenti i suoi genitori che sperano in un fidanzamento tra i due giovani, ma non riesce a farsi coinvolgere. La trova fredda, antipatica e sostenuta e ogni volta si ripromette sempre di non uscirci ancora. Davvero tra i due non c’è feeling.

 

Rosanna Boaga

Come mai Antonio si sente soffocato dalla famiglia al punto da decidere di scappare?

Antonio è figlio unico e i suoi genitori hanno impostato la sua educazione in modo sbagliato. Il padre, imprenditore, di carattere solitario e severo, lo ha sempre tenuto a distanza e lo tratta come un dipendente da istruire su ciò che deve fare. La madre gli sta sempre accanto in modo quasi ossessivo senza lasciargli lo spazio di poter decidere da solo sulla sua vita, rimproverandolo di continuo. Antonio da una parte è cresciuto pieno di insicurezze, dall’altra sente sempre più forte il desiderio di essere orgoglioso di se stesso. Per questo capisce ad un certo punto che deve andarsene, ma non ha il coraggio di affrontare i suoi genitori faccia a faccia e scappa nella notte.

 

Figli e famiglia: cosa vuoi mettere in luce parlando del rapporto padre/madre e figlio in questo racconto?

Spesso i rapporti genitori/figli sono problematici solo a causa dei rispettivi caratteri. Volevo sottolineare in questo libro come per creare un vero rapporto adulto bisogna a volte vincere se stessi e il proprio orgoglio, per venire incontro all’altro e alle sue necessità. Volevo anche far emergere come non si può ignorare la propria famiglia di origine, se ci sono dei problemi questi condizioneranno la nostra esistenza finché non li avremo risolti.

 

 

Sono diverse le tipologie di persone che si possono incontrare nella vita lavorativa oltre che sentimentale, in che modo Giovanni cambia la vita di Antonio?

Giovanni è un professionista e pretende che Antonio si impegni e dia il massimo. Da lui Antonio impara non solo il mestiere ma anche come mettere da parte il proprio orgoglio per lavorare insieme in pace. Farsi la guerra nell’ambiente lavorativo non conviene a nessuno.

 

Autostima e lavoro:può davvero un lavoro svolto bene gratificare un poco più che adolescente? (Antonio) Quale messaggio vuoi trasmettere narrando i successi lavorativi di Antonio?

Raccontando come Antonio impara e si fa ben volere nell’ambiente lavorativo volevo sottolineare due cose: la prima e più importante è che se si cura il proprio lavoro e si rispettano le altre persone, il lavoro sarà svolto bene e renderà più felici noi e gli altri. La seconda cosa è che se i titolari valorizzano i propri dipendenti l’ambiente lavorativo sarà piacevole e tutti potranno dare il meglio di sé.

 

 

Come mai tra tante città, hai scelto proprio Parigi? L’hai visitata da turista, hai lavorato realmente lì? Raccontaci il perché della tua scelta.

Parigi è una delle mie città del cuore, ci sono andata in viaggio di nozze e ho soggiornato proprio in Rue Monge, la strada dove va ad abitare il mio protagonista. Mi è sempre piaciuta questa città e adoro libri e film che vengono ambientati qui, mi piaceva l’idea di Antonio che passeggia per i quai della Senna e va a ammirare Notre Dame.

 

 

Università e carriera:il protagonista ” molla tutto” pur di non farsi schiacciare dal peso che sente in famiglia e scappa a Parigi. La tesi è lasciata a metà come la laurea. Conosci persone che hanno deciso di cambiare drasticamente la loro vita mettendo al2posto la carriera intrapresa? E se si, credi ci voglia coraggio nel compiere un gesto simile o piuttosto è da  persone deboli subire il condizionamento degli altri?

Conosco persone che hanno cambiato totalmente mestiere e stile di vita, facendo scelte anche difficili e rischiose, in nome di una maggiore soddisfazione di sé o comunque alla ricerca di un nuovo ambiente. Nella maggior parte dei casi ci vuole più coraggio ad andare via che a restare, spesso chi si lamenta di continuo della propria situazione e non si decide a cambiare le cose, in realtà ha troppa paura di ciò che potrebbe accadere. Secondo me dobbiamo essere onesti con noi stessi: se una situazione ci fa star male, prendiamone atto e proviamo a pensare a cosa potremmo fare per migliorare la situazione, fosse anche cambiare lavoro, cambiare casa, cambiare partner. Questo non significa però che a ogni ostacolo che incontriamo bisogna mettere in discussione ogni cosa, deve essere una estrema ratio.