Giovanni Tamburrano, “Paesaggio Garganico”, Opera Effettista | Critica di Francesca Romana Fragale

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Reso ad olio su tela  50/70, Giovanni Tamburrano, nel suo “Paesaggio Garganico” ci dona un paesaggio effettista.

La peculiarità compositiva si evince dalla dominanza del cielo rispetto al verde e possente altopiano. Un sentiero conduce l’osservatore al livello più basso. Poi i rilievi e poi il Cielo, come a spiegare la sua Gerarchia, la sua scala valoriale.

Giovanni Tamburrano, “Paesaggio Garganico”, Opera Effettista

Il paesaggio è un soggetto autonomo  della pittura classica sin dal 1600.

L’interpretazione effettista del Tamburrano parte dalla scelta del formato dell’opera, una tela in verticale, innovando alla usuale opzione dei paesaggi finalizzata alla catalizzazione dello sguardo verso la linea dell’orizzonte.

Lo stile della sua pennellata è inconfondibile.

Altra nota di interesse è il ruolo delle nubi.

Le sue nuvole danzano incorniciando la terra, quasi accarezzandola, come un auspicato segno benevolo del Superiore verso noi mortali.

Dott. Francesca Romana Fragale

Vittori Sgarbi e Francesca Fragale