Mario Nicosia, “Enigma”, Opera Effettista | Critica di Francesca Romana Fragale

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Reso da Mario Nicosia ad olio su tela, 50/60, è una rivisitazione del pomo della discordia. La nota leggenda vede come protagonisti Eris, dea della discordia, Atena, dea della sapienza e della guerra, Era, la moglie di Zeus e Afrodite, la dea dell’amore. La mela d’oro capziosamente portata dalla dea della discordia causò una contesa che Paride dovette sedare assegnando l’ambito premio scatenando la guerra di Troia.

Mario Nicosia, “Enigma”, Opera Effettista
Mario Nicosia

L’opera “Enigma”  vede sulla sinistra la presenza di un pescatore e di un uomo col casco, del pesce in vendita, il capo di un grande pesce decollato, esposto a monito.

Il focus dell’opera è un uomo incappucciato che giudica la scena con dietro un tempio del quale si nota una fuga prospettica di colonne ioniche.

La scena è composta da una donna che lascivamente induce a sé un uomo col manto rosso classico, un “pallio”, il mantello adottato dai Senatori dell’antica Roma. L’uomo tiene in mano un rosso pomo.

Lei è scalza, indice probabilmente di un ceto sociale inferiore, forse una plebea. Sulla destra un’altra donna, con un’acconciatura elegante, da matrona, che rappresenta la mulier, abbandonata.

Sulla destra un caprone dalle corna ritorte.

Secondo l’iconografia classica il caprone rappresenta il male assoluto.

Una grande luce si irradia dall’uomo giudicante, probabilmente una divinità.

Questa luminosità pervade, magistralmente creando un ovale che avvince la scena principale circoscrivendola come un potente riflettore soprannaturale.

Dott. Francesca Romana Fragale

Francesca Fragale al Museo Dalì