Ostia. Appuntamento allo sportello antiracket per parlare di usura

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“Giovedì 14 aprile, presso lo sportello antiracket in via Costanzo Casana 106, affronteremo le modalità di azione di chi chiede il pizzo, parleremo di usura”, a dirlo è Maricetta Tirrito, portavoce del Co.G.I. (Il Comitato Collaboratori di Giustizia).

“ Una confisca da 100 milioni di euro – fa sapere sempre Tirrito – è quanto deciso dalla Cassazione con il provvedimento che ha coinvolto l’imprenditore Calcedonio Di Giovanni, che ha reso definitivo il procedimento di prevenzione avviato nel 2014 dalla Direzione investigativa antimafia (Dia). Un’operazione resa possibile anche e soprattutto grazie ai collaboratori di Giustizia e a chi ha avuto il coraggio di parlare per liberarsi dalle catene delle minacce mafiose”.
“Secondo gli inquirenti – spiega ancora Tirrito – le operazioni criminose erano legate alle cosche mafiose siciliane. Episodi del genere ci fanno pensare e ci riportano con la mente alle confische che si sono susseguite anche su tutto il territorio Romano, in particolare ad Ostia. Il racket mafioso è infiltrato nel tessuto economico e sociale del nostro territorio, ed è dallo stesso tessuto che dobbiamo produrre gli anticorpi giusti. Imprese fatte di sacrifici di una vita, oggi più di ieri, non riescono a sopportare il peso dell’usura, unito alla crisi economica: basti pensare che nel post-Covid, secondo le ultime statistiche, sono circa 90mila le aziende che hanno chiuso i battenti, mentre circa 600mila sono a rischio fallimento”.
Per questo, giovedì 14 aprile presso lo sportello antiracket in via Costanzo Casana 106, ci sarà una giornata dedicata agli imprenditori di Ostia. “Affronteremo insieme a loro – informa Tirrito – le modalità di azione di chi chiede il pizzo, parleremo di usura. L’obiettivo è duplice: da un lato strappare il velo dell’omertà, dall’altro fornire gli strumenti per la gestione degli episodi che caratterizzano queste piaghe. Sarà un’occasione di confronto e di ascolto, e gli operatori del commercio potranno parlare con Valeria Grasso, l’imprenditrice che, con grande coraggio, ha scelto di opporsi alle pressione della mafia. Una testimonianza diretta da chi sa, da chi ha vissuto. Un valore aggiunto nella costruzione di un tessuto sociale immunizzato verso la mafia. Un modo anche per dire a chi vive l’incubo dell’usura – conclude Tirrito – che nessuno viene lasciato solo”.