Pace o Guerra

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I riti della Pasqua invitano sempre al perdono e alla pace. 

La croce è il simbolo della cristianità. L’Uomo, figlio di Dio, che   con la sua morte ha riscattato l’umanità ha un significato soteriologico  e rappresenta il paradigma ermeneutico della Bibbia 

Papa Francesco durante la messa della veglia Pasquale, si rivolge in ucraino ad alcuni politici di Kiev presenti in San Pietro : 

“ Preghiamo con voi nel buio della guerra “.  

Papa Bergoglio ha il pensiero catalizzato dalla guerra e ripete in continuazione “ Pace, Pace, Pace”. Francesco, subito dopo la sua elezione, si mostrò vicino al fronte progressista mediatizzato che impone le regole della comunicazione globale cercando di cambiare il messaggio cristiano. Il populismo terzomondista si sentì incoraggiato e pensò  di saldare la cultura liberal e eleggere a regista colui che sedeva sulla cattedra di Pietro. 

Alla luce degli ultimi eventi in Europa, riaffermando i valori cristiani relativi alla vita, Papa Francesco ha preso una posizione netta sulla guerra in Ucraina con una ferma impronta cristiana. 

Oggi Bergoglio grida il pacifismo cristiano, spesso contrastato dalla stessa chiesa, che bisogna distinguere e separare dai pacifismi strumentali del radicalismo della sinistra atavica e stantia. 

Il potere della chiesa e il potere dello stato, etica e politica, Dio e Cesare non riusciranno mai a chiudere il cerchio magico. 

Mentre Francesco grida Pace,  Kirill benedice le armi. 

In questa strana guerra, che va ad oltranza, due sono le figure imperanti: Vladimir Putin presidente della Russia e Vladimir Michajlovic Gundjaev meglio noto come Kirill patriarca di Mosca e di tutte le russie. 

Kirill uomo dominante, ex agente del KGB, nome in codice M, ha benedetto l’invasione dell’Ucraina, definendo Putin “ il miracolo di Dio” 

 

La Pasqua ortodossa si identifica nelle grandi porte delle chiese prima chiuse dalla morte e poi spalancate alla vita. Anche quest’anno per la Pasqua ortodossa, che si celebra il 24 aprile, le porte della cattedrale di Gesù Salvatore a Mosca si spalancheranno, ma, non verrà fuori il Cristo risorto, sfilerà lo zarevic Putin. 

Questa sceneggiata consoliderà, ancora una volta, una potente autocrazia teocratica della quale Kirill non è solo il grande maestro, ma il supremo ideatore. Ancora una volta Putin e Kirill confermeranno la forte fratellanza tra il Trono e l’Altare. Il ruolo politico del patriarca di Mosca ha avuto un peso schiacciante sull’invasione dell’Ucraina. All’agente M. si deve la “ conversione della Russia “ da stato ateo a stato teocratico, miracolo che solo un agente del KGB  poteva compiere.

 

La guerra continua con la lunga scia di morte. 

 

Francesco supplica la Pace e Kirill rivendica l’ Ucraina come territorio del patriarcato di Mosca. 

Kirill uomo fedele a Putin è coerente alla censura russa e nega l’invasione dell’Ucraina continuando a rivendicare una cospirazione contro il patriarcato di Mosca in Ucraina dopo l’autocefalia della chiesa ucraina da parte del patriarcato d’oriente. 

Putin e Kirill si sostengono l’un l’altro. 

Putin sostiene che il patriarcato di Kiev sta distruggendo la chiesa ortodossa ucraina. Kirill nega l’esistenza del popolo ucraino distinto da quello russo. 

In tutto questo si eleva il grido di 400 sacerdoti ortodossi che addebitano a Kirill crimini morali  e di inneggiare la dottrina del “mondo russo”. 

La flebile voce del giovane patriarca di Kiev Epifanij metropolita dell’Ucraina potrà mai sovrastare quella autorevole del patriarca di Mosca, anzi, dell’ex spia del KGB  agente M ? 

Kirill nonostante il suo importante ruolo nella chiesa ortodossa non può essere definito un grand’uomo vicino al popolo. E’ un uomo strano ed originale con molti lati oscuri, che non gli conferiscono un diritto all’attenzione, sono piuttosto di danno, specialmente quando tutti si sforzano di coordinare le individualità e di scoprire un senso generale all’assurdità collettiva.    

Durante i riti della pasqua ortodossa Kirill chiederà la pace ?

 

Betty Scaglione Cimò