Tommaso Serra, l’artista “feticheur” | Intervista di Linda Randazzo

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Intervista sulla mostra “Gris-Gris il cuore dell’ Africa nera”, presso la Stanza di Carta a Palermo, fino al 31 marzo 2022 | di Linda Randazzo.

In una vecchia torre campanaria di una chiesa barocca nel centro storico di Palermo, si trova una delle più piccole librerie d’Europa.

La stanza di carta di Piero Onorato

È Piero Onorato che ci accoglie sorridente e un po’ misterioso come alcuni libri che si trovano nella vetrina esoterica della sua libreria; lui è uno dei più ospitali e esperti librai di Palermo. Ama l’arte e spesso nella sua piccola e magica libreria si trovano delle mostre molto interessanti.

In questo scrigno di favola, si trova un altrettanto sorprendente mostra delle opere di un artista palermitano affetto (mi dice, con una luce ardente negli occhi), da “Nostalgia d’Africa”.

Anche a me viene questa “nostalgia”, soltanto sentendolo parlare della sua arte nata in Africa, anche se io l’Africa non riesco neppure ad immaginarla.

Se ci fermiamo per un attimo ad ascoltare il senso che ci descrive un artista a proposito delle sue opere, possiamo immediatamente capire quanto sia importante il fatto che egli si sposti da un luogo all’altro del mondo e possa (seduto sul divanetto di fronte a noi), farci precipitare senza sosta in una narrazione incredibile. Apre mondi e immagini, e soprattutto fa una cosa rara e bellissima: sposta le nostre categorie culturali e di pensiero da un emisfero all’altro del mondo. Ecco che siamo improvvisamente con lui nel nucleo rosso dell’Africa.

Partendo dalle descrizioni delle sue opere, Tommaso mi porta nel cuore più profondo dell’Africa, siamo in Senegal, nella regione di Casamance a Cap Skirring, e un attimo dopo nella caotica Dakar… i suoi racconti parlano di una vita pulsante che si esprime nei visi di bambine pulite dalle treccine colorate, stoffe, donne sensuali e bellissime, profumi, sapori, tradizioni e sincretismi religiosi che senza sosta si avvicendano nel mio immaginario mentre lui parla. Musulmani, animisti, talismani e pergamene con pezzi di piume e del Corano si avvicendano nelle sue opere, come fossero nuovi codici poetici a me sconosciuti. Ascolto e mi precipito con la mente in quel mercato dove si trova di tutto e di più. Quel mercato dove l’artista recupera pezzi di tutto, pezzi polimaterici di mondi, di realtà fisiche e metafisiche, organiche e inorganiche. Per le sue composizioni polimateriche, collages come fossero sintesi di tutte le realtà parallele che parlano all’ anima dell’ artista ispirato, studioso e abile giocoliere di simboli.

Questi collages sono ispirati ai Gris-Gris, portafortuna-feticci-cacciatori, talismani, insomma, scaccia demoni e malocchio, oggetti apotropaici e quotidiani, creati appositamente da sacerdoti per proteggere la quotidianità delle genti. Questi Gris-Gris a volte sono appesi alle gonnelle delle donne e a volte suonano mentre si fa l’amore, per proclamare la gioia di vita e del sesso, che non soffre di molte censure nella cultura senegalese. L’artista traspone sull’opera l’importanza di caricare un oggetto di un’energia spirituale che ci parla di animismo… anche l’opera viene caricata di questa presenza immanente dello spirito del tutto, nel tutto. Le opere-composizioni presentano l’oggetto simbolo per eccellenza e a volte è un Gris- Gris come objet trouvé ma altre volte è proprio l’artista che lo crea ex novo, che si fa sacerdote infondendo a tutta l’opera il suo potere di tramite con l’invisibile. Nelle opere di Serra si mischia perfettamente il linguaggio dell’arte povera con i suoi materiali di stoffe color delle terre, la poesia visiva e il gioco linguistico dadaista, si trova l’artificio e la natura, gli elementi organici delle piante medicinali e il rosso, soprattutto il rosso regale dei feticci Gris-Gris. Unica costante cromatica che emerge continuamente attraverso i colori naturali dei vari elementi compositivi.

L’atteggiamento di Serra non è arrogante né antropologico nel mero senso dello studioso che ci riporta una descrizione fredda di elementi simbolici di un’altra cultura, né dell’artista contemporaneo che trafuga elementi esotici per dissacrare o fare dei meri oggetti estetici, (come fecero certi francesi delle avanguardie). L’artista Serra prende un elemento magico, sacro e quotidiano dell’animismo come il Gris-Gris, per fonderlo compositivamente e linguisticamente nell’arte contemporanea e anzi, risacralizzare tutta l’opera, tutta l’arte.

Tutto il suo fare arte diventa un atto sacro, un “sacro quotidiano”, l’opera diventa una unica realtà con il tutto, come fosse un Gris-Gris e lui, l’artista è a questo punto un vero e proprio sacerdote. Non vi è nessun furto spirituale, nessun colonialismo presuntuoso, l’artista è totalmente dentro quell’animismo; ce ne parla sinceramente mischiando tutti quei linguaggi autentici e codici che conosce e che ha assimilato sia in un mondo così lontano che nel nostro. Serra è un artista di due mondi e dei due ne ha fatto uno solo, quello della sua arte, così unica. Per questo le sue opere mi sembrano così vere e mi parlano in una lingua poetica assoluta che travalica tutte le altre lingue.

Caro Tommaso, ci parli di come sei finito in Africa e come mai hai scelto di fare la tua arte in quel posto così lontano?

Sono stato in Senegal nel 2015 e me ne sono innamorato: (una sorta di Mal d’Africa) e pertanto nel 2017 ho deciso di andarci ad abitare.

Mi hai parlato dell’animismo, se puoi spiegarci un poco cosa è, e perché lo hai messo in relazione alla tua arte o all’arte in genere.

L’animismo è una pratica rituale e/o sacra, senza mediazione gerarchica ecclesiastica di sacerdoti e prelati vari… L’animismo ritrova il Sacro in buona parte della natura. Acqua, pioggia, sole, vento, alberi, foglie, animali eccetera. Pertanto, una grande e potente spiritualità che in Africa permea di sé la natura, gli esseri umani e le cose. Quindi, anche la mia ricerca artistica è stata presa da questa potente energia misteriosa;

Cosa è esattamente questo Gris-Gris e come mai lo hai inserito nelle tue opere, e soprattutto quando hai incontrato il tuo primo Gris-Gris?

Il Gris-Gris è un talismano di vario tipo che viene indossato dalla stragrande maggioranza di Senegalesi. L’ho inserito nei miei lavori perché esso è un “oggetto” ancestrale del tempo della lunga durata e fa parte del vissuto quotidiano africano. Ho incontrato il primo Gris-Gris durante il primo viaggio in Senegal nel 2015;

Pensi che l’arte possa ancora oggi in occidente avere un valore simbolico e sacro come nelle cosiddette civiltà “primitive”?

Le avanguardie artistiche del cosiddetto secolo breve (il Novecento), hanno fatto man bassa di manufatti africani – in seguito al colonialismo – per elaborare le loro opere. Oggi, secondo me, è necessario che la razionalità occidentale ricerchi la sorgente di vita spirituale nella dimensione irrazionale africana. È necessario gettare un ponte simbolico e non solo, tra mondo occidentale e continente africano.

Vedo che questi Gris- Gris sono rossi, il rosso ha un valore simbolico e non è un colore scelto soltanto su basi estetiche. Cosa è il rosso del Gris-Gris?

l valore simbolico del colore rosso del Gris Gris è legato alla sfera del Sacro. Il rosso è il colore del cuore, dell’amore, della regalità sacrale – come mi ha detto il re – grand feticheur – di Oussouyé.

Alcune tue opere sono quadrate e altre le hai realizzate su una tavoletta che sembra molto una porta. Pensi che le opere siano passaggi verso qualche altra dimensione? Alcune di queste tavolette hanno delle scritte coraniche. Quale è la relazione con l’animismo?

I miei lavori, così come i manufatti africani, vorrebbero mettere in comunicazione con la dimensione arcana del Sacro. Le scritte coraniche nelle tavolette sono ricavate da libretti. Non conosco la relazione tra Corano e Animismo. La pratica animista è anteriore e ancestrale in Africa, dove indifferentemente cristiani e islamici fanno riferimento all’Animismo, consultando spesso Feticheur e indossando Gris-Gris. Nel Senegal, anche la religione Islamica ha i suoi “santoni” somiglianti ai feticheur. Essi si chiamano Marabout.

Nei tuoi collages ci sono elementi organici della natura e anche scritte pubblicitarie, ci sono due mondi che si incontrano. Ce ne parli?

Gli elementi organici nei miei collages sono baccelli di piante, anche medicinali (Nabadaye, ossia Moringa o baccelli di Mangrovia, pezzi di corteccia di palma eccetera). Le scritte pubblicitarie sono un riferimento materiale a una sorta di poesia visuale. Metto in forte relazione i due elementi: natura e scritte pubblicitarie;

Trovo che il modo che hai di appropriarti di codici culturali di altre popolazioni sia di profondo rispetto e curiosità, tanto che le tue opere sembrano veri e propri oggetti magici. Quale è il tuo atteggiamento quando recuperi oggetti che per gli Africani sono “sacri” o magici appunto? Non hai paura che l’arte fatta di codici occidentali possa dissacrare qualcosa che a noi è precluso?

Si… è di profondo rispetto, in ogni caso i Gris-Gris che compro al mercato Tiléne di Dakar per lo più, non sono “carichi”, ossia non sono stati caricati di energia sacra dal feticheur. Pertanto si tratta di un’operazione di scambio etno-antropologico che tuttavia non viola la sfera sacrale africana.

Chi è il Feticheur?

Il feticheur è la persona che si occupa della sfera del Sacro in una comunità. Protegge la gente dalla cattiva sorte, attraverso la realizzazione di feticci ambientali e di Gris-Gris individuali.

Quando mi hai raccontato dei mercati dove trovi gli oggetti mi sono emozionata, potresti raccontarci più approfonditamente questo processo del ritrovamento e della composizione nell’opera?

A Dakar frequentavo il marchè Tiléne dove si trovavano Gris-Gris e oggetti vari. Anche al mercato di N’Guekhokh nella Petite Cote. Nella composizione dei miei lavori giocano vari fattori, tra i quali un’apposita simbologia funzionale, anche un criterio estetico e soprattutto spirituale. Per rendere visibile l’invisibile.

Pensi davvero che un’ opera d’arte possa essere il nostro Gris-Gris quotidiano? Mi sono fissata con questo concetto emerso da una tua composizione, lo trovo meraviglioso.

Un’opera d’arte, concepita oltre il suo valore estetico, nel divenire simbolo valido in senso universale e spirituale-trascendente, va alla sorgente invisibile divenendo Gris-Gris quotidiano.

 Grazie mille!!!

Linda Randazzo_Ph. Olger Bause