Anelli Mancanti ǀ Romanzo di Maria Teresa De Donato ǀ Recensione della Prof.ssa Elisabetta Fioritti

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Leggere questo romanzo equivale ad un viaggio nel tempo e nello spazio.

L’autrice con grande capacità descrittiva racconta la storia della sua famiglia, sempre dal punto di vista della propria evoluzione e crescita personale.  Lo studio delle sue origini, il racconto delle sorti dei numerosi personaggi che fanno da cornice e da sfondo al romanzo, costituiscono l’ossatura dell’evolversi della sua esistenza.  Ogni piccolo episodio si inserisce perfettamente in un mosaico della memoria storica, costruendo un substrato intellettuale per le scelte della protagonista.

Gli stimoli culturali e artistici ricevuti dall’infanzia, grazie all’ottima preparazione culturale dei suoi familiari, rendono possibile e anche stimolante la ricerca fatta dall’autrice, per colmare i salti della memoria, quegli anelli mancanti, appunto, che spiegano e giustificano le inclinazioni, le scelte, ma anche le mancanze, il dolore dei rapporti con i genitori.  Quest’ultimo, infine, è sempre il nodo cruciale, quello da sciogliere, per tutti, nel corso della vita.

Ai genitori non perdoniamo nulla, di loro non dimentichiamo nulla, perché sono il nostro specchio, sono la pianta da cui proveniamo, sono una parte di noi stessi.  Solo la saggezza dell’età e dell’esperienza può, a volte, farci riappacificare con la loro umana fragilità.  E questo accade alla nostra protagonista, che infine accoglie dentro di sé i grandi insegnamenti che le sono stati regalati, gli strumenti di crescita, l’amore di una splendida variegata famiglia, ricca di talenti artistici, culturali, imprenditoriali.  Lo studio di ricerca genealogica e storica profonda che risalta tra le pagine, suggerisce una risposta all’eterna domanda dell’essere umano, sul Caso, sulla predestinazione, sul Libero arbitrio.

Un bel romanzo storico autobiografico, permeato di colori, un affresco nel tempo, un racconto pieno di amore e di orgoglio per le proprie origini.

Complimenti all’autrice!