Celeste Bruno, scrittore, opinionista e già Commissario di PS della Squadra Mobile di Milano | INTERVISTA

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«Le mie opere sono frutto della mia esperienza professionale. In quasi tutti i casi vissuti in prima persona e per questo, ho creato un mio alter ego, l’Ispettore Nicola Violante detto il Mastino, reale nomignolo che mi venne affibbiato dopo un’indagine di 49 ore consecutive che portarono all’arresto del primo serial killer italiano…» Celeste Bruno

Celeste Bruno

Ciao Celeste benvenuto e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori che volessero sapere di te quale scrittore e poeta?

Ho iniziato a scrivere nel 1977, a circa vent’anni, prima su un giornalino stampato e diffuso dal prete della cappella presso l’aeroporto di Milano Linate poi su giornali e riviste sindacali a partire dal 1981 in avanti. Nel 2004 ho pubblicato il mio primo libro, “Milano ad ogni ora”, iniziato circa sette anni prima, grazie alla collaborazione con il giornalista di cronaca nera del Corriere della Sera, ex La Notte, Michele Focarete.

Chi è invece Celeste BRUNO al di là della sua passione per la scrittura, per la letteratura, per la poesia e la lettura? Cosa puoi raccontarci di te e della tua quotidianità?

Sono stato e penso di esserlo ancora un poliziotto. Prima alla Frontiera per circa dieci anni poi Squadra Volante e Squadra Mobile per oltre 21 anni ove mi sono occupato principalmente di omicidi, violenze, sequestri di persona, tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione. Oggi scrivo per alcune riviste online e partecipo come opinionista presso televisioni locali e nazionali ma continua a svolgere la mia opera sotto il profilo formativo presso scuole e circoli per anziani o sociali.

Qual è il tuo percorso accademico, formativo, professionale ed esperienziale che hai seguito  e che ti ha portato a fare quello che fai oggi nel vestire i panni dello scrittore e del poeta?

Mi potrei definire autodidatta ma nella scrittura prendo ovviamente spunto dalle mie esperienze professionali sul campo, tutte o quasi in presa diretta.

Come nasce la tua passione per scrittura, per la poesia e per i libri? Chi sono stati i tuoi maestri e quali gli autori che da questo punto di vista ti hanno segnato e insegnato ad amare i libri, le storie da scrivere e raccontare, la lettura e la scrittura?

Leggere e scrivere mi è sempre piaciuto. Molti insegnamenti li ho tratti dalle mie esperienze e frequentazioni. Infatti dopo la mia prima pubblicazione, di cui ho riferito, ho pubblicato altri due libri a seguire con la complicità letteraria di Paolo Brera figlio del noto e mai dimenticato Gianni Brera. Poi ho proseguito da solo anche perché gli editori, nel contempo, avevano iniziato a conoscermi ed apprezzarmi. Nella maggior parte dei casi, circa le mie pubblicazioni, direi che sono stati quasi loro a cercarmi per la specificità e la particolarità dei narrati, almeno questo mi hanno sempre detto.

Ci parli del tuo libro “Milano Gangster” pubblicato quest’anno? Come nasce, qual è l’ispirazione che l’ha generato, quale il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quale le storie che ci racconti senza ovviamente fare spoiler?

L’ispirazione è sempre arrivata dai miei trascorsi professionali e operativi dato che i narrati riportano episodi veri o verosimili, a volte solo un po’ romanzati per nutrizione letteraria e non per fare spot. Quest’opera è la mia nona pubblicazione ma rappresenta anche la chiusura di una trilogia sulle vicende legate alla guerra di mafia al nord – svariate operazioni che portarono all’arresto di tremila persone, 87 ergastoli, confisca di enormi beni patrimoniali e finanziari. Un rapporto di 3 a 1 rispetto al maxi processo del pool di Palermo in Sicilia – opera che segue “Ti Sparo” e “Trafficati Narcos Milano”.

Milano Gangster

Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?

Tutti coloro che ogni giorno trascorrono parte del loro tempo a leggere o seguire la cronaca nera, a guardare programmi sul tema e ubriacarsi di fiction o film su malavitosi e criminali, sceneggiature che spesso, anzi, quasi mai, rispecchiano la reale entità delle vite dei poliziotti o del criminale di turno, che seppur ispirate molto spesso da reali accadimenti, sono farcite da particolari inesistenti o inverosimili. Infatti non guardo le fiction salvo quelle fatte bene che si avvicinano di più alla nostra realtà e tra questi segnalo il Commissario Montalbano di Camilleri e I bastardi di Pizzo Falcone di De Giovanni.

Tu hai scritto altri libri. Ci parli delle tue opere? Quali sono, come sono nate, quale il messaggio che contengono? Insomma, raccontaci delle tua attività letteraria.

Le mie opere sono frutto della mia esperienza professionale. In quasi tutti i casi vissuti in prima persona e per questo, ho creato un mio alter ego, l’Ispettore Nicola Violante detto il Mastino, reale nomignolo che mi venne affibbiato dopo un’indagine di 49 ore consecutive che portarono all’arresto del primo serial killer italiano, o almeno certificato tale, autore di un triplice omicidio.

Una domanda difficile: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “Milano Gangster” o gli altri tuoi libri? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.

Semplicemente perché sono reali o si avvicinano alla realtà e perché esprimono quel pathos coinvolgente e crescente, necessario a invogliare i lettori amanti del genere noir, poliziesco o detective story, facendoli immergerli nei contenuti.

 C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare le tue opere letterarie? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

Ringrazio gli editori che hanno creduto e continuano a credere in me.

Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.

Per uno scrittore è difficile consigliare un’opera al posto di un’altra anche perché tutte le pubblicazioni affrontano temi differenti e specifici. Se però devo proprio essere costretto a farlo, ecco che consiglierei la trilogia completa di cui ho parlato poc’anzi. Poi a seguire se si appassionano, tutti gli altri. Questo a livello personale, in generale invece consiglio i libri inchiesta di Enzo Biagi; i libri storici di Valerio Massimo Manfredi e il Disubbidiente di Francesco Pazienza, nonché, aggiungo, anche se praticamente introvabile, un libro che per me, ancora adolescente, ha rappresentato la base, ovvero Qui Squadra Mobile di Felisatti e Pitturru da cui venne tratta anche una serie televisiva di successo.

Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere? E perché secondo te proprio questi?

I film che consiglierei sono davvero tanti ma anche qui, se si deve obbligatoriamente scegliere partirei da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto con Gian Maria Volontè; Basic Istint con Sharon Stone e Under Suspicion con Morgan Freeman e Gene Hackman.

Ci parli dei tuoi imminenti e prossimi impegni culturali e professionali, dei tuoi lavori in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnato che puoi raccontarci?

Appena terminato un episodio dal titolo Nel buio che andrà inserito in un libro collettivo edito dalla WE edizioni di Nicola Bergamaschi, con comune denominatore l’amore in tutte le sue sfaccettature. Ovviamente il mio sarà un racconto noir incentrato sull’amore diversamente vissuto, o se vogliamo, vissuto diversamente nella comune morale che non mi appartiene. Io sono per tutte le libertà comprese quelle di espressione e comportamentali oltre che morali. Inoltre sto dando vita a un progetto editoriale che prevede la pubblicazione di una collana denominata I Mastini della Mobile prodotta in volumi di cui il primo potrebbe vedere la luce già a inizio estate e che nelle aspirazioni vorrebbe essere un naturale prosieguo dei contenuti del testo già precedentemente menzionato, ovvero Qui Squadra Mobile di Felisatti e Pitturru da cui venne tratta anche una serie televisiva di successo.

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

Sono presente sulla rete Linkedin e Facebook ove pubblico gli incipit e le novità legate alle mie pubblicazioni e alle mie partecipazioni culturali e televisive. Inoltre su Google e YouTube, cliccando su cerca il mio nominativo, si potranno visionare e spero apprezzare alcune interviste legate alle presentazioni di libri e il video clip via Schievano… per non dimenticare, prodotto dalla PVS di Milano che commemora l’uccisione di tre poliziotti a opera della brigate rosse avvenuta l’8 gennaio 1980.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa breve intervista?

Ringrazio quanti mi hanno letto e spero di aver attirato la loro attenzione e suscitato un vivo interesse che spesso mi è stato dimostrato da più editori e in particolare da Nicola Bergamaschi della WE, e per il momento solo a parole o a livello progettuale, da svariate Produzioni televisive, teatrali e cinematografiche, nella speranza che operino una transizione dal pensiero alla sostanza.

 Celeste Bruno:

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Trafficati Narcos Milano

Andrea Giostra

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo