Philofobia: Paura di Amare | di Mari Onorato

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La paura di amare non sempre è dettata dalle delusioni, dalle aspettative disattese.

Le credenze, l’educazione ricevuta, l’influenza genitoriale, possono lasciare una traccia indelebile dentro di noi.

Credere che la felicità possa durare un attimo e sparire è una convinzione che molte persone vivono a causa di avvenimenti passati che hanno vissuto o sentito con persone per loro importanti.

Questo comporta un non riuscire a lasciarsi andare e il rimanere distaccati dalla persona che potrebbe essere fonte di felicità, ma anche di dolore.

La paura di essere abbandonati non fa altro che rendere la propria vita un inferno, per cui si evita il coinvolgimento emotivo per tutelarsi dalle possibili sofferenze.

E come se si avesse paura del proprio corpo, della sessualità, della femminilità o delle proprie prestazioni fisiche…

Paure, paure, nient’altro che paure, continue allucinazioni che attanagliano la mente di chi non vuole lasciarsi andare alle emozioni, creandosi visioni sempre più contorte di ciò che potrebbe succedere e che, spesso, non sono in relazione con la realtà.

Poi vi è la paura dell’impegno, del sentimento, della relazione, del saper gestire emozioni e situazioni nello stesso tempo.

Ed ecco l’angoscia che prende il sopravvento soppiantando il sentimento più puro e semplice che è L’AMORE…

Purtroppo notiamo che qualunque stimolo consideriamo essere causa della paura di amare ha come base la paura di soffrire…

per cui ci si crea una corazza per proteggersi dall’amore.

Un conflitto interno che porta ad un soffocamento del sentimento.

Qualcosa è successo nella nostra vita che ci ha portato a pensare che il fatto di impegnarci sentimentalmente corrisponda ad una nostra sofferenza…

Per fuggire da questo legame sentimentale ci si rifugiamo nelle relazioni superficiali, spesso con

un passaggio da una donna ad un’altra, da un uomo ad un altro, per poi scappare, nel momento in cui ci si accorge che qualcosa sta cambiando e diventa di difficile controllo.

Non dobbiamo dimenticare che la paura di amare può essere legata al senso di colpa che può nascere dal lasciarsi andare all’altro o all’altra.

La colpa che ci attribuiamo è quella di tradire una figura parentale che ha avuto un ruolo fondamentale nella propria vita e i cui insegnamenti sono in netta contrapposizione con i comportamenti che si vorrebbero avere con la persona amata.

Colpe immaginarie dovute, il più delle volte, ad autoaccuse erronee e a messaggi distruttivi provenienti dai genitori.

Malgrado tale infondatezza, ci si autopunisce come se il tutto fosse reale.

L’accesso alla felicità  vienecosì impedito.

Mari Onorato