Amore: l’indifferenza conquista? | di Daniela Cavallini

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Amiche ed Amici carissimi, secondo gli esperti delle tecniche di seduzione, pare che l’indifferenza sia la migliore arma per fare innamorare, soprattutto se somministrata da una donna nei confronti di un uomo.

Fin qui, nulla di nuovo, lo dicevano anche le nostre nonne, a loro volta istruite a dovere dalle loro nonne. Una tattica tramandata nei secoli, ma della cui infallibilità reale – e non solo ostentatamente descritta, con vanto, nei salotti femminili – dubito fortemente. Infatti, loro, le nonne, ponevano in atto altre forme di seduzione intrise di malizia, ad iniziare dalla biancheria, che pur non volgarmente esibita, contribuiva a sollecitare l’immaginario maschile nel farle percepire femmine; sguardi languidi e sorrisi appena accennati, in alternanza ad un pizzico di alterigia, le rendevano deliziosamente intriganti . Atteggiamenti d’ altri tempi che possiamo solo constatare in rappresentazioni del tempo che fu.

Non ho la presunzione di svilire onorati secoli di tale proclamata strategia – l’indifferenza – ma mi permetto di esternarne il dissenso.

Innanzitutto un fattore oggettivo: se siamo affascinate da una persona, mostrare indifferenza è un comportamento privo di spontaneità, in termini più diretti, falso, soprattutto al giorno d’oggi dove tutti siamo  molto più disinibiti.

Personalmente non mi sento attratta da un uomo che mi riserva un trattamento equiparato a chiunque lo circondi. Né credo che l’uomo stesso sia ammaliato da una donna che non lo degna di attenzione. Forse può essere sollecitato dal piacere della sfida, ma in assenza di segnali incoraggianti,  il rischio di tramutarsi in un insistente corteggiatore con la sola possibilità di ambire al ruolo di cicisbeo, dovrebbe fungere da potente deterrente.

 Tuttavia credo nella delicata esternazione del nostro interesse, atta a comprenderne o meno  la  reciprocità.

“Delicata” è un termine evocativo di raffinata dolcezza, che non crea imbarazzo, che manifesta interesse verso una persona e, soprattutto aborrisce l’invadenza. Nulla a che fare con l’indifferenza che più che un’arma di conquista, la considero una simulazione priva di merito. Una dappocaggine!

Quanto all’antico consiglio “non correre mai dietro ad un uomo”, sono in pieno accordo. “Correre dietro” è invadenza, un comportamento che tradisce un’assai scarsa educazione. Uno sguardo appena prolungato ed un sorriso sono più che eloquenti e non esplicitano intenzioni induttive di possibili disagi.

D’obbligo morale un accenno all’ambiente social. In tal caso non possiamo usufruire della grande opportunità insita nella comunicazione non verbale, ma una frase gentile e non scontata, può essere d’aiuto.

Un abbraccio

Daniela Cavallini