L’Alfabeto dell’Oltrecosmo|di Edoardo Flaccomio

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La fede, adesione incondizionata a idee, verità, fatti rivelati o soprannaturali, nasce in un’epoca non caratterizzata dal razionalismo illuministico. Oggi, di fronte alla necessità sempre più forte di comprendere ragionatamente le religioni, essa perde consistenza. L’esigenza di molti di ricercare le verità ultime nell’ambito di fedi religiose diverse dal Cristianesimo, evidenzia altresì la necessità di rincorrere altrove, ma sempre in campo sacro, ciò che nell’antico e nel nuovo testamento appare nebuloso o poco gratificante. Analogamente, il bisogno di verità spinge molti altri ricercatori a tuffarsi a capofitto nei vari campi dello scibile umano alla ricerca di risposte che diano un significato alla loro vita o alla vita in generale.

Tutti, bene o male, avvertiamo in profondità una sete di conoscenza, un’irrefrenabile voglia di rispondere a quesiti di natura esistenziale. Ciascuno a suo modo cerca nel proprio campo di coscienza una risposta che soddisfi o che acquieti l’ansia delle domande. In un certo senso il destino bussa al cuore e alla mente di tutti noi costringendoci a riflettere sui temi essenziali dell’esistenza. È come se dalle profondità dello spazio-tempo giungessero, oltre alla eco del big bang, i pensieri dei profeti concordi nell’affermare, in sintesi, che “giusto è colui che onora la propria esistenza portando a termine ciò che la vita gli ha assegnato”.

Sacro e profano denunciano entrambi fatti sacrosanti. Le leggi celesti splendidamente comprese dai grandi timorati di un tempo, riverberano velatamente nelle leggi della natura mirabilmente scoperte dagli scienziati. È possibile che uno dei due settori dello scibile umano possieda la chiave di volta per oltrepassare in fretta il baratro su cui siamo affacciati? È concepibile che uno dei due campi del sapere possieda la soluzione per evitare la nostra paventata estinzione come specie?

Non si tratta di mettere in dubbio l’utilità della fede a vantaggio della ragione o viceversa, bensì di prendere coscienza del fatto che fede e ragione perennemente separate finiscono col combattersi a vicenda, aumentando la confusione generale. Non si tratta di fondere totalmente i due enti dal pensiero opposto, semmai di farli dialogare, di farli accoppiare in base ad un archetipo ancestrale ben preciso: l’Unione degli Opposti o Qorban.

EDOARDO FLACCOMIO

 

Qorban significa letteralmente avvicinamento a Dio tramite sacrificio.

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Appassionato dell’arte e dei costumi amerindiani antecedenti la colonizzazione, amante dell’arte, della cultura e delle lingue arcaiche, in particolare dell’ebraico. Innamorato dei saggi orientali e della poesia. Sin dall’età di quattro anni ha costruito le proprie sensazioni guardando le illustrazioni di Doré sulla Divina Commedia di Dante Alighieri. Diplomato geometra, microfilmista, Laureato in fisica con una tesi sulla scoperta del nucleo atomico da parte di Ernest Rutherford, padre della fisica nucleare. È docente di matematica e fisica. Editore, la sua casa editrice è BÎBLIOS. Redattore di Mobmagazine.it. Ha collaborato con Radio CRT. Curatore di rubrica itinerante di approfondimenti di puntata con Flaviana Pier Elena Fusi in (Liber Abbaci Abecedari e Ricette) i cui contenuti, già pubblicati da Fattitaliani.it, da gennaio 2021 compaiono sulla rivista cartacea ‘Lameziaenonsolo’. Già collaboratore con TalkCity.TV per il programma settimanale "Arché, parole in frac", in onda su TalkCity.Verona.