“Meravigliosa Italia: Gustando Rovigo e la sua cucina con Maria Cristina Buoso (Terza Parte)” ǀ di Maria Teresa De Donato

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Amici carissimi,

oggi siamo di nuovo con l’amica e collega autrice e blogger Maria Cristina a spasso per Rovigo. Nei due precedenti articoli ci ha accennato alla storia di Rovigo, presentandoci, alcune gustose ricette.

Proseguiremo con Rovigo di cui scopriremo altre interessanti attrattive turistiche da andare a vedere nel caso visitassimo questa città.

Buona lettura!

 


MTDD: Ciao Maria Cristina e benvenuta di nuovo a questo nostro appuntamento della rubrica Meravigliosa Italia.

MCB:  Grazie Maria Teresa per avermi invitata.  È sempre un piacere essere tua ospite.

 

MTDD: Oggi continuiamo a visitare Rovigo.  Dove ci porti esattamente?

MCB:  Oggi voglio portarvi, anche se solo virtualmente, a Palazzo Roverella, un palazzo storico di Rovigo. È la testimonianza del periodo “estense” e si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele II, la piazza principale della città, ma l’entrata si trova girato l’angolo in Via Giuseppe Laurenti n.8.

 


(Rovigo – Palazzo Roverella – Vista dal lato sulla piazza)

 


(Rovigo – Palazzo Roverella – Vista entrata in via Laurenti)

 

MTDD: Puoi parlarci della storia di questo palazzo e del perché è importante?

MCB: Certamente. L’edificio fu commissionato dall’anziano cardinale Bartolomeo Roverella nel 1474 perché doveva testimoniare il prestigio raggiunto dalla famiglia dei Roverella. Non si conosce il nome dell’architetto che progettò il palazzo, anche se si pensa che il giovane Biagio Rossetti abbia partecipato al disegno artistico. L’improvvisa morte del committente nel 1477 bloccò i lavori di costruzione.

 

MTDD: È stato rinnovato e/o ristrutturato nei secoli questo edificio?

MCB: Sì. Dal tardo Cinquecento in poi, si fece un uso errato del posto con conseguenti interventi di ristrutturazione nella parte interna, spesso sbagliati, che portò al degrado dello stabile fino alla fine della seconda guerra mondiale quando fu iniziato il restauro della facciata, mentre il resto del palazzo è stato trascurato fino al 1985.

I lavori di ristrutturazione interna sono iniziati nel 2000 ed eseguiti dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo portandolo alla riqualificazione e restituendo alla città un luogo dove portare la sede della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario, ricca di dipinti importanti.

 


(Rovigo – Palazzo Roverella – Facciata)

 

MTDD: Sono felice di sapere che alla fine si è provveduto alla ristrutturazione e riqualificazione di questo antico palazzo restituendogli il posto che merita nella storia della vostra città.

MCB: Si, è stato fondamentale.  Annualmente Palazzo Roverella ospita mostre di importanza nazionale ed europea, soprattutto incentrate sull’arte moderna fra 1800 e 1900, come quella attuale di Kandinskij (fino a giugno 2022)

 


(Rovigo – Cartello che descrive brevemente Palazzo Roverella)

 

MTDD: Per curiosità, questo Palazzo racchiude solo reperti italiani o anche stranieri?

MCB: Palazzo Roverella ospita anche alcuni reperti dell’Antico Egitto, tra cui le mummie di una donna e un infante, chiamate Meryt e Baby, corredate di ushabti (piccole statue che costituivano elemento integrante ed indispensabile del corredo funebre) ed altri oggetti e reperti greco-romani, vasi e statuine ex voto, provenienti da donazioni private.

Chi desiderasse saperne di più può leggere le informazioni riportate ai seguenti link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Roverella

https://www.rovigoinfocitta.it/palazzo-roverella-rovigo/

 

MTDD: Molto interessante. Anche questo palazzo merita sicuramente di essere visitato nel caso venissimo a Rovigo, una cittadina ricca di arte e di cultura.

Hai preparato anche oggi una ricetta per noi?

MCB: Certamente. Oggi concludo questa nostra intervista con una ricetta tipica della mia zona: i Carciofi alla veneta o  alla veneziana. Spero apprezzerete.

Carciofi alla veneta o alla veneziana

I carciofi alla veneta o  alla veneziana,  si cucinano stufati in tegame (in tecia, nel dialetto veneto)

Ci sono diverse variazioni, questa è la più facile e veloce.

Lavate, pulite e immergete i carciofi in acqua e limone per non farli annerire; scolateli e strizzateli per bene.

Dopo mettete all’interno del carciofo un composto di pangrattato, sale, pepe, aglio, prezzemolo, pigiate per bene per far entrare il tutto, dopo li mettete in un tegame unto con olio di oliva, versate dell’acqua, copriteli con un coperchio e fate cuocere così per circa 10/15 minuti (se non bastasse il tempo perché ancora duri, proseguite fino a quando con la forchetta non li sentiti teneri),  aprite e irrorateli con  il fondo di cottura e terminate facendo evaporare l’eccessivo condimento; deve rimanere la quantità giusta per accompagnare sul piatto i carciofi che saranno morbidi e pronti per essere gustati.

https://mariacristinabuoso.blogspot.com/

https://www.instagram.com/mcbmipiacescrivere/

MTDD: Grazie Maria Cristina per aver partecipato a questa intervista.

MCB: Grazie a te per avermi invitata.