La Sicilia sempre nel cuore di Michael Cavalieri | di Betty Scaglione Cimò

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Dopo il successo di Ritornato, film dedicato all’amato nonno Agatino Alibrandi ed a Limina, paese d’origine della sua famiglia, l’attore e regista siculo-americano torna con un lungometraggio dai toni forti e dai sentimenti contrastanti.

La Porta Dell’Inferno è il lungometraggio che racconta la vita e la sofferenza degli uomini e soprattutto dei “carusi” delle Pirrere.

La porta dell’inferno di Michael Cavalieri

Così venivano chiamate le miniere di zolfo che occupavano un vasto territorio nelle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.

Per i padroni, le zolfare, erano fonte di guadagno, per chi vi lavorava erano un misero sostentamento per la famiglia.

Ancora una volta Michael trasferisce il suo amore per la Sicilia in un nuovo lavoro. Figlio di emigranti non ha mai dimenticato la terra d’origine dei suoi genitori, anzi, dopo esservi tornato si è sempre prodigato affinché le nuove generazioni di americani non dimentichino le proprie radici.

Michael Cavalieri, anche quest’anno, è tornato nella sua amata Sicilia dove sta presentando il docufilm “La Porta Dell’Inferno” in alcune città siciliane prima di presentarlo in America.

Lunedì 5 settembre, il lungometraggio, sarà proiettato nell’elegante teatro comunale di Bisacquino.

Mercoledì 7 settembre, il docufilm, avrà come scenario la suggestiva Arena giardino della Badia Grande di Sciacca.

Conoscere il passato aiuta ad affrontare il presente, ma soprattutto, ci prepara ad andare incontro al futuro.

La storia delle zolfare, dei minatori e dei poveri carusi, venduti dai genitori ai padroni ci porta indietro nel tempo, in una triste realtà a molti sconosciuta.

Conoscere e raccontare l’inferno delle Pirrere ci rende consapevoli di un passato che ha reso grande la Sicilia.

Betty Scaglione Cimò