“L’ultimo abbraccio” il primo romanzo dell’avv. matrimonialista Gian Ettore Gassani | di Daniela Cavallini

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“L’ultimo abbraccio” su Gian Ettore Gassani

Amiche ed Amici carissimi, oggi è nuovamente con noi  il caro Amico Gian Ettore Gassani, per parteciparci in anteprima dell’ imminente pubblicazione del Suo nuovo libro:  “L’ultimo abbraccio” ed. Diarkos.  Un romanzo, il primo romanzo di Gian Ettore, l’opera letteraria che presto lo sancirà nell’olimpo degli Scrittori.

Avvocato ammirato per la proverbiale umanità, Fondatore e Presidente dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti  Italiani – AMI -, apprezzato Autore di saggi, conteso Ospite in molte trasmissioni televisive ed ora anche Scrittore…

Daniela Cavallini:

Carissimo Gian Ettore, grazie per essere con noi. Questa volta “ti ho tirato per la giacchetta”, non certo  per altezzosa sfuggevolezza, bensì per imporre a te, ancor più che a me – due amabili chiacchieroni! – di mantenere fede alla silente “strategia della suspense” che hai deciso di adottare…

Gian Ettore Gassani:

A parte che essere “tirato per la giacchetta” da te che sei una trascinatrice nata sono abituato, ma soprattutto dopo la presentazione che mi hai dedicato, non posso trattenermi dall’esternare il mio personale piacere di trascorrere questo momento, ma … non ti svelerò  nulla!  

 Daniela Cavallini:

Accetto la sfida, aggirando l’ostacolo: massimo riserbo sulla trama del romanzo, ma totale apertura nel raccontarci la tua prima esperienza nei panni di  Scrittore. Innanzitutto, com’è nata l’idea di scrivere un romanzo?

Gian Ettore Gassani:

Da  uno dei miei tanti sogni, che ben sette anni fa, mi ha letteralmente pervaso  con l’impellente desiderio di cimentarmi nella stesura di una lunga ed ampia storia che,  come una matriosca, ne contiene tante altre intrecciate fra di loro e tutte proiettate verso un finale consequenziale.

Daniela Cavallini:

Dunque, se ho ben compreso, hai impiegato sette anni per scrivere questo romanzo?

Gian Ettore Gassani:

Sette anni da quando iniziai a scriverlo, ma per amore di verità, confesso che ad un certo punto lo gettai via e lo riscrissi daccapo.

Scrivere un romanzo è definita “una fatica letteraria”, un’accezione che mi ‘perplimeva’ , ma  alla  quattrocentesima  ed ultima pagina de “L’ultimo abbraccio” ne ho compreso appieno il significato, tanto che, in un momento di pace tra le montagne, mi è sovvenuta un’immagine che ho metaforizzato:  la scolpitura di un blocco di marmo!

Esattamente come uno scultore scolpisce un blocco di marmo, ottenendo dapprima un’immagine indefinita e solo attraverso vari passaggi raggiunge la perfezione dell’opera d’arte, lo scrittore, pur utilizzando strumenti differenti, è altrettanto sollecitato nell’esprimere competenza ed intelligenza emotive.

Daniela Cavallini:

Instancabile Professionista, eclettico, vulcanico, versatile, sempre con un sogno nel cuore a stimolare la fervida immaginazione e, soprattutto dotato di determinazione alla concretizzazione dell’idea, alias sogno.  Come riesci a conciliare le tue tante attività?

Gian Ettore Gassani:

Dani, l’hai detto tu stessa… “un sogno nel cuore”: è questo lo stimolo più potente, dal quale traggo la determinazione e la concentrazione necessarie per raggiungere i miei obiettivi, sino a  sfidare lo sfinimento.

Esulo per un attimo dal mio libro, ma il tema “tempo” mi sta molto a cuore e pertanto  desidero enfatizzarne la preziososità  e l’abbondanza di cui disponiamo oltre ad invocarne  il doveroso rispetto. Credo che soprattutto i giovani dovrebbero abituarsi a porsi degli obiettivi e raggiungerli, costi quel che costi,  comprendere che il tempo è davvero  un immenso patrimonio a loro disposizione e, come tale, imparare a gestirlo. Invece, in netta contrapposizione a ragazzi/e allineati con questo criterio,  constato sempre più un irrimediabile spreco da parte di molti altri.

Daniela Cavallini:

In una precedente intervista, mi rivelasti di dedicare buona parte delle tue  notti proprio alla scrittura, in gradevole   compagnia di un conciliante sottofondo musicale. “Morire d’amore” di Ennio Morricone, tra i tuoi preferiti.

 “L’ultimo abbraccio” con “Morire d’amore”… difficile attribuire una concezione felice all’amore…

 Gian Ettore Gassani:

Questa associazione non me l’aspettavo, sei tremenda!!

Scherzi a parte, con il mio lavoro, ogni giorno sono in contatto con il dolore inferto dalla mancanza d’amore, dalla fine di grandi storie, private persino della somministrazione di  un’adeguata,  dolce eutanasia e che divengono lutti da elaborare. Si muore dentro, senza più la forza di reagire. Nella mia vita di avvocato, ho conosciuto migliaia di cuori spezzati ed ho visto tanta gente piangere.

 Daniela Cavallini:

Gian Ettore, a tal proposito, ti cito:

“Ognuno soffre a modo suo. C’è chi piange davanti a tutti e chi piange di nascosto.

Sai, ho conosciuto persone che dopo una grande batosta, sembravano indifferenti e invece avevano il cuore a pezzi. Le apparenze ingannano. C’è chi ha reagito scalando le montagne e chi si è fatto sopraffare dalla tristezza. Tu dovrai scalare le montagne e pensare che la vita è una sola e che tutto dipende da te. Che senso ha piangersi addosso? Che senso ha voltarsi indietro, piccola mia?” .

(Tratto da “ L’ultimo abbraccio”, a fine ottobre in libreria).

Ed ora, prima di lasciarci, permettimi un’ultima, intima, domanda: cosa ti ha lasciato questa nuova  esperienza?

 Gian Ettore Gassani:

Scrivere questo libro mi ha fatto molto riflettere.

In questa vita di passaggio, così piena di insidie, dovremmo sempre pensare agli abbracci che non abbiamo dato a chi ci vuole bene. 

Dovremmo pensare che ogni volta potrebbe essere l’ultima. E che la vita in fondo consiste nel non avere sensi di colpa per non aver detto “ti voglio bene” a chi è parte di noi…

Daniela Cavallini:

Che dire Gian Ettore… mi lasci senza parole, con il nodo in gola, le lacrime agli occhi, ma ti ringrazio con affetto.

(L’ultimo abbraccio a fine ottobre in tutte le librerie italiane) #DiarkosEditore