L’autore Angelo Gualtieri e il suo libro: Il Polemista (Pav edizioni)

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Oggi nella rubrica “Voci del cuore”parliamo di Angelo Gualtieri e del suo libro “Il Polemista” Pav Edizioni in cui l’autore ci mostra il suo punto di vista su alcune personalità del mondo della politica e non solo…

Con pacata ironia, lucidità e un tocco di sana ferocia, senza fare sconti a nessuno, Angelo Gualtieri traccia un affresco a tinte scure del Belpaese e racconta fatti e vicende degli ultimi quattro anni, mettendo in evidenza come i media hanno manipolato l’informazione tagliandola con l’accetta e commentata a senso unico. Diversi sono i riferimenti ai mostri del talk, ai conduttori televisivi, passando per giornalisti e opinionisti senza disdegnare i populisti e sovranisti di casa nostra. Una certa attenzione è rivolta anche nei confronti dei virologi che sono diventati le “star” del piccolo schermo.

Il libro di Angelo Gualtieri è molto intenso ed espone delle idee precise in merito al panorama attuale legato a politici e personaggi noti…siamo davvero curiosi di saperne di più…

Chi è Ferdinando Lunardi e come mai il primo capitolo si chiama “Welcome back”?

Ferdinando Lunardi è un caro amico di Piandelagotti, il mio paese d’origine: una ridente località dell’Appennino modenese che, purtroppo, si sta spopolando. E’ stato, soprattutto, grazie alla sua ostinata e instancabile opera che le salme di dodici boscaioli di Piandelagotti, periti in Corsica quasi un secolo fa,  sono rientrate al paese di provenienza.  Sempre grazie a Lunardi, una delle prime tragedie sul lavoro a livello nazionale, sinora pressoché dimenticata, è balzata agli onori delle cronache, non solo locali.“ Welcome back”, tradotto  in lingua italiana significa: bentornati. Credo che possa essere un titolo appropriato per introdurre questa triste  e dolorosa vicenda.

 

I boscaioli e l’antifascismo cosa lega questi due elementi e perché ne parli

Una spruzzata di antifascismo non si nega a nessuno, neppure a Gian Carlo Muzzarelli. II Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Modena, infatti,  ha riesumato il fascismo per celebrare il rientro delle salme dei dodici boscaioli periti tragicamente in Corsica nel lontano 1927. A mio parere, poteva risparmiarselo, e nel libro ho spiegato il motivo.

 

Vittorio Feltri di cui parli nel terzo capitolo, “Marchette” che ruolo ha nel libro? Uno spunto di riflessione su…?

Vittorio Feltri è un ‘ottima penna ed è citato spesso nel mio lavoro quasi sempre in negativo .D’altronde,  da uno che in un programma televisivo  definisce Hitler, “ severo, ma giusto”,  di buono cosa ci si può aspettare?

 

“Lo sfigatore” come nasce questo nome?

Dalle mie parti, con il termine “ sfigatore”, si intende uno che porta “ sfiga”, ossia iella. Questo appellativo è riferito a Matteo Richetti che, all’epoca in cui ho scritto quel racconto, era reduce da due performance politiche non particolarmente fortunate, anzi. Sarà un caso ma, dopo quel periodo ha cambiato partito e la sua popolarità è fortemente declinata.

 

Matteo Richetti di cui parli nel libro è definito da te “attore di fotoromanzi rosa” su cosa vuoi che cada l’attenzione del lettore? Quanto trovi interessante il suo “politichese”?

Ho definito Matteo Richetti uno con le fattezze da consumato attore di fotoromanzi rosa. La citazione me l’ ha fornita un’amica di Fiorano Modenese, il paese del bel Matteo. Costei, pur non conoscendo neppure i fondamentali  della politica, mi ha confidato che lo avrebbe  votato in quanto somigliava a Franco Gasparri, il più noto protagonista di fotoromanzi rosa, deceduto alcuni anni fa.Il “ politichese” di Matteo Richetti lo detesto come quello di altri politici. Si tratta, infatti, di un linguaggio retorico , volutamente incomprensibile , vuoto e oscuro per il grande pubblico.

 

Chi è Angelo Gualtieri?

  • Angelo Gualtieri ( classe 1948), originario di Piandelagotti, ridente località dell’Appennino modenese, dal 1975 risiede  a Sassuolo (MO).
  • Dottore commercialista, ora in pensione,  e scrittore a tempo perso. E’ stato dirigente di azienda. Ha pubblicato: Una storia sbagliata.
  • Quarant’anni di Prima Repubblica e di Calcio nell’Appennino Modenese  ( BV&, 1998); Pisciamoci dentro. La Juve e la Coppa dei campioni ( Fazi, 2005) ; Istantanee dall’Inferno. La Juve, i media e Calciopoli (  Bastogi, 2008).