Emanuela Maria Marrone, scrittrice, docente, sceneggiatrice e regista, ci parla del suo ultimo romanzo, “Effetto virtuale” | INTERVISTA

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«Nella mia esperienza scrivere è liberatorio, è lasciar andare un fiume in piena che dal mio inconscio sale e trabocca, m’inonda e mi trasporta fuori… È sentimenti, ricordi, esperienze, condivisioni, vita mia e altrui, osservazioni, riflessioni, corpo, mente, anima, cosmo, stelle, luci, ombre… è tutto e niente assieme!» (Emanuela Maria Marrone)

Emanuela Maria Marrone

Ciao Emanuela Maria, benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori che volessero sapere di te quale scrittrice, docente, sceneggiatrice e regista?

Ciao, grazie per avermi invitata a rispondere alla tua intervista. Ci sono sempre molte cose che uno vorrebbe dire e poi si deve scegliere… Voglio innanzitutto fare una dedica. Voglio dedicare questo libro a mio padre, che ha sempre apprezzato i mie scritti e con il quale attendevamo impazienti la sua uscita e che purtroppo è venuto improvvisamente a mancare un mese fa.

Posso parlarvi un pochino di me come mi richiedi e certamente dei miei scritti per far conoscere meglio sia la persona che sta dietro alle parole che si leggono, che per renderle più concrete, per dargli una forma con più strati, e per dare un affaccio su quelle finestre di mondi… “Da grande” vorrei fare la scrittrice e la sceneggiatrice affinché sia i miei libri che i miei film siano rispettivamente letti e visti, per poter raccontare, condividere vissuti, emozioni e poter essere magari di stimolo per riflessioni, azioni… vita! Perché siamo qui, ora e domani chissà… La mia passione per lo scrivere risale alle elementari, pensa! Sai quando ti facevano la solita domanda “tu cosa vuoi fare da grande?” beh, io non volevo certamente fare l’astronauta o neppure la vigilessa (la mia compagna di banco era fissata con questa idea per il suo futuro…), io volevo raccontare storie alle persone. Non sapevo neppure bene ancora cosa o in che modo, ma attendevo con impazienza le giornate dei temi in classe per far fluire liberamente le parole, che diventavano frasi, pensieri e racconti riempiendo senza aver mai conosciuto la “paura del foglio bianco”, le pagine di quei temi che spesso venivano poi letti in classe.

Ho studiato poi psicologia, pedagogia, lingue e comunicazione all’università, fatto molti anni di teatro e studiato in varie scuole recitazione prima di condurre io corsi. Nello stesso tempo mi sono dedicata anche alla sceneggiatura seguendo un’ottima scuola con i grandi maestri del cinema italiano Ugo Pirro e Massimo Felisatti prendendo il diploma di sceneggiatrice e imparando molto da questi due “pilastri” che mi hanno anche tanto incoraggiata a proseguire… Ho preso il diploma professionale di segretaria di edizione cinematografica che mi ha condotto a fare un film con Paolo Benvenuti e diverse altre esperienze che ora non sto a elencare. Comunque ho scritto molti romanzi, soggetti cine-teatrali, serie tv molti dei quali sono rimasti ancora chiusi in cassetti in attesa di rivedere la luce del sole. Infine, quando i miei genitori (professoressa e preside), premevano affinché seguissi le loro orme nella scuola, ritenuta un “buon posto” specialmente perché statale, ho fatto (seppure affatto convinta), un concorso e vinto. Mi sono così ritrovata stupefatta nel mondo delle supplenze, delle supplenze e della precarietà scolastica… Quando faccio le mie lezioni di materie umanistiche nel liceo di scienze umane e parlo quindi di psicologia, pedagogia, dell’educazione nell’antica Grecia o Roma, oppure dei filosofi che hanno attraversato i nostri secoli cavalcando l’onda del tempo, cerco di trasmettere la mia passione e di stimolare gli adolescenti alla conoscenza attiva e positiva…

Ci sono oggigiorno fin troppi esempi negativi che fanno vedere quanto sia “facile” andare avanti come ignoranti ma “furbi” in una società che sta uniformando a imprudenti modelli di “superficialità confusa e aggressiva”. Nell’ambiente scolastico tra i professori, quella degli educatori è chiamata mission che alcuni ironicamente o meno, definiscono impossible. Ti assicuro comunque che non è la passeggiata che dall’esterno si crede! È veramente un “campo di battaglia” dove la trincea è segnata da cattedra e banchi e i colpi di artiglieria sono da un lato il lancio di nozioni e dall’altro di sbadigli… Fortunatamente le mie materie sono tra le più pratiche per la mente e specialmente alcuni argomenti di psicologia suscitano parecchio interesse nelle menti di persone in formazione che stanno sperimentando le loro prime esperienze e seppur per capire le relazioni con i loro simili, si avvicinano allo studio della psiche e dei comportamenti umani e relazionali… Durante i miei anni di insegnamento, non ho mai comunque abbandonato la mia necessità e propensione allo scrivere e ho iniziato a convogliare i miei testi in varie rappresentazioni teatrali (come ad esempio La Precaria e La Precaria 2 la vendetta), che ho portato in scena, diretto e recitato assieme ad altri attori, durante 10 anni, prevalentemente a Teatro Trastevere di Roma ed anche altri teatri della provincia romana, specialmente a Bracciano dove da ormai 20 anni risiedo.

Per quanto riguarda poi un altro aspetto che ha fortemente contribuito alla mia formazione e che ritengo parte importante della mia visione del quotidiano, devo ringraziare la filosofia orientale, in particolare lo Zen. A 18 anni ho conosciuto un maestro orientale che mi ha trasmesso una conoscenza molto diversa della realtà rispetto a quella occidentale e cattolica della quale ero stata permeata ed educata. Questo approccio, assieme a delle pratiche, è stato per me, non solo molto interessante, ma mi ha permesso di aprire la mia visione a livelli dei quali ignoravo l’esistenza.

La scrittura è sempre stata un forte impulso che nasceva e nasce da dentro in me… fin da bambina quando ancora non avevo dei veri “modelli” o autori da stimare e apprezzare, vedevo e vivevo la realtà, sentivo emozioni, scrivevo… Mi ha sempre dato un senso di serenità lo scrivere, un appagamento profondo, un senso di completezza che cerca il suo compimento…

Noi tutti siamo esseri sociali, il “branco” può ricevere stimoli positivi o negativi.

I libri sono stati fin dai tempi dei tempi, i mezzi attraverso i quali le generazioni si trasmettevano il sapere (quando non in forma orale), si davano modelli da seguire, si narravano le gesta eroiche, si scrivevano favole, opere teatrali… Tanta vita in varie forme che veniva in qualche modo spartita, consegnata e tramandata, perché in fondo è questo, no? Per cui come per la televisione credo ci vorrebbe maggiore attenzione a quel che viene trasmesso…

Ad ogni modo io ho molto apprezzato e tanto per citarne solo i primi che in questo momento mi vengono in mente, Stefano Benni, geniale, ironico, intelligente… del quale consiglio il romanzo Terra, e di Mumonkan Zenkei Shibayama, La porta senza porta, tanto per indicare anche un autore orientale e avere una differente visione che possa, come ha fatto con me, aprire nuove possibilità di comprensione, nuovi modi di vedere la stessa realtà… accrescendo la consapevolezza e la sensibilità.

Chi sono i destinatari che immagini mentre scrivi i tuoi libri?

Tutti gli esseri umani e anche alcuni altri animali molto intelligenti…

Ci parli del tuo ultimo romanzo, “Effetto virtuale”? Come nasce, qual è l’ispirazione che l’ha generato, quale il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quali le storie che ci racconti senza ovviamente fare spoiler? E perché i nostri lettori dovrebbero comprare “Effetto virtuale”? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.

Effetto Virtuale nasce da un mix tra un sogno, la realtà scolastica, una visione profetica (ricordo che è stato scritto ben 2 anni prima del lockdown!), la vita vissuta, la fantasia, le emozioni, i ricordi… Un cocktail che ha generato questo romanzo come diversi altri miei scritti… dai sapori diversi così come differenti sono gli stati d’animo, le situazioni, i tempi e gli “attori” che si alternano come i protagonisti o personaggi minori nelle nostre vite.

Effetto Virtuale narra di un futuro rivelatosi attuale, di realtà a 4D, scenari virtuali che sostituiscono il passato di una realtà rinchiusa fuori… fuori dai monolocali nei quali sono relegati gli umani dopo quel che è successo a livello mondiale… Ci sono colpi di scena, avventura e sentimenti… È un vero viaggio prima in virtuale e poi nel reale… I messaggi sono diversi e il recupero del valore di quello che abbiamo vicino, concreto e che diamo così per scontato quando non lo è, è uno di questi. Cerchiamo troppo spesso la bellezza su un video, attraverso un mezzo che la ritraduca in pixel e la riproponga quanto più fedelmente possibile e raramente ci soffermiamo a guardare una nuvola sopra alla nostra testa e ad apprezzarne la sua impalpabilità…

Se il canto di un gallo diventasse solo la suoneria per cellulare di un animale ormai estinto? Se un fiore diventasse solamente l’immagine di un desktop riferita a un vegetale del quale nessuno ricorda più il profumo perché inesistente sulla Terra da anni? Siamo immersi in un mondo ancora variopinto, variegato, meraviglioso e lo barattiamo troppo facilmente con immagini artificiali forniteci dai mezzi di comunicazione che hanno ormai catturato tutta la nostra attenzione e dei quali ci nutriamo quasi inebetiti.

«…Mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? La bellezza letteraria e della scrittura in particolare, la bellezza nell’arte, nella cultura, nella conoscenza… Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

Bellezza secondo me è riuscire a essere soddisfatti di sé stessi perché secondo ciò che ho imparato, quando una persona è soddisfatta è contenta e quando è contenta brilla ed è spontaneamente anche ben predisposta verso gli altri (sempre parlando dei così chiamati “sani di mente”…). Insomma se si riuscisse ciascuno nel suo piccolo a essere più felici per ciò che di bello si ha, a donare un sorriso invece che un gesto rabbioso, si costruirebbe molta bellezza! La bellezza è il benessere condiviso, l’amore, la gioia e la carità… Prima di tutto un buon cuore e buone azioni che rispettino la vita di tutti gli esseri viventi. La conoscenza è immediatamente dopo a quello che dovrebbe essere il naturale propendere alla propria serenità nel rispetto dei limiti altrui, in una naturale quanto utopistica società di Esseri Umani Sensibili.

«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?

La preparazione e l’impegno sicuramente e non la fortuna o la conoscenza dei famosi amici di amici che fanno favori a destra e manca, facendo arrivare prima o poi i nodi al pettine… Credo che ci vorrebbe più serietà e più reale preparazione per tutti e in maggior modo per certe categorie di persone che pretendono di essere in ruoli decisionali… Capita di vedere nel nostro tempo, che persone messe, per esempio, anche in settori quali la scuola non risultano essere in grado, proprio per loro lacune nella conoscenza diretta delle questioni alle quali sarebbero preposte a legiferare…

Se d’altra parte mettiamo a operare un delicato paziente quale l’Italia, chirurghi che hanno fatto esperienza solo sull’allegro chirurgo, quali potranno essere gli attesi risultati?

Come dev’essere letto un libro, secondo te, cercando di identificarsi liberamente con i protagonisti della storia, oppure, lasciarsi trascinare dalla scrittura, sminuzzarla nelle sue componenti, per poi riceverne una nuova e intima esperienza che poco ha a che fare con quella di chi l’ha scritta? Qual è la tua posizione in merito?

Nella mia esperienza scrivere è liberatorio, è lasciar andare un fiume in piena che dal mio inconscio sale e trabocca, m’inonda e mi trasporta fuori… È sentimenti, ricordi, esperienze, condivisioni, vita mia e altrui, osservazioni, riflessioni, corpo, mente, anima, cosmo, stelle, luci, ombre… è tutto e niente assieme!

I sentimenti, positivi o negativi, in questa nostra vita umana scandiscono gran parte delle nostre emozioni e conseguenti azioni, bisognerebbe credo riuscire a esserne più utilmente consapevoli per non farsi dominare da quelli dannosi e la differenza tra il dire e il fare è una delle grandi tematiche irrisolte dei discorsi con i miei amici…

Non ritengo utile lo sminuzzamento… ma piuttosto il lasciarsi andare in senso possibilmente gaudente all’insieme delle parole che possono portare a una esperienza di vissuto auspicabilmente accresciuta.

Ci parli dei tuoi imminenti e prossimi impegni culturali e professionali, dei tuoi lavori in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnata che puoi raccontarci?

Sto sempre scrivendo, a volte di notte a volte di giorno, senza orari… quando ho l’impulso e posso appuntare su carta bene, altrimenti (purtroppo il più delle volte), i racconti, le immagini, le frasi… restano a vagare nella mia mente finché non trovano rifugio in qualche angolo recondito in me.

Ho tantissime idee, progetti, romanzi, copioni, sceneggiature, storie che ho già scritto e tanti altri che sono in attesa di tempo e persone interessate ad ascoltarli…

Vorrei scrivere ed essere ricordata… Vorrei potermi dedicare interamente alla scrittura perché avrei tanto da dire e ancor dipiù mi piacerebbe vedere i miei scritti tramutati in film (dei quali potrei curare, avendo anche il diploma, la sceneggiatura)… specie oggigiorno perché sai bene quanto la realtà sia quasi interamente visiva!

Mi vuoi incontrare? Vuoi ascoltare qualche pagina di Effetto Virtuale letta dal vivo e capire meglio di cosa parla? Domenica 23 ottobre 2022 la casa Editrice PandiLettere, ha organizzato a Roma presso il Caffè Letterario Horafelix in via Reggio Emilia n.89 alle ore 17.30, la presentazione del mio libro Effetto Virtuale con letture, risposte dell’autrice alle domande ecc… per cui, ti aspetto!

Emanuela Maria Marrone:

https://www.facebook.com/ElakinSkyWalker

romana.psico@gmail.com

Il libro:

Emanuela Maria Marrone, “Effetto virtuale”, PandiLettere edizioni, Roma, 2022

https://www.pandilettere.com/inostrilibri/effetto-virtuale

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo