#FATTIESTRAFATTI: “DOMINUS”, DI ELEONORA DAVIDE: INTERVISTA ESCLUSIVA

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PER #FATTIESTRAFATTI “DOMINUS”, DI ELEONORA DAVIDE, INTERVISTA ESCLUSIVA

Per la rubrica #fattiestrafatti su mobMagazine ho il piacere di intervistare la collega Eleonora Davide, direttore editoriale della testata WWWITALIA.eu e scrittrice di romanzi storici. Il suo ultimo è “Dominus, il codice del destino”, ma prima ci sono stati “Il Normanno” e “Il Fiore del Carso, una linea tra due mondi”, tutti per Rossoquadro.

Benvenuta Eleonora alla mia rubrica #fattiestrafatti. Sei un’appassionata di romanzi storici e del territorio dell’Irpinia, in Campania. Come nasce la tua passione per questo genere letterario?

Innanzitutto grazie di avermi invitata a prendere parte a questa simpatica rubrica culturale. La passione nasce dalla lettura, nel tempo ho capito che preferivo i romanzi storici,perché mi permettevano di conoscere anche il periodo in cui era ambientata la narrazione, potendo contare su un impianto reale in cui si innesta l’invenzione dell’autore. Certo, viste le libertà che il genere del romanzo consente rispetto a un saggio storico, quando sono incuriosita approfondisco per conto mio, o mi godo il racconto quando tratta di personaggi più noti, che mi affascinano e che voglio conoscere nelle loro vicende quotidiane. E questo te lo può dare solo un romanzo storico. Da qui è nata la voglia di raccontare le vicende che coinvolsero personaggi meno noti e appartenenti a un tempo lontano, come il Medioevo, che hanno segnato lo sviluppo di realtà urbane in cui oggi abitiamo, ma non solo.

Come ben sai, conoscendo la rubrica,non posso non chiederti: tu quanto sei #fattaestrafatta di parole che pullulano nella tua mente?

Bella domanda. Effettivamente si può dire che io sia #fattaestrafatta di parole, perché sono queste a trasferire le informazioni, ma soprattutto le emozioni che vivono i personaggi e trovarne di adatte è un po’ il lavoro dello scrittore. Quindi, talvolta, mi ronzano in testa parole che da sole ispirano una intera scena. Poi anche scegliere il titolo comporta usare le giuste parole, quelle che descrivano senza spoilerare, che incuriosiscano, che attraggano i lettori. Oggi la scelta delle giuste parole comporta anche il buon posizionamento di un post sui social network. Cambiando l’uso che se ne fa, sono sempre della massima importanza per trasferire correttamente il messaggio. Ti sembro abbastanza #fattaestrafatta?

In questa intervista ci concentriamo su “Dominus, il codice del destino”, dove si racconta il problema del contrasto tra Papato e Impero, legato alla lotta per le investiture. La trama si svolge in luoghi molto significativi come il Castello medievale di Monteforte Irpino e l’Abbazia del Goleto, posti davvero straordinari. E ritroviamo la figura di San Guglielmo, fondatore del monastero femminile del Goleto. Cosa succede poi?

La lotta per le investiture interessò in un lungo lasso temporale il papato, coinvolgendo gli interessi internazionali. In tale questione si innesta la penetrazione normanna nei luoghi del potere. Il romanzo è in parte ambientato tra il 1116 e il 1117, periodo in cui i Normanni offrirono sostegno materiale a papa Pasquale II per il suo ritorno a Roma, dopo un lungo esilio, e Guglielmo il Carbone nel romanzo si fa carico di questo compito “storico”. I luoghi sono fondamentali per lo sviluppo della trama di un romanzo storico e questo, che si può considerare il secondo capitolo della Saga del Normanno, partita appunto con Il Normanno nel 2019, si ambienta in parte nel luogo dove tutto ebbe inizio: il castello normanno di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, oggi oggetto di studi da parte degli archeologi e visitabile finalmente dopo una infinità di tempo. L’Abbazia del Goleto, a Sant’Angelo dei Lombardi, sempre provincia di Avellino, è un luogo magico, creato dalla fede di San Guglielmo da Vercelli a partire dal 1133, dove un cenacolo di monache dette vita a una storia bellissima. Questi sono gli ingredienti fondamentali su cui si snoda la trama, sviluppata su due livelli temporali che colloquiano tra loro.

Tu racconti di territori antichissimi dell’Irpinia, in un certo senso fai anche turismo di prossimità, come si dice oggi, fai uno storytelling molto efficace. Perché era così importante ambientare i tuoi romanzi storici in queste zone che conosci benissimo?

Ma vedi, a Monteforte da sempre quei ruderi dominano il paese e ho avvertito come necessario donare un racconto ai cittadini, a chi ama questa terra e anche la storia dell’Italia Meridionale, o anche solo il Medioevo, in attesa che quei ruderi tornassero visitabili. Oggi è possibile percorrere quegli ambienti immaginando Guglielmo e Genoveffa presi dalle questioni del feudo che è stato affidato al Normanno. Lo stesso vale per il Goleto, anche se questo è meta di pellegrinaggi e turismo, quindi è certamente più noto. Meno lo è la storia delle monache guglielmine, vestite di bianco, e anche a loro ho voluto donare una storia che accompagni i visitatori tra le mura della chiesa originaria o tra gli scolatoi della cripta.

Guglielmo e sua moglie Genoveffa quanto sono e si sentono #fattiestrafatti di responsabilità nei confronti del popolo?

Già nel primo romanzo dedicato a Guglielmo si avverte la grande responsabilità che grava sulle sue spalle di guerriero attivo, audace in battaglia, che deve mediare diplomaticamente per affrontare un nemico che si nasconde e mina la sicurezza di quello che lui sente sta diventando un popolo, il suo popolo. In Dominus i due coniugi condividono questa responsabilità e, mentre il Normanno va ad aiutare il Papa, lascia a Genoveffa il pieno controllo del Castello e del feudo e lei svolge con decisione il suo compito di Domina.

Il manoscritto, che viene rinvenuto ai piedi del Castello di Guglielmo il Carbone, è scritto in un alfabeto particolare, costituito dalle “rune”, antico linguaggio normanno, è il fulcro su cui ruota la trama. Ce ne vuoi parlare senza svelare molto?

Parte sostanziale della trama del romanzo è proprio un antico manoscritto, il codice del destino, appunto, che, ritrovato, apre ai protagonisti un mondo di interrogativi, facendoli spingere oltre le loro convinzioni. Non si tratta di una cosa facile, ma alla fine il mistero sarà rilevato e perciò lascio al lettore il compito di arrivare all’ultima pagina.

Tu racconti di storia medievale, quanto pensi possa accattivare i giovani abituati a leggere svogliatamente sugli smartphone?

Leggere non è un obbligo, ma richiede un impegno, è come andare in palestra. Chi non è allenato all’inizio avvertirà un po’ di stanchezza, ma procedendo e acquisendo abilità nella lettura, leggere diventa poi unesercizio automatico, si può dire. Il Medioevo ha il suo fascino e molto spesso anche i videogames vi dedicano dei giochi interessanti. Per quanto riguarda la lettura in generale, molto può l’esempio in famiglia, ne sono convinta. Sugli smartphone, più che leggere, di solito si guardano video, si leggono chat, si interagisce. Se si leggesse nel vero senso della parola sarebbe diverso. Anche un libro può tranquillamente essere letto in questo modo. I miei libri sono scaricabili in formato kindle e il lettore anche su smartphone è gratuito.

Cosa troveranno i lettori #fattiestrafatti di desiderio di leggere in “Dominus”?

Dipende dai lettori, ho scoperto che ognuno è capace di trovarvi un tema di interesse: amore, menzogna e tradimento,un cammino di fede, battaglie, duelli, tradizioni, leggende, abitudini alimentari del passato, la grande tradizione monastica medievale, l’esercizio del potere, il senso dell’onore, la sorprendente posizione della donna nel Medioevo, Santa Ildegarda da Bingen, la vita nel castello, la musica e la poesia, la danza, la storia dei Normanni in Italia Meridionale, la minaccia longobarda e, come abbiamo già detto, la lotta per le investiture e la condizione di Papa Pasquale II, la fondazione del monastero femminile del Goleto e molto altro.

Nel tuo futuro di scrittrice cosa c’è?

Spero tanta scrittura e tante belle letture. Sto lavorando al prossimo capitolo della Saga e mi piacerebbe continuare il discorso iniziato con Il Fiore del Carso, una linea tra due mondi, che ha ancora qualcosa da raccontare, a quanto pare. Poi vorrei dedicarmi a un altro progetto, di cui sto raccogliendo materiali e che potrebbe essere incentrato sulla Napoli storica.

Ringrazio di cuore Eleonora Davide per questa intervista e le auguro un grande in bocca al lupo!

Ringrazio io te per l’attenzione dimostratami e per le belle domande. Buon lavoro!

 

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ILLINKDI ACQUISTO DEL LIBRO.

DANIELA MEROLA