Il fascino della discrezione | di Daniela Cavallini

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Amiche ed Amici carissimi, in una società sempre più orientata all’apparire, è constatabile  una sorta di competizione induttiva in comportamenti spesso degeneranti in volgarità. Questo aspetto riguarda entrambi i sessi e tutte le fasce d’età post adolescenziali.

Qualche esempio?

Look eccessivamente appariscentiancor peggio se adottati di primo mattino – con tanto di trucco da “femme fatale” per recarsi a scuola, in ufficio, al supermercato o addirittura sulla spiaggia (magari affondando nella sabbia con il tacco 14 cm!), così come indossare bigiotteria ad eccessivo sfoggio del nulla, abbigliamento sintetico e succinto, accessori realizzati con materiale scadente e gusto pacchiano oltre a capelli dai colori carnevaleschi, sono rivelatori di opinabile (non)stile, privi di senso del ridicolo, che possono suscitare un sorrisetto ironico – forse sarcastico – ma, “implorando perdono” alla suscettibilità del senso estetico, non costituiscono elementi disturbanti.

Purtroppo ad un’ immagine improbabile – quasi a suggellare che nella forma è di sovente insita la sostanza – si aggiungono spesso comportamenti  maleducati e fastidiosi.

 Un tono di voce alto, indipendentemente se adottato al cellulare o meno, è fonte di disturbo oltreché di mancanza di classe; accendere una sigaretta o, peggio un sigaro, in un luogo che prevede la condivisione con altre persone, può risultare sgradito,  ma, pur consapevole, è tipico della persona maleducata  autoassolversi, appellandosi meschinamente  al fatto che in quello spazio “non c’è scritto vietato”. Non provvedere alla propria igiene personale è rivoltante mancanza di rispetto, tuttavia anche profumazioni eccessive – oltre ad essere inelegantipossono infastidire. Se l’elenco di condotte inappropriate è molto    lungo, la risposta è un elogio alla sintesi: strafottenza! E, molto spesso, la strafottenza si coniuga con l’arroganza, costituendo l’eccellente mix  grossolano.

La strafottenza è talvolta palesata da grezze risposte (evito di riferire tipiche espressioni derivanti da bocche intrise dal  turpiloquioo rivelata da finto e cerimonioso accoglimento cui segue noncuranza, accompagnata da ebeti risolini, sguardi di sufficienza e critiche. Del resto, l’individuo maleducato possiede un livello di coerenza assoluto, vale a dire “cafone sempre”!

Farsi notare ad ogni costo è il must! Ebbene sia, ma dato che – più o meno consciamente –  ognuno di noi crea il “posizionamento marketing” di sé stesso, decidendo così  a chi rivolgersi, proviamo a riflettere in merito a chi desideriamo attrarre…

Non tutti sono zotici e, ad esempio, un look vistoso, soprattutto se inadeguato alla propria fisicità/età, così come schiamazzare, nell’intento di attirare l’attenzione del ragazzo -o del signore –  che ci piace, magari buttandogli anche il fumo in faccia con espressione banalmente allusiva ad acuire lo charme ruspanteequivale a precludersi dai possibili corteggiatori coloro dotati di classe e, pertanto, sensibili al fascino del garbo e dell’eleganza. Indice di sprovvedutezza lamentarsi se si è invitate ad uscire solo da persone di dubbio livello.

Credo che per essere notati in un “mondo urlato”, nulla sia più potente della discrezione.

Un abbraccio!

Daniela Cavallini