Gianfranco Angioni presenta il libro “Le metamorfosi imperfette” | di Fabia Tonazzi

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Gianfranco Angioni, autore Pav, ci incuriosisce con il suo libro “Le metamorfosi imperfette”. Se amate i romanzi non potete perdervi le mille vicissitudini che vive Glauco, il protagonista. Si tratta di un romanzo sorprendente in cui si intrecciano vicende di persone comuni, si analizzano i limiti, le deviazioni, non ci si annoia di sicuro! Ma perchè si parla di metamorfosi imperfetta? Ebbene, la natura umana è immutabile a dispetto dei condizionamenti cui l’uomo stesso la può sottoporre, le trasformazioni repentine degli esseri viventi riescono solo nella mitologia e nella letteratura. Nel caso degli esseri umani sono, appunto, metamorfosi imperfette!

Gianfranco, parliamo del protagonista Glauco e la sua vita: davvero per lui partire significa cambiare tutto?

No, non tutto. Cambia l’ambiente, i contatti umani, ma Glauco rimane sempre la stessa persona. Prova a cambiarsi, poi la sua vera natura ha il sopravvento e ne segna il destino. A questo contribuisce anche l’interazione con gli altri esseri umani.

Glauco è un personaggio complesso, ho voluto che fosse espresso dalla mia passione per la mitologia. Nel romanzo vi sono riferimenti a varie situazioni: Glauco era pescatore che acquisisce virtù divinatorie (Glauco ha sogni premonitori) e diviene mezzo uomo e mezzo pesce (una metamorfosi), diviene immortale ma invecchia (impossibilità a cambiare del tutto). Ha relazioni con Scilla (quella di Scilla e Cariddi), con Arianna (quella del labirinto), ma non solo. Ho pensato allo Jokerman manipolatore di Bob Dylan, quello che emerge dall’acqua con dei serpenti avvolti alle braccia. E non solo. Egli è personaggio mitico e per questo immaginario, che va oltre lo svolgersi della storia che racconto. Anzi, più che una storia è una tragedia.

Glauco e le donne: il suo rapporto con sua moglie Angela

Nei primi anni del loro rapporto, l’innamoramento gli fa vedere tutto bello e diverso, la realizzazione di un sogno, poi Glauco diviene stufo della consuetudine, del déjà-vu, non gli basta più e non vuole più accettare questa situazione si dedica alla ricerca della compagna ideale. Non l’aiutano nemmeno i comportamenti di Angela. Lei si è adagiata nelle abitudini, nel quotidiano. Glauco no, lui si sente vitale, vorrebbe qualcosa di più dalla sua vita.

Glauco e la sua amante Sheila: persona discreta o semplicemente un bravo attore?

Glauco è umano, non recita, si comporta secondo il suo essere e il suo sentire. Questo personaggio raccoglie in sé molti aspetti presenti nel genere umano come la ricerca degli ideali, lo sforzo per cercare di realizzarli, ma anche aspetti negativi come la superficialità, l’incostanza e l’infedeltà.

Glauco e Arianna: un sogno impossibile?

Apparentemente no, in effetti col procedere del racconto, si rivela un’impresa impossibile perché Glauco non sa di doversi confrontare con una persona molto complessa, già segnata duramente dalla vita. La vede come un ideale che in buona parte è estetico, sottovalutando la reale portata dei comportamenti di Arianna.

Perché hai scelto proprio le mani come simbolo di eleganza quando parli della donna?

Non è per feticismo, solo per un fatto estetico. Di mani belle ne è piena la storia dell’arte. Penso a quelle dipinte da Egon Schiele. Del resto, come anche per altri personaggi del romanzo, avevo un modello reale da descrivere: era proprio una guida turistica incontrata proprio a Istanbul. Era fine, elegante e vitale nel suo interagire con noi turisti. Mi aveva proprio colpito e l’ho voluta nel mio romanzo. Ecco, nella scelta dei personaggi, nei loro comportamenti c’è qualcosa di personale, qualcosa che devo rimuovere per passare ad altro nel progredire del romanzo. Però descrivendoli li faccio  sopravvivere al ricordo, non sono più dei LED accesi nella mente e posso dedicarmi  ad altro. Scrivere è un fatto di ispirazione, ma anche di gestione del nostro vissuto e dei nostri pensieri, aprire dei cassetti nella memoria e cercare qualcosa. A volte non ne siamo coscienti e la storia si dipana quasi autonomamente. Di sicuro dobbiamo aver pensato a un inizio e a una fine, deve esserci un’idea di fondo che lega tutto.

Gianfranco Angioni, in pillole

  • Nasce a Cagliari nel 1947.
  • Ho vissuto a Cagliari, a Milano e provincia dal 1978. Dal 2014 vivo a Sassello (SV).
  • E’ chimico di formazione, frequenta il corso di pittura per Artefici dell’Accademia di Brera a Milano per quattro anni.
  • Inizia presto a dipingere e a scrivere, inizialmente poesie e poi romanzi e racconti.
  • Dal 2014 si dedica al 100% alla pittura e alla scrittura.
  • Espone dipinti a Londra, Parigi, Zurigo e a Milano, Savona, Genova, Bologna, Piacenza, Modena, Venezia. Oltre a vari centri in Liguria, Veneto e Piemonte.
  • Ha uno spazio espositivo personale a Sassello, SV
  • Su galleriamilanese.com espone dipinti e collabora come curatore e con articoli su Arte e Cultura .
  • Ama l’arte e crede che perseguire ideali di bellezza contribuiscano al personale e all’altrui bagaglio culturale.
  • Non scrive o dipinge per vendere, ma lo fa solo per esigenza personale, senza dimenticare che i prodotti artistici devono essere mostrati e fruiti da lettori e spettatori.
  • I prodotti dell’attività artistica possono attrarre o respingere il fruitore, ma lo scopo è creare comunque emozione e, se questo accade, la persistenza di tale emozione nella memoria può stimolare gli altri, accrescere conoscenza.
  • Studia i comportamenti umani e le relative implicazioni psicologiche e psichiatriche.

Il libro:

Gianfranco Angioni, “Le metamorfosi imperfette”, PAV edizioni, 2022

https://pavedizioni.it/prodotto/le-metamorfosi-imperfette