L’ho lasciato e lui non ha fatto nulla per trattenermi | di Daniela Cavallini

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Amiche ed Amici carissimi, un comportamento che alcune Donne adottano, consiste nel lasciare il partner – poco attento nei loro confronti – con il recondito obiettivo di essere da lui trattenute, rincorse  e, come per magia, da quel momento in poi, costantemente deliziate dalle agognate attenzioni.

“Gli ho messo paura”, “gli ho detto che lo lascio”, “l’ho lasciato, gliela faccio vedere io, altro che farmi dare per scontata”, affermano vantandosi con le amiche. Amiche che non di rado rispecchiano il dubbio livello della “protagonista”ed infieriscono sul malcapitato, vantando l’effetto miracoloso che i loro simili comportamenti  hanno avuto sui propri compagni.

Peccato che tra i molti aspetti discutibili di tale mezzuccio, ne tralascino uno fondamentale : se una donna ritiene che il suo compagno la consideri “scontata” è altrettanto vero che questa mediocre strategia, conferma quanto lei stessa dia per scontato “lui”.

“Una sorta di scossa per indurlo alla riflessione su ciò che perde” affinché egli “impaurito” modifichi il suo comportamento è un pensiero, nella migliore delle ipotesi, ingenuo.

Tuttavia, il dramma si manifesta quando dall’eventuale riflessione indotta, scaturisce  qualcosa che non ci si aspetta e che potrebbe non piacere:  “lui”, magari concorda in merito alle nostre ragioni e, non potendo o non volendo “cambiare atteggiamento”, accetta ragionevolmente l’abbandono. In altre parole, “lui”, non trattiene la sua insoddisfatta compagna.

A prescindere dall’ambiguità dell’atteggiamento coercitivo, il risultato che si paventa è rischioso: e’ infatti altamente probabile che, proprio a fronte della “scossa” ricevuta, ne derivi una coscienziosa riflessione, che induca l’amato, a ritenere improbabile il proseguo della relazione.

Non trascurabile altresì  il fatto che, qualora egli la trattenesse, sottomettendosi alle richieste di “lei”, trascorsi i primi cinque minuti di onnipotenza, “lei” si percepirebbe delusa perché consapevole di trovarsi a fianco un uomo succube.

Le cosiddette attenzioni, che noi donne amiamo moltissimo, hanno valore solo se sono spontanee ed il solo fatto di chiederle è di per sé irrazionale oltreché umiliante. Inoltre, quand’anche a fronte di nostre lagnanze e patetici paragoni con i partner delle amiche, il nostro uomo, concedesse una coccola – inevitabilmente forzata – resteremmo ovviamente inappagate.  Da qui l’ulteriore e fin troppo noto rimbrotto: “l’hai fatto solo perché te l’ho chiesto”.

Troppo spesso, molte donne, hanno la presunzione di considerare gli uomini – tutti – con astiosa sufficienza. Desidero pertanto sottolineare che “Uomo” non è sinonimo di “insensibile/imbecille”!!

Oltre all’inapplicabilità oggettiva ed irrispettosa del concetto di generalizzazione, alcune – le irriducibili – ritengono che solo “cantando le loro lodi” al partner ed abbandonandolo “per finta”, questi possa riflettere sul valore che esse stesse impersonano. Come se già questo non fosse sufficiente a generare la reazione opposta, com’è possibile pensare che lasciando un uomo che non comprende e/o non reputa le nostre caratteristiche personali un valore irrinunciabile, ci rincorra?

Un abbraccio!

Daniela Cavallini