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“La neve aveva ripreso a scendere in quella strana notte che parlava di passato, una notte che poteva non avere un domani, ma nel silenzio che colorava di bianco i pensieri, noi due facemmo l’amore. Per lei era la prima volta. Per me era un ritorno a casa.”

Con una narrazione fluida, moderna, attenta e riflessiva, l’autrice Stefania Convalle, ci porta a scoprire Una straordinaria solitudine, un romanzo emotivo che cattura l’attenzione del lettore, coinvolgendolo nella storia.

Incontriamo Stefania Convalle

Benvenuta nel nostro Magazine. Ci parli del suo romanzo: Grazie mille. “Una straordinaria solitudine” racconta di una storia d’amore, degli imprevisti della vita, della sua imprevedibilità. In questo caso due donne, Sophie e Maryanne sono le protagoniste femminili e ci insegneranno che l’amore vero, a volte, è mettere sé stessi al secondo posto. Victor, il personaggio maschile, racchiude quel pensare al maschile, ma c’è spazio per la sensibilità, per la delicatezza d’animo che diventa uno dei protagonisti. E poi Marta, un personaggio secondario, ma fondamentale, che incarna la saggezza, quella che arriva con gli anni. Nei miei romanzi c’è sempre una figura che ha questa funzione, perché sono convinta che se riprendessimo ad ascoltare coloro che appartengono alla terza età, il mondo girerebbe meglio.

C’è una scrittrice o uno scrittore che considera il suo mentore? Uno in particolare non c’è. All’inizio ho sposato il modo di narrare di Isabel Allende, l’ho sempre trovato coinvolgente, pieno di cuore ed emozione, e con quella parte esoterica che un po’ mi appartiene e che spesso inserisco nei miei romanzi. Ora credo di aver sviluppato uno stile tutto mio, riconoscibile da chi mi gravita intorno. Mi piace leggere di tutto e sicuramente la lettura, per me, è diventata una sorta di studio. Nelle opere di ogni scrittore c’è qualcosa da imparare o che ci può ispirare.

Spesso ci si lamenta che oggi si legge troppo poco. Fra videogiochi, televisione e internet si ha sempre meno tempo per la lettura. Quale è il suo pensiero sui lettori di oggi? Credo che ci siano più lettori di quanto si pensi. è vero anche che i social, in questo senso, portano via tempo alla lettura. Per esempio, se prima si leggeva qualche pagina in treno, ora è più facile vedere gente al cellulare. Però credo che chi ama la lettura, rimanga fedele a questo stupendo mondo-

In che stato si trova la letteratura italiana oggi? Vede delle mancanze rispetto al passato, trova che ci siano delle fioriture interessanti? La letteratura italiana, purtroppo, al giorno d’oggi non naviga in buone acque. Si è perso il senso dell’editore che cerca il talento. Ora si cerca il business, più che mai nelle grandi realtà editoriali. Allo stesso tempo sono fiorite piccole case editrici a pagamento, dove chiunque può pubblicare e ogni giorno escono opere che, a mio giudizio, dovrebbero restare nel cassetto. In mezzo ci sono le piccole case editrici free, dove l’editore è mosso dalla passione e non dal denaro, e cerca il talento, come faccio io. Ecco, credo che il futuro dell’arte risieda proprio lì. E forse anche la speranza di invertire la rotta di un’editoria che è sempre più cinica e poco romantica.

Si parla spesso di “scrittura al femminile”, intendendo tante cose diverse, ma quanto la scrittura al femminile dà voce alle donne? La scrittura ha un grande potere, tra cui anche quello di dare voce alle donne e alla loro forza, come alle loro fragilità. Credo che le scrittrici possano davvero fare molto per aiutare altre donne. La scrittura può tentare di risvegliare le coscienze, sia dei lettori, ma anche di chi scrive, per una sorta di immedesimazione e illuminazione che è insita nella ricerca delle parole da posare su un foglio bianco.