Un presepe in riva al mare| di Giusy Pellegrino

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In un mondo sempre più sconvolto da guerre ed epidemie una luce non smette mai di brillare per noi, oggi come duemila anni fa.

A grandi passi ci stiamo avvicinando a quella luce esplosa dirompente tra le tenebre del mondo. La sacra rappresentazione della Natività ha assunto un ruolo fondamentale nella conoscenza della vicenda dell’incarnazione del “Figlio dell’Uomo” sulla terra, assumendo nell’arco dei secoli, varie sfaccettature e riadattamenti.

Il primo a raccontare la nascita di Cristo in una mangiatoia a Betlemme fu San Francesco d’Assisi, che a Greccio in provincia di Rieti, nel 1223, rievocò la venuta di Cristo organizzando una rappresentazione vivente di quell’evento.

Secondo Tommaso da Celano, in quel periodo, il “Santo di Dio” conobbe un giovane nobile concittadino di nome Giovanni a cui disse: «se desideri che celebriamo a Greccio la presente festa del Signore, affrettati a precedermi e prepara diligentemente quanto ti dico. Voglio infatti far memoria del Bambino che è nato a Betlemme e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come adagiato in una greppia e come fu posto sul fieno tra il bue e l’asino».

Con gli occhi di Giovanni, “uomo virtuoso”, Celano descrisse lo straordinario evento: «vedeva un Bambinello che giaceva nella mangiatoia e vedeva il Santo di Dio (San Francesco) avvicinarglisi a destare quel bambino come dal torpore del sonno» e a questo vi seguirono altri segni miracolosi: gli animali da pascolo, nutrendosi con il fieno della mangiatoia, guarirono da tutte le malattie e le donne che si trovavano in difficoltà per partorire, ponendosi addosso il fieno, riuscirono a dare alla luce il loro bambino.

Il presepe vivente di Greccio aprì la strada a una tradizione molto sentita in tutto il mondo e in Sicilia sono numerosi i piccoli paesi che in questo periodo dell’anno mettono in scena, lungo le loro strade, la rappresentazione della Natività sfruttando quelle che sono le peculiarità del proprio territorio e le rispettive tradizioni popolari come, ad esempio, gli antichi mestieri quasi del tutto scomparsi.

Il Gruppo “Noi con Voi” della Parrocchia Maria Ss. Del Lume con accanto il loro padre spirituale p. Vincenzo Buscemi, pur ponendosi in continuità con la tradizione dei presepi “viventi” siciliani, ne cambiano la prospettiva: Gesù nasce in riva al mare nel Borgo Incantato di Porticello posto tra Solanto e Sant’Elia, in un presepe ambientato su una barca dove troviamo San Giuseppe nell’atto di accogliere sull’imbarcazione un migrante in mare.

«La lampara con la Natività rappresentano il simbolo di accoglienza e di salvezza verso il migrante naufrago che non perde mai la speranza e va in cerca di un mondo migliore da quello che si lascia alle spalle».

Come un flashback  mi torna in in mente una notizia uscita qualche giorno fa, avente come  soggetto proprio una nascita…ma sul mare: la Geo Barents, alla deriva nel Mediterraneo tra la paura e lo sconforto generale, diventa metaforicamente la mangiatoia del piccolo Alì che, con la sua nascita, ridonando la speranza ai suoi compagni di “sventura”, alla sua mamma e ai suoi fratellini.

Attorno al presepe allestito in piazza Trizzanò  vi è un fitto cartellone di eventi “pensato per rendere piacevoli le festività natalizie” unendo insieme la parte ludica destinata ai piccoli “angeli della terra”, come li definisce Katia Balistreri nella sua presentazione dell’evento, alla “valorizzazione della tradizione locale al momento spirituale del Natale come momento di gioia in cui Dio ha deciso di mostrare il proprio amore per l’umanità mandando in dono il proprio figlio”.

L’iniziativa, denominata Natale d’A Mare, ha preso avvio l’8 dicembre e durerà fino al 6 gennaio 2023.

Giusy Pellegrino

D’A mare
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Laureata triennale in scienze storiche, nel 2017 si specializza col massimo dei voti in studi storici, antropologici e geografici con una tesi di storia medievale locale dal titolo "la spiritualità femminile nel XV secolo: l'esempio di Eustochia Calafato e il Monastero di Montevergini di Messina". Allieva dei docenti più illustri della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo tra cui possiamo annoverare Salvatore Fodale, Pietro Corrao, Patrizia Sardina, Maria Concetta di Natale e Daniela Santoro relatrice ed esempio importante per la sua formazione storica. Nel 2012 inizia il suo percorso in ambito turistico con l'acquisizione della qualifica di organizzatore di itinerari storico, artistici e culturali che la porta a svolgere un periodo di stage presso l'ex ufficio turistico della Provincia di Palermo e, nel 2019, acquisisce la qualifica di tecnico dell'accoglienza turistica. Attualmente è operatrice museale e referente storica del Complesso del Gesù di Casa Professa a Palermo per cui ha curato, insieme alla collega storica dell'arte Conny Catalano, la guida del museo e l'introduzione storica del progetto editoriale sulla presenza degli esercizi spirituali nell'arte della Chiesa del Gesù scritto in collaborazione con importanti esperti nazionali e internazionali. Il suo motto è "la storia non va semplicemente scritta o letta ma vissuta".