L’individuale differente stratificazione sociale si ripercuote nella coppia? | di Daniela Cavallini

0
275
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 

Se è incontestabile che il classico schema culturale associa un “lui” facoltoso e di potere ad una “lei” bella ed affascinante, è pur altrettanto ovvio adeguarsi all’evidenza  dell’eterogenia. Eterogenia che tutt’oggi desta perplessità, soprattutto se è la donna ricca e potente ad innamorarsi di un uomo modesto.

In funzione della consapevolezza che lo standard del tenore di vita possibile non è solo ed esclusivamente di livello elitario, nei casi in cui tra due persone vi sia un constatabile divario socioeconomico e culturale, ritengo indispensabile verificare obiettivamente, scevri da buonismo da parte del/la più abbiente e da eccessivo orgoglio  dal canto del/la più disagiato/a, se questo fattore è superabile o bloccante. Di seguito, alcune riflessioni.

So bene che qualcuno potrebbe asserire che se ci si ama queste cose non contano. Tuttavia, se il mio lato romantico è assolutamente condiscendente, quello razionale mi esorta a contrastanti riflessioni. Penso, banalmente, nel caso il rapporto s’intensifichi, al disagio di un lui “socialmente importante”, contestualizzandolo in una cena con colleghi organizzata  in un ristorante raffinato, accompagnato da una donna carina, ma con un look inelegante  e naif nel modo di porsi.

Richard Gere in Pretty Woman, è un esempio eclatante, ma non dimentichiamoci che inizialmente lei, Giulia Roberts, era una professionista, pagata per accondiscendere ai desideri di lui.  Certamente, per quanto riguarda il look, la signorilità di lui può sopperire porgendole uno splendido pacco dono contenente un vestito completo di accessori, esclamando ammirato “tesoro sei stupenda e non vedo l’ora che tu possa indossare questo abito che su di te mi farà impazzire. Vorresti metterlo per me questa sera?” Se lei accetta di buon grado, e non per occasionale opportunismo, è per lui possibile proseguire aiutandola nella crescita e  non solo estetica, ma…  qualora lei rifiutasse? “Cenerentola”, povera, ma intelligente ed orgogliosa, potrebbe non gradire la dietrologia intrinseca nella generosità di lui e, percependosi inadeguata, non accettare la forzatura.  Dubito che lui sia disponibile alle prevedibili mortificazioni da parte delle sue abituali frequentazioni.

E quando è la donna bella, ricca e potente ad innamorarsi di un uomo modesto?  Per quanto lei possa essere animata dalle migliori intenzioni, l’orgoglio maschile, costantemente sottoposto ad imbarazzo costrittivo di fronte al di lei disinvolto pagamento di ogni conto, non credo impiegherebbe molto nel manifestarsi,   rigettando così, la situazione, dunque leioltre ai cadeaux donatigli – percependo a torto o ragione l’analoga dietrologia sopracitata. La situazione è ancora più complicata e frustrante per entrambi.

Lei, nella sua buona fede e signorilità, si chiede dove ha sbagliato – “non sapevo più cosa fare per lui, per dimostrargli il mio amore, l’ho riempito di attenzioni, regali costosi, quando uscivamo pagavo tutto io per non metterlo in difficoltà… a letto facevamo faville, ma visto che mi ha lasciata senza un motivo valido, evidentemente non riesco ad interessare neppure uno così, sono un fallimento, ecc.”.

In realtà, lui, Il motivo valido ce l’ha, per quanto apparentemente paradossale, è insito nell’eccessivo prodigarsi di lei che lo fa sentire inadeguato.

Se i tempi moderni hanno obtorto collo (quasi) sdoganato ataviche riserve correlate al dislivello socioeconomico, l’uomo che per l’ istintiva, intrinseca, tendenza al soddisfacimento dei desideri della sua donna, ne percepisce costantemente  mortificata l’autostima.

È evidente che il problema si delinei ben più ricco di sfaccettature rispetto a quanto possa apparire; tuttavia, se è vero che “al cuor non si comanda”, credo nell’offrirsi una possibilità – non fosse altro che per non avere rimpianti –, ma consapevoli delle dinamiche che interagiscono e preparati nel riconoscerle e, per quanto possibile, ovviarle.

È fondamentale che attraverso la  sensibilità individuale, si crei uno stile di frequentazione complice e, soprattutto, minimizzante verso tutto quello che non è possibile avere, in favore di una disinibita e reciproca esternazione dell’essere.

Nel caso si decida di trascorrere un  fine settimana insieme, prescindendo dal galateo e dalle condizioni economiche di lui, elevate o modeste che siano, ritengo sia apprezzabile agli occhi di un uomo che al ristorante,  lei, in un momento non sospetto, con la più femminile delle scuse, leggi incipriarsi il naso, si rechi alla cassa e lasci la propria carta di credito. Al momento in cui lui chiederà il conto al cameriere, sarà l’ eloquente sorriso di lei…  ad essere impagabile.

Bandite volgari negoziazioni sulla suddivisione del conto! Squallide le richieste di “fifty fifty” da parte di lui. I tempi moderni non sono un pretesto valido per venire meno all’eleganza. Se due persone sono garbate e non profittatrici, non hanno bisogno di ricorrere a desolanti puntualizzazioni.

Un abbraccio

Daniela Cavallini