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Oggi incontriamo Marilena Brassotti Ziello classe 1992. Nonostante i suoi studi l’avessero avvicinata al mondo della psicologia, sceglie di proseguire il percorso di formazione in ambito editoriale iniziando a soli ventidue anni. Prima editor, poi consulente editoriale e infine agente letterario. Fonda l’agenzia il 2 Gennaio 2019 ed è il primo passo di una lunga serie di sogni che si realizzano, fatti di carta e inchiostro. Agente letterario, Editor, Ghostwriter, Caporedattrice di Real Inside Magazine, Editore di Zeta Magazine. Tra gli autori da lei rappresentati dal 2019 figurano: Stefano D’Orazio, Luca Arnaù, Marina Rei, Cristina D’Avena, Maurizio Sorge, Settimio Colangelo, Max Cavallari e molti altri.

Diamo il benvenuto in Mob Mag a Marilena Brassotti Ziello una giovane agente letteraria. Buongiorno Marilena, in cosa consiste il suo lavoro? Carissimi, piacere di conoscervi e conoscere la vostra splendida realtà. Il mio lavoro consiste nello scoprire e “scovare” nuovi talenti nel panorama editoriale italiano. Scrittori che possano dare nuove linee, contributi e storie all’editoria. A partire da dicembre 2022 (piccola anteprima) sono stata fuori Italia poiché il mio lavoro quest’anno si focalizzerà per il 40% sull’estero. Inauguriamo proprio il 2023 difatti con nuove collaborazioni internazionali.

Quali sono le influenze che la società odierna può riversare nella scrittura? Sicuramente è sempre più incisivo l’intervento di tematiche attuali negli scritti. Mi capita di leggerne molto spesso ed è incoraggiante che in un certo senso, ogni scrittore, voglia in un qualche modo “raccontare con riflessioni e spunti” con chi legge questo nostro tempo presente. Non nascondo la mia necessità di prendere in considerazione questi lavori (soprattutto quelli scritti davvero molto bene) per proporli alle Case Editrici. Credo che alcuni di essi avranno validità editoriale anche tra dieci o vent’anni, stiamo dando ai lettori futuri una chiave e una testimonianza di quello che accade oggi e di cosa sta cambiando. Ragion per cui è sempre più minuzioso il lavoro che faccio nella scelta di cosa può e/o non può rappresentare Brassotti Agency. La qualità prima di tutto.

Lei è una giovane imprenditrice nel settore editoriale, ma c’è qualcuno o qualcuna che considera il suo mentore? Alla soglia dei trentun anni mi conforta che qualcuno mi reputi giovane. Lo sono, effettivamente, ma ho iniziato giovanissima nel mondo editoriale. Già a soli ventidue anni mi dividevo per lavoro tra Napoli, Roma e Bari. A Bari in particolare lavoravo per una stamperia e mi piaceva moltissimo sentire il profumo dei libri appena stampati. Come nasce un libro “fisico” mi ha insegnato ad averne rispetto e cura. Mentre, più che mentore è un’ispirazione continua. L’ho conosciuta nel 2016 alla presentazione di uno degli autori della sua agenzia. E’ anch’essa un’agente letterario con un’agenzia tra le più forti in Italia. Ecco, mi ispiro a lei e a tanti altri colleghi con i quali spesso dialogo su tematiche editoriali. Sono sempre aperta a collaborazioni e confronti che possano arricchire la mia visione sull’editoria.

Si parla spesso di “imprenditoria al femminile”, intendendo tante cose diverse, ma quanto l’imprenditoria al femminile dà voce alle donne? Lo scorso ottobre ho letto un dato mortificante, in tutto il mondo sono poche le imprenditrici di successo e in Italia siamo solo il 20%. E’ un dato preoccupante. Cè ancora molto da fare per potenziare l’imprenditoria femminile. Lo scorso anno il governo italiano ha stanziato 200 milioni di euro proprio per sostenere l’imprenditoria femminile. La forza lavoro mondiale è composta più da uomini che da donne e le lavoratrici, a parità di mansioni, guadagnano meno dei lavoratori. Quanto alle donne che fanno impresa, paradossalmente in Europa e in Nord-america la situazione è peggiore che in Asia, dove in alcuni Paesi le imprenditrici sono più numerose degli imprenditori.  L’Italia è in linea con il resto dell’Occidente: soltanto un’attività imprenditoriale su sei è guidata da una donna. Nelle startup, a livello mondiale, la situazione non è diversa: negli Stati Uniti, terra di innovazione per eccellenza, il 71% non ha donne nel board e il 57% non ne ha nella cosiddetta C-Suite, le posizioni di vertice. Va meglio, invece, in Cina e Gran Bretagna. Non abbiamo ancora abbastanza voce poiché bisognerebbe intervenire non solo con investimenti al femminile ma garantendo invece una assunzione continua nelle aziende con numeri al pari di quelli maschili.

Quali sono le difficoltà che ha incontrato durante il suo percorso lavorativo? Sono state diverse. In primis c’è sicuramente la NON conoscenza del mondo editoriale da parte di alcuni autori che approcciano (o scrivono per puro hobby) a questo mondo senza comprendere che tante professioni come la mia (o affini), lavorano e mettono al loro servizio le competenze acquisite negli anni di studio, gavetta ed esperienze lavorative. C’è stato poi un momento in cui ho dovuto chiarire che un’agenzia letteraria non lavora in modo imminente. C’è un tempo dedicato all’editing del testo in cui l’autore lavora insieme ai nostri professionisti in agenzia. Un tempo dedicato alla lettura e al controllo qualità svolto dai nostri collaboratori con la compilazione della scheda di rappresentanza da parte mia. Un tempo per la rappresentanza stessa presso le CE. Infine, un tempo dedicato ai responsi delle CE dopo le valutazioni. Lavoriamo almeno con nove mesi di anticipo ma spesso ci classificano “lenti”. Ma io, non amo correre e bruciare opportunità che solo la giusta strategia nel rappresentare un testo porta ad un grande risultato.

Eppure se domani un autore dovesse pubblicare con una piccola, media o grande Casa Editrice con un profilo di attività (e tempistiche) giusto (escludo le CE a pagamento che possono permettersi di pubblicare un autore il mese successivo dalla firma del contratto) – si attendono le stesse tempistiche per la pubblicazione. Momento in cui di certo noi in agenzia non giriamo i pollici, ma siamo già pronti a mettere in campo il nostro ufficio stampa. La mia risposta quindi sarà sempre: Sì, alla lentezza, all’attenzione, all’amore per i libri. Un editor che consegna velocemente un testo in due giorni, probabilmente non ha lavorato con l’attenzione con cui lavorano i nostri editor in Brassotti Agency. L’editing è una fase importante che necessita di condivisione e dialogo tra le parti, esattamente come la rappresentanza. Esattamente come la promozione, motivo per cui il nostro ufficio stampa lavora con sessanta giorni di anticipo sulla data di uscita del libro. Non siamo mai impreparati.

Cosa vuol dire, per un autore, avere un agente letterario: Avere un agente letterario è sapere che c’è una persona che lavora per il tuo testo. Che lo studia e ne mette fuori i punti di forza anche in termini di potenziale commerciale. È sapere che si occupa del tuo libro in fase di rappresentanza ma anche post pubblicazione dell’opera e abbraccia in pieno i progetti che da esso possono dipendere: vendita dei diritti di traduzione all’estero e di quelli per l’audiovisivo. Sempre più piattaforme come Amazon, Netflix, sono interessati e sempre alla ricerca di storie interessanti per la creazione di contenuti audiovisivi. Un’agente letterario deve stare al passo coi tempi e restare aggiornato sulle evoluzioni dell’editoria e dell’audiovisivo in Italia come per l’estero.

Progetti per il 2023? Diversi. Quest’anno lanceremo finalmente i lavori per cui abbiamo lavorato sodo nel 2022. Alcuni li lanceremo a breve, altri nella seconda parte del 2023. Parlo di progetti letterari come di progetti per traduzioni e altro ancora... Amo però parlarne nel dettaglio quando “posso”. Voglio ringraziare per queste ulteriori tappe conquistate la mia squadra che ne è parte fondamentale. Ci ha creduto e ha camminato insieme a me senza aver “fretta”. Con loro mi auguro di collezionare ancora molti momenti di crescita professionale e umana. Sarà un 2023 impegnativo ma bello.