“Mostra Forme” di Giuseppe Cuccio al “Tao Christmas Fest 2022”

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“Tao Christmas Fest 2022”. La rassegna accende i riflettori anche sulla scultura con la “Mostra Forme” di Giuseppe Cuccio. Esposizione sino al 6 gennaio con ingresso libero dalle ore 10.00 alle 16.00 – Casa del Cinema a Taormina. La rassegna promossa ed organizzata dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo, con la consulenza tecnica ed artistica della Fondazione Taormina Arte.

torso maschile travertino cm.200.

La rassegna “Tao Christmas Fest 2022”, promossa ed organizzata dall’assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, con la consulenza artistica e tecnica della Fondazione Taormina Arte, rivolge lo sguardo anche all’arte. Un cartellone ricco di attività, per la seconda edizione del festival realizzato all’interno del più ampio “Taormina Winter Festival”. L’ingresso agli spettacoli e ai singoli eventi è libero sino ad esaurimento dei posti. Il “Tao Christmas Fest 2022accende così i riflettori anche sulla scultura con la Mostra Forme di Giuseppe Cuccio realizzata presso la Casa del Cinema, in Corso Umberto n.61 a  Taormina. La mostra si protrarrà sino al 6 gennaio e si potrà visitare dalle ore 10.00 alle ore 16.00. Sulla iniziativa interviene il sovrintendente, arch. Ester BonafedeCos’hanno in comune una scultura classica, una cattedrale gotica, un dipinto di Leonardo, una tragedia moderna, una poesia romantica, una melodia per pianoforte e un film d’azione? Tutti questi elementi condividono la caratteristica sostanziale di appartenere ai diversi ambiti di un concetto che ha accompagnato da sempre l’umanità come sinonimo di espressione in continuo sviluppo: l’Arte. Potremmo definire l’arte in generale come l’essenza di un determinato periodo storico, che riassume in sé la cultura e le idee dell’epoca; oppure, al livello del singolo, come la manifestazione di una particolare visione della realtà, in ogni caso l’arte ha avuto sempre un ruolo di primo piano nella nostra storia. Platone è convinto che l’arte non sia altro che “copia” del mondo delle idee in sé già presente nei modelli originari della realtà, dell’Iperuranio perfetto e insuperabile. L’arte è allora mera imitazione, un tentativo di rappresentare la realtà che va oltre la nostra immaginazione pretendendo di raggiungerne la completezza dell’idea. Per la scultura in particolare, spetta all’ artista fare emergere dalla prigione in cui è racchiusa l’idea e liberarla dalle sue forme in eccesso, secondo un ideale di armonia e compostezza. Cosi avviene nelle “Forme” di Giuseppe Cuccio in cui la scultura diviene simbolo di un’umanità che cerca di avvicinarsi a Dio per raggiungere la bellezza attraverso una duratura meditazione ed aspirazione all’infinito Come afferma Schopenhauer l’opera d’arte, in una condizione al di là del tempo e dello spazio, è un mezzo per acquisire la conoscenza e la realtà, quest’ultima secondo il pensatore è il nesso tra la volontà e la rappresentazione. L’arte in tal senso diventa una fuga, via d’uscita alla precarietà degli eventi. Per Schopenhauer l’artista libera momentaneamente la realtà dal condizionamento della volontà e conseguentemente l’esperienza estetica diviene contemplazione e coltivazione dell’idea. Su tutto domina l’intuizione, la quale è del tutto estranea al pensiero razionale e classificatore che domina in filosofia e nelle altre scienze. La rappresentazione nelle opere di Cuccio consiste prima di tutto nell’esperienza della contemplazione, delle idee e nel superamento dello stato di individualità. L’artista riesce a cogliere, tramite l’intuizione, l’idea riuscendo a trasmetterla attraverso la sua opera. Per Schopenhauer, tra le due grandi categorie dell’estetica: il bello e il sublime, il bello afferma che ogni cosa è di per sé bella in quanto è oggettivazione di un’idea, e la forza e la capacità dell’artista stanno nel cogliere l’idea trasfigurandola in ogni opera d’arte tranne che nell’architettura, che ha il difetto di essere sottomessa a dei fini pratici e che pertanto funziona, dal punto di vista artistico, laddove riesce a creare l’assoluta armonia nelle parti dell’opera. Dopo l’architettura per Schopenhauer viene la scultura che, secondo il filosofo, rappresenta i due elementi più rilevanti: la bellezza e la grazia, che si rivelano nell’ artista tramite l’intuizione ed il genio. Dopo la scultura si collocano la pittura e la poesia ed è attraverso queste espressioni che l’artista cerca di cogliere l’idea e rappresentarla nell’opera d’arte. L’arte somma per Schopenhauer è tuttavia la musica, che differisce completamente nella natura rispetto a tutte le altre arti perché non imita l’idea, non si ispira a questa, ma si colloca sullo stesso piano dell’idea poiché è direttamente espressione della volontà e pertanto si colloca al di sopra di tutte le altre arti; cosicché’ le pagine che scrive Schopenhauer sulla musica la descrivono come linguaggio universale, comune a tutti i popoli.  Schelling, filosofo idealista del primo Ottocento, considera l’arte come una delle più alte forme di conoscenza che aiutano l’uomo a comprendere meglio la struttura del mondo e definisce l’arte “l’organo della filosofia”.  Credo che l’arte nelle opere di Cuccio, alla fine, sia questo: una summa di intenti che diventano realtà grazie al lavoro di un individuo che abbia fatto germogliare in sé il seme di ciò che ci distingue dalle altre specie e che, sebbene indefinito e mutevole, sentiamo e sentiremo sempre come la radice stessa della nostra umanità. Da quando esiste l’uomo la scultura è la forma d’arte più antica, lo dimostrano i ritrovamenti raffiguranti le madri e le veneri preistoriche. Se è vero che per scultura si intende la principale tecnica di rappresentazione del mondo esterno, o meglio di creazione attraverso l’uso plastico di un materiale che viene modellato, sia esso scolpito, plasmato, fuso o ottenuto dalla saldatura di pezzi metallici o dall’aggregazione di materiali diversi tridimensionali, nell’ opera di Cuccio questa vocazione è sempre esaltata. I materiali utilizzati dall’autore sono quelli classici, caratterizzati dalla durata nel tempo, come il bronzo, la pietra e la terracotta ecc. Il senso del tempo che scorre, apparentemente fermato nella materia, fa di Lui un autore visionario, per alcuni versi onirico, un artista che fa semplicemente il suo mestiere, che non cerca d’imitare i pensatori, pur essendo un filosofo lui stesso.  Così la scultura, suo ambito specialistico, assume per l’autore il significato di “arte del levare” e non dell’aggiungere. Esempio assoluto ed ispiratore di questo pensiero, Michelangelo il quale ogni volta che scolpiva tentava di trarre l’idea dal marmo stesso, avendo visione dell’opera finita in sé già presente nella materia prima. Per la Sua scuola di pensiero, spetta allo scultore fare emergere dalla prigione in cui è racchiusa l’opera d’arte, liberarla dalle sue forme in eccesso, levigarla secondo un ideale di armonia e compostezza. La scultura anche per Giuseppe Cuccio, diventa simbolo di un’umanità che cerca di avvicinarsi a Dio e che, nonostante la sua finitezza ed imperfezione, lotta con fervore eroico per raggiungere la bellezza ed in particolare, egli si propone come messaggero tramite i suoi lavori di un’idea, un concetto, un modo di pensare che attraverso la tradizione del figurativo arcaico, si fa portatrice dell’antica sapienza del Mito. La Mostra è un percorso, un cammino che ci consente di scoprire e di vedere affiorare, il registro espressivo di Giuseppe Cuccio, giocato nell’intensa e contenuta antologia scultorea, intrisa di commozione e melanconia”. Per il sindaco di Taormina Mario Bolognari “Taormina Arte ritorna. Questo potrebbe essere il titolo semplice, ma efficace di questa mostra di Giuseppe Cuccio. Quando fu concepita, infatti, Taormina indicava il luogo privilegiato per la rappresentazione dell’arte, mentre Arte indicava la assenza di confini nella concezione di qualsiasi forma d’arte. Nel 1983, quando nacque Taormina Arte, ci si era posti il problema di accorpare precedenti rassegne, festival e raduni che riguardavano il teatro, il balletto, il cinema e la musica; tuttavia, il chiaro disegno era di estendere alle arti figurative, alla letteratura e a ogni altra espressione dell’ingegno umano l’attività di Taormina Arte. Nel tempo questa originaria vocazione, anche per ragioni finanziarie, si è ristretta, mettendo in discussione la sua stessa esistenza e la sua capacità di proiezione verso il futuro. Con questa mostra probabilmente quella vocazione ritorna. A nome della Città di Taormina devo salutare l’evento con entusiasmo. Al di là di queste considerazioni di carattere generale, però, devo anche esprimere il mio apprezzamento per il lavoro del maestro Cuccio, originale e armonioso. Un lavoro che è attribuzione do senso, quell’attività simbolica che soltanto l’uomo è capace di espletare. Un lavoro che plasma, toglie, aggiunge, modifica, crea, sempre con l’obiettivo di dare senso alle cose. Per raggiungere un proprio dilemma interiore? Una dimensione divina? Un teleologico umano? Come sempre, il non detto resta nell’espressione artistica la forma più alta di interpretazione della realtà materiale o spirituale. La scultura, antichissima forma d’arte, capace di intimidire gli uomini, di renderli più forti e di creare feticci sociali, senza che tra queste tre finalità ci sia mai stata contraddizione, è probabilmente il “non detto” più spiazzante, angosciante e drammatico che l’uomo abbia saputo elaborare”.

Cenni biografici: Giuseppe Cuccio conseguito il diploma dell’Accademia di Belle Arti nella sezione scultura, oggi è docente per la materia Discipline Plastiche e Scultoree presso il Liceo Artistico “Damiani Almeyda” di Palermo. Ha realizzato diverse mostre personali in musei, fondazioni e gallerie pubbliche e private in Italia e all’estero, tra i diversi riconoscimenti è stato premiato a Milano “artista dell’anno 2009” (Premio delle Arti Premio della Cultura). La sua ricerca espressiva è comprensiva della scultura della pittura e del disegno. Sue opere sono in dotazione in collezioni private ed in musei. Lo scultore vive ed opera tra Palermo e Milano.

Il Tao Christmas Fest 2022 prosegue con una intensa attività che vede protagonisti la musica classica, jazz, swing, colonne sonore, canti e melodie tradizionali. Mentre una sezione sarà dedicata al cinema, alla fotografia, alla poesia, gli spettacoli di prosa e le contaminazioni tra le arti.  Peculiarità della iniziativa è il coinvolgimento di relatori di primo piano, intellettuali e politici per una offerta culturale di ampio respiro e rivolta a tutte le fasce di pubblico: famiglie, studenti, appassionati e neofiti. La manifestazione nasce dunque allo scopo di incentivare l’attrattività esercitata dalla Città di Taormina anche in periodo invernale al fine di sviluppare attraverso gli eventi strategie di turismo sostenibile e soprattutto destagionalizzazione dell’attività turistica, offre, per il periodo del Natale, al turista che arriva in Sicilia, un’esperienza unica ed emozionale.