‘Nembutal’, di Antonio Giugliano, un romanzo che parla di salti temporali e molto altro

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ll protagonista , Antonio Galiero, commissionato da una certa Nico Trezza, un giorno, incontra un conoscente che pensava morto, tale Lucantonio Del Prete detto Tonino, che gli propone di entrare nell’Entità, il servizio segreto del Vaticano. Quando accetta, viene convocato dal capo sezione, il vescovo Aloisi Fringi, che afferma di avere quattrocentocinquanta anni e che gli rivela un segreto inconfessabile: il vero Papa è Pio V, mentre Jorge Bergoglio è un impostore che dev’essere spodestato. Nembutal è un viaggio surreale nella vita di un uomo astuto e intelligente, tra oscuri personaggi e situazioni che sfiorano il grottesco. Tra il passato che si manifesta in forme sempre diverse e il mistero che alla fine si svela, ma mai completamente, perché tutto il vero è falso e tutto il falso è vero. E la storia verso l’imprevedibile può ricominciare.

Accanto ai numerosi personaggi, si staglia la figura di Cars. Attraverso di lui ci troveremo a bordo di un’auto il cui inseguimento non ha nulla da invidiare alle pellicole del grande schermo. Il dottor Cars e il protagonista, attraverso una serie di eventi, percorreranno un varco che appare come un limite temporale, che se attraversato permea il tempo e lo spazio.  I due si troveranno avanti nel tempo, in un luogo sconosciuto, molto lontano dal posto cui si trovavano precedentemente. Il loro sarà un viaggio entusiasmante, fatto di bar sciatti e oscuri, di paesi deserti e silenziosi, di salti nel vuoto e dialoghi divertenti. La figura del dottor Cars, altro non sembra, che una sorta di espediente letterario, attraverso il quale affacciarsi in una dimensione futura, dove le cose devono ancora avvenire, e dove c’è ancora il tempo per cambiare il corso del futuro e i titoli di coda.

Antonio Galiero, preso ormai da una serie di eventi, decide di prender casa nel luogo fulcro della sua missione. Sarà proprio questa casa il simbolo del legamento col passato. Lo scantinato, sembra infatti farsi palcoscenico di cose passate, di brutture, di grida, di sbagli, di eventi le cui soluzioni hanno posto le basi delle cose che poi sono realmente accadute. Lo scenario tetro e polveroso viene descritto dall’autore in maniera soddisfacente, catapultando il lettore in maniera vivida nel segreto di una scala spiovente, dentro i pochi metri quadri di un posto umido e sbarrato, all’interno di una vicenda dove un bambino piange e due persone adulte si urlano contro. Attraverso tale passaggio, il protagonista, sembra rivivere scene del passato, collegandosi in maniera profonda al suo inconscio e al suo animo bambino, ormai perso. La proiezione del passato prenderà la forma consistente di quello che è stato, proprio quando il suo defunto padre verrà fuori allo scoperto. Il suo non appare come un cadavere decomposto, quanto piuttosto una figura annerita proveniente da un mondo parallelo. Il dialogo tra i due sarà emozionante e lento, attraverso una serie di colpi e contraccolpi grazie ai quali è possibile conoscere il passato, e qualche pagina di presente.  L’incontro con un uomo proveniente dal “mondo dei morti” non prenderà mai le forme di un qualcosa di grottesco e disturbante, quanto piuttosto un momento emozionante, dove perdere di vista le paure e le domande, per lasciare spazio al sentimento di vedersi di nuovo. Attraverso il dialogo con suo padre, sarà possibile, altresì conoscere nozioni e squarci sparsi sulla vita post morte, su cosa fa chi attraversa la luce, dove andare, chi essere, e cosa rimane di chi non c’è più.

 

EDITORE: cento autori

GENERE: Narrativa

NUMERO PAGINE: 257

Anno di pubblicazione: 2022

 

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