“Vuoto” un libro di Ilaria Palomba, dove l’inconscio è in prima linea

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Siamo sulle coste bellissime del Salento, qui Iris, ragazza poco più che trent’enne, si accorge di avere un macigno sullo stomaco che l’accompagna da tutta la sua vita. Stanca di sentirsi in questa maniera, realizza che è giunto il momento di affrontare il suo inconscio. Qui farà a pugni con uno stupro adolescenziale mai superato, il turbolento matrimonio con suo marito, e l’amicizia simbiotica con il problematico Giulio.

L’amicizia con Giulio, ragazzo più giovane, è raccontata grazie a flashback e riflessioni. Il loro è un rapporto che in alcuni momenti sembra come messo in pausa, ma la loro complicità non sente i colpi del tempo, e sembra proprio ripartire laddove si era messo un segno di pausa. I loro discorsi sono fitti d’arte e nomi d’autori, le loro chiacchiere non appaiono mai involucri vuoti. Essi appaiono al lettore come due anime affini, o “menti siamesi” come afferma Iris: le loro scelte, le loro paure, le loro ambizioni, sembrano essere in qualche maniera speculari e affini, e malgrado la differenza anagrafica, entrambi sembrano essere parte di uno stesso gioco con la vita. Entrambi attraverso le stesse fasi: la paura dell’abbandono, l’attrazione per le cose estreme, fino al romanticismo autodistruttivo. Tale mix restituisce l’immagine di una coppia di amici irraggiungibile, il cui rapporto sembra sopravvivere anche al vuoto della morte. Come nel caso di Iris, anche per Giulio, trova compimento una frase di Poe: “i fantasmi da lui partoriti l’hanno divorato”, in una sorta di maledizione che sembra raggiungere e acciuffare chiunque faccia dell’arte il suo modo di vivere.

Il tema del lutto è raccontato in maniera decisa, senza lasciarsi ai falsi miti o alle considerazioni di circostanza. La morte raggiunge il lettore attraverso la sua mano forte e decisa, strappa le vite di chi punta, e porta via con sé chi non se lo aspetta, e chi al contrario sembrava non desiderare altro.

Le vicende si svolgono nell’arco temporale di un anno tra la Puglia, la Lucania e Roma. Il libro si divide nello specifico in otto sezioni, passando da un’estate all’altra, attraversando le stagioni di mezzo. L’ultima sezione invece, intitolata “Senza tempo” sembra sradicarsi dalle altre, prendendo il largo verso un finale inaspettato. Molte le citazioni interessanti, tra le opere più famose vi troviamo “Sutra del Loto X” il quale allude al desiderio della protagonista di avvicinarsi al buddismo. Il secondo è “tuono, mente perfetta”, il quale si rifà alla natura femminile. Per ultimo vi troviamo “menzogna romantica e verità romanzesca” di Renè Girard, il quale si rifà al desiderio triangolare.

Nell’opera della Palomba non è semplice seguire una linea temporale, poiché i fatti e le vicende si svolgono attraverso eventi veri, analessi, incubi, premonizioni e molto altro. Alcuni capoversi sono fatti di semplici pezzi di due o tre righe, i quali avvicinano il lettore a spazi temporali differenti.

Numerosi i flashback adolescenziali, della giovane, attraverso i quali l’autrice svela il trauma dello stupro mai superato avvenuto sullo sfondo di un caldo Salento.

 

 

EDITORE: Les Flaneurs Edizioni

GENERE: narrativa

NUMERO DI PAGINE: 288

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2022