2023… siamo ancora migranti | di Betty Scaglione Cimò

0
115
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 

Dopo una notte quasi insonne, alle quattro del mattino, eccomi pronta per affrontare una giornata che sarà senza dubbio una delle più stancanti degli ultimi anni.

Prima tappa aeroporto di Punta Raisi.

Quel mattino, dopo un imbarco spedito, mi ritrovo su un aeromobile dove la maggior parte dei passeggeri sono giovani. Accanto a me è seduta una coppia, entrambi non hanno più di sessant’anni in due. Dopo una decina di minuti, banalmente, chiedo se vanno a Milano per lavoro. La ragazza, con uno sguardo che anticipa la risposta, scuotendo il capo dice : – Si, stiamo andando a Milano, per essere precisa, in provincia, alla ricerca di un lavoro.-

Si ferma alcuni secondi e riprende : – La maggior parte delle persone della nostra età che si trova su questo aereo, sta lasciando la Sicilia per mancanza di occupazione. Alcuni hanno già un lavoro che li aspetta, altri sperano in una buona fortuna.

Il ragazzo, che era rimasto in silenzio, sporge il capo e con un filo di voce dice: -Sa signora, per molti di noi, su questo aereo muoiono i sogni e nascono le speranze.

monumento-emigrazione-445960.large

Non oso rispondere, non saprei cosa dire.

Arrivati a Linate ci accoglie un insolito tiepido sole e come sempre il caotico traffico di passeggeri.

Mi avvio lentamente verso il terminal, pochi minuti e mi dirigo al gate, quello dal quale salirò sull’aereo per Berlino. Per ingannare l’attesa siedo su un divanetto accanto ad una signora che toglie una grossa borsa per farmi spazio.

Un sorriso e subito attacca a chiacchierare:

-Viaggio di piacere o di lavoro?

– Di lavoro.

-Io sto andando a trovare mio figlio, sono anni che risiede con la famiglia in Germania, nella nostra terra non ha trovato lavoro, ma, a Berlino vive bene lavorando onestamente. Rimarrò con loro alcune settimane, poi tornerò nella mia Calabria.-

Guardo la signora e sorridendo dico:

– Io sono siciliana.

Dopo quella affermazione, la signora, inizia un racconto lungo fino all’apertura del gate.

Sull’aereo i miei vicini sono due distinti signori tedeschi che parlano poco e solo fra di loro.

L’atterraggio a Berlino -Brandeburgo avviene nel pomeriggio inoltrato.

Non scendo dall’aeromobile, rimango con una decina di passeggeri.

Dopo alcuni minuti, il vociare gioioso di alcuni ragazzi, entrati sull’aereo mi fa capire che manca poco per l’ultimo volo di quel lungo giorno.

Prossima ed ultima tappa: Bergen.

Cerco di sgranchire le gambe e lascio il mio posto. Subito mi accorgo che dietro di me sono seduti due giovani con una bimba e dall’ incarnato ambrato, intuisco che non sono dei nordici.  Uno scambio di sorrisi con la piccolina ed è fatta. Il giovane mi chiede : – Se mia figlia la disturba lo dica.-  -No, non mi disturba affatto.

La giovane mamma con espressione gioiosa esclama:

– Ma lei è italiana, anche noi lo siamo, anzi siamo siciliani, ma viviamo e soprattutto lavoriamo da anni in Svezia.

Dal portellino dell’aereo, già sceso di quota, si vedono i magnifici fiordi e le casette coloratissime, sto raggiungendo la mia meta finale,  questo lungo e faticoso giorno sta volgendo alla fine.

Tanti luoghi, tanta gente, una sola domanda: ma nel 2023 siamo ancora emigranti?

Betty Scaglione Cimò

Betty Scaglione Cimò