“Sicilia a Bologna”, dedicato ad Andrea Giostra | di Letizia Cucciarelli

0
403
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 

Primi anni ’80, il ticchettio dei tasti dell’Olivetti, il mio primo ricorso tributario sulla deroga al segreto bancario, un accertamento ad un elegante, paffuto e trasgressivo signore, con la faccia d’angelo che giocava d’azzardo, cliente dello studio di mio padre.

Papà appena morto drizzando una curva vicino a Sasso Marconi sull’autostrada del sole, quel giorno avrei dovuto esserci anch’io con lui.

In una mattina tranquilla entro nella stanza del Dottor G., all’Ufficio imposte dirette per discutere della pratica, mi siedo e rimango con la testa girata all’indietro ad osservare un piccolo quadro sulla parete bianca, deserta ed intrisa di fantasmi fiscali che improvvisamente abbandonano i muri.

Quella mattina parlammo di tutto tranne che della pratica, non riuscivo a staccare lo sguardo da quel quadro, iniziai la conversazione citando Matisse ed infine il Dottor G. mi rivelò esserne l’autore, non solo ma anche scrittore siciliano, correttore di bozze, vincitore di vari premi letterari, Taormina incluso.

Un volto serio, sagace, colto, appesantito da corposi occhialoni neri che circondavano palpebre severe sugli occhi scuri e la sua voce calda leggermente roca come molti siciliani, un uomo di mezza età che aveva intrapreso molteplici studi, due lauree e poi approdato alla pubblica amministrazione; nacque un’amicizia, una frequentazione inusuale, mi regalò un suo libro di poesie e venne a casa mia, conobbe mia madre e gli feci leggere un mio scritto sul colore verde che lui apertamente definì ingenuo.

In famiglia la Sicilia entrava abitualmente ospite alla nostra tavola, amici di mio padre, di mia madre, il chirurgo del Rizzoli che mise le placche sulla tibia ed il perone mia sorella la quale trascorreva d’estate lunghe vacanze nella villa dei Goddano ad Alcamo, la mia compagna di banco oltre a molti avvocati, i migliori ma, non tutti famosi come il Carnelutti ed ancora Licciardello, impiegato dell’Ufficio IVA musicista che suonava alla Buca delle Campane dove trascorrevo molte allegre e goliardiche serate cantando al karaoke, le mie fughe abituali serali da una casa svuotata dal grande amore per mio padre.

Nei miei primi 24 anni feci molte sculture di creta, raffiguranti cavalli, per questo mi colpì quel quadro con quei tre lunghi colli intrecciati come una sequenza del DNA, avvinghiati fra loro e colorati di rosso, blu e bruno, un vortice di passione di incontri proibiti che Freud avrebbe sicuramente attribuito ad una matrice erotica, dopo 40 anni lo ricordo ancora così.

Ero solo all’inizio delle mie avventure professionali di commercialista e la pratica dell’elegante e rubizzo biscazziere mi aveva portato a conoscere il Dottor G., letterato siculo che poi scoprii citato anche nella mia vecchia antologia delle superiori.

Nel 1983 dopo il mio primo viaggio in Sicilia rimasi colpita come da un raggio potente e feci una scultura di creta una specie di cono con un volto sovrastante molto scavato e spigoloso, ai lati panorami di colline e templi interrotti da una scala trasversale, stretta, ripida e scoscesa di origine inspiegabile, d’altronde nel mio recente passato la mia passione per Luigi Pirandello mi coinvolse in una tesina per l’esame di maturità, nella fine anni ’70 tormentati dagli eventi terroristici.

Tutto s’interruppe per il trasferimento del Dott. G. ad altra sede così pensai di regalargli quella scultura, andai da lui il giorno prima della sua partenza mi parlò della sua casa in Sicilia della sua posizione arroccata che comunicava col mare sottostante tramite una scaletta dai gradini incisi nella roccia.

***

Nella mia seconda vita altre avventure incredibili, dopo l’abbandono della mia carriera di commercialista mi ritrovo a Roma come artista, benevolmente accolta negli Effettisti da Francesca Romana Fragale che sempre ringrazierò e la conoscenza di Andrea Giostra.

LE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”

Vienna, Bergstrasse 19, la sala d’aspetto tinta di velluta rosso è più affollata del solito, entro affannata con la borsa a penzoloni dalla quale si affacciano, convulsi, un libro e gli oggetti più inutili che solo noi donne sappiamo custodire gelosamente, trasportandoli ovunque.

Mi accomodo nell’unica poltrona libera e lancio un’occhiata distratta al parterre di pazienti ancora in attesa, la faccenda si fa lunga.

Distrattamente risistemo la borsa ed estraggo il cellullare, come tutti gli altri d’altronde, isolati nel web ma vicini fisicamente in attesa del responso del Dott. Freud.

Dopo quasi un’ora, nessuno era uscito dalla porta sacra, annoiata ed alle soglie dell’irritazione, decido di risvegliare l’attenzione e stabilire contatti umani con gli altri che a dire il vero sembravano signori rispettabili, un po’ ammaccati ma niente affatto turbati né turbolenti che palesavano sicuramente maggior pazienza di me.

In effetti cominciai ad osservarli ed a notare un aspetto stantio che li accomunava per le desuete fogge del loro abbigliamento, giacche decisamente demodé che odoravano di naftalina, scure e vissute in chissà quale noiosa famiglia della Mitteleuropa decadente.

“Buon giorno a tutti, mi presento, scrivo per diletto di arte e cultura, sono una viaggiatrice molto curiosa e m’interessa la psicologia, voi cosa ne pensate?” .-  All’improvviso come se fossero telecomandati i distinti signori alzano lo sguardo, depongono il cellulare ed estraggono dalle loro palandrane un testo identico: le Novelle Brevi di Sicilia di Andrea Giostra. Esordisco divertita e sorpresa: – “ma non sarete mica venuti qui per il mio stesso motivo?”.

Solo in quel frangente trasalisco guardando i loro volti, Leonardo Sciascia, Giovanni Verga e Luigi Pirandello, non era un caso, erano riuniti per una delle mie solite interviste impossibili!

Ecco, ora ho capito tutto, come direbbe Jung, non esistono coincidenze perché queste novelle scritte da uno psicologo siciliano ed effettista avevano bisogno di una sede aulica ed indiscutibile per essere sviscerate nel profondo e la sola presenza di Sigmund, che se n’è ben guardato di inserirsi nella conversazione che ne è poi seguita, conferiva al contesto la giusta, pertinente e ben meritata importanza.

La sorte mi aveva aiutato, pensavo: – “Giostra ancora non sa niente, sarà una sorpresa”.- Per uniformarmi agli illustri comparenti estraggo diligentemente il testo mi lancio subito sull’indice ed a bruciapelo, senza convenevoli cerco di carpire le loro impressioni.

Sciascia, più affetto da loquacità, capisce subito che non avrebbe avuto scampo, come dieci piccoli indiani eravamo prigionieri dell’attesa del Professore, tanto valeva affrontare il tema che ci accomunava in virtù di un’oscura funzione spazio temporale. Raschiandosi la voce apre il libro su ‘Agosto a Palermo’ e con voce sommessa rompe il ghiaccio: – “agosto a Palermo me la sono veramente goduta, non senza un infantile stupore, nel leggere questo Giostra che scrive veramente in modo fluido con il suo stile privo di punteggiatura, tutto sommato innovativo ed una lirica tutta personale con questi finali strappati che non vogliono lasciar trasparire troppo ottimismo che non avrei potuto condividere né approvare così, come credo, anche l’amico Giovanni.” Volgendo uno sguardo di complicità verso il timido e baffuto Verga, sempre più sprofondato nella sua palandrana grigio scura.

Sciascia prosegue:- “La sua sicilianitudine è consona al mio pensiero a prescindere dal suo modo di esprimersi che ritengo impeccabile, poi queste idee centrate su particolari e dettagli risibili dell’umana quotidianità sono come gioielli della mente e poi i suoi sguardi anche sulle femmine… Sguardi molto ravvicinati devo riconoscere, queste licenze non mi sarebbero state consentite nei miei scritti ma a ben riflettere mi sarebbe piaciuto, l’uomo è di carne e si sa, ad una certa età c’è bisogno di liberarsi di tutti questi orpelli di chiesa, morale e conformismo anche se, non ho ben capito: ma chi sono sti Dolce e Gabbana che fanno tutta a schiuma su ‘su coso’?.” Rialzandosi ed appoggiando la schiena come se fosse maggiormente a suo agio, assume un tono più serio dopo la digressione sull’altra novella, allarga un po’ le ginocchia e si volta verso Luigi chiedendogli con rispetto ma con tono deciso: “Luiggi lo sapevi che agosto, a Palemmo è motto?”.

Qui irrompo con un sorriso misurato e guardando Pirandello con fare cortese soggiungo:- “ma noi ci siamo già conosciuti, ricorda quando venni a casa sua a parlare di quel pittore di Torino?”

Pirandello non si scompone, non si muove nemmeno di un millimetro, prosegue nello sguardo sul libro e mi risponde così: – “M’interessa la morte, signorina, questo agosto a Palermo risulta interessante per questa visione metafisica della Sicilia che si interrompe, cade e poi risorge con il mito dell’Eolie, quasi fossero i suoi molteplici volti, Palermo ad agosto è come un’iguana secolare distesa al sole, ruvida sonnolenta e pigra con un occhio semiaperto, immobile ma viva. Mi ha colpito anche quell’altra del signore in vacanza e tutta la visualizzazione della scena del delitto, un assassinio poco d’onore, riconosco, mi dispiace non ci sia Camilleri che come al solito si fa desiderare perché il finale l’avrei visto ben recitato da Zingaretti, quando manda tutto e tutti all’aria e si spoglia anche dei  problemi  tuffandosi in mare. Mi perdoni Signorina ma io di lei proprio non mi ricordo.”

Non mi rassegno e penso che in età avanzata la memoria fa brutti scherzi quindi per non far innervosire Luigi mi rivolgo a Verga che invece sembrava desideroso di intervenire nella conversazione e di non fare parte dell’ultimo, del solito “vinto”.

Girandosi i baffi all’insù Verga si solleva lentamente uscendo da quella palandrana nella quale si era imbozzolato e finalmente svelando i suoi grandi occhi prende la parola: – “Andrea Giostra è un solitario, un pensatore che analizza il nostro misero vissuto quotidiano, ah ah come si danna di lunedì, la vena di tristezza non è proprio straziante ma efficace e sincera, rivelatrice di un turbamento di matrice più umana che letteraria che trascende nel sociale, quasi quasi gli avrei affidato la regia di un mio racconto.”– Poi si ringalluzzisce, sorride alzando la testa verso Pirandello, sempre statico, e prosegue: – “pur di non darti una soddisfazione Luiggi, cosa non farei.” Improvvisamente emette una specie di verso gutturale che si allarga nella bocca che si spalanca in una risata inconsueta e stonata subito interrotta da un mezzo colpo di tosse e prosegue con voce quasi soffocata:  – “questi operai ad agosto sotto il sole cocente paiono carcerati, condannati in un girone infernale, non dantesco ma tutto palermitano e per quale ragione? I fittoni de lu sindaco? Tutte cose moderne che non mi avrebbero mai ispirato, bravo questo Giostra, perché oggi non c’è? Tutto sommato ci siamo ricongiunti qui per lui e nostro malgrado ci siamo ritrovati qui a Vienna che, meno male è più fresca della Sicilia”.

Dopo un cenno inaspettato di ottimismo del Verga improvvisamente si rianima Pirandello che riesaminando l’indice del libro, inforca gli occhiali e con il suo tono professorale esordisce con decisione, quasi sentenziando: – “Andrea, Andrea Giostra cari colleghi è geniale e con quella novella ‘Conferenza’, confesso di essermi stupito, quasi un disagio perché avrei voluto scriverla io, infatti sono qui in questo studio, a Vienna e voi sapete quanto mi costa, per avere una spiegazione, una soluzione a questo tormento. Quando sono giunto alla conclusione della lettura avevo solo un’immagine che mi pervadeva: sti occhi neri, come giganti che avevano invaso tutta la mia mente e che hanno segnato nel profondo”. Poi scuotendo la testa sia alzò nervosamente per dirigersi verso la finestra girando le spalle all’improvviso ci guardò stizzito con quegli  domandandoci: “Perché a voi non hanno fatto effetto questi occhi? Anche voi siete qui per aver letto le novelle del Giostra, così mi è parso vero?” Cercando conferma si gira verso di me con gli occhi ancora più bui, poi socchiude le palpebre fissandomi, si ricompone il gilet, riabbottona la giacca, la smorfia si trasforma in un mezzo sorriso e mi dice: – “signorina mi scuso, ora rammento la nostra conoscenza, eravamo nel mio studio ma era buio, solo ora riconosco la sua fisionomia”. – Prendo la palla la balzo e senza mezzi termini approfittando del momento di distensione, senza voler provocare altri commenti aggiunsi anche la mia perplessità e la mia difficoltà di scrivere su queste novelle, come mi aveva chiesto il Giostra. Dopo decine di meravigliose recensioni lo trovavo veramente complesso e insomma, mi aveva spiazzato la richiesta di Andrea, in fondo era lui che doveva scrivere su di me, a questo punto ero fortunata a trovarmi con questi illustri letterati anche se a loro volta turbati dal libro.

Sciascia è più rilassato degli altri e cerca di interrompermi per spiegarci anche sue ulteriori osservazioni: – “Giostra non è solo uno psicologo, in fondo leggo una sua tacita polemica sul “tutto”, non solo ma i comportamenti umani nella loro apparente banalità transitano abilmente in una critica sociale che sfiora quella politica senza addentrarvisi. Le sue molteplici attitudini sono le ragioni per cui Pirandello si agita così tanto: Luiggi stai tranquillo, il Nobel l’hai preso tu per primo.”

All’improvviso un colpo di genio, una delle mie pensate per esorcizzare l’attesa che ormai ci aveva esasperato, mi alzo in piedi li guardo e propongo: – “scusate l’irruenza, anch’io sono turbata da questa lettura, da come ha descritto la bigliettaia che sembrava uscita da un film di Tinto Brass, dai consigli della nonna un po’ furbetta direi, per non parlare poi del club per sole donne, dei fittoni del sindaco e di questo bagno schiuma di Dolce Gabbana che si vede, lo vendono solo i Sicilia. Andrea Giostra ci ha messi tutti in scacco è molto intelligente ed astuto, i suoi scritti sono così incredibili e poi, figuriamoci se erano lunghe le novelle ci avrebbero già ricoverato, lui ci ha intrappolato qui da Freud che non ci degna nemmeno di uno sguardo, accettiamo il fatto che ha doti eccelse prima come psicologo poi come scrittore oppure ci vuole come suoi clienti, alla faccia del transfert fra paziente e terapista. In conclusione la seduta è riuscita in modo anomalo ed ha già sortito i suoi effetti liberatori e liberiamoci anche dei libri, lasciamoli tutti qui sulle poltrone del salotto rosso così faranno pensare anche gli altri pazienti di Freud che se ne impossesseranno nelle lunghe attese.”

All’improvviso le poltrone rosse riprendono fiato tutti i comparenti in piedi vi ripongono il testo all’unisono come automi. Sorridendo vado verso l’uscita mi giro verso di loro e con tono ilare e divertito  propongo: – “Perché non scendiamo qui sotto a pochi metri dove prima ho visto una meravigliosa pasticceria, non ci saranno le granite ed i dolci siciliani ma la sacher e le palle di Mozart che dicono, siano terapeutiche…”.

Letizia Cucciarelli

Letizia Cucciarelli e Andrea Giostra da Molti Volti_Palermo_16-09-2022

Chi è Letizia Cucciarelli?

Viaggiatrice, sperimentatrice, artista, scultore e pittrice, appassionata di letteratura e arte:

https://www.dadaletizia.com/

https://www.facebook.com/letizia.cucciarelli

Scrivono di Letizia Cucciarelli:

https://mobmagazine.it/blog/2022/03/letizia-cucciarelli-il-poeta-alato-opera-effettista/

https://www.lopinionista.it/espressione-artistica-letizia-cucciarelli-visioni-contaminazioni-creative-121425.html

https://www.romaoggi.eu/index.php/2020/07/01/il-mondo-di-letizia-cucciarelli-la-sua-arte-incanta-la-capitale/

ALCUNE OPERE DI LETIZIA CUCCIARELLI:

 

Andrea Giostra (info e contatti):

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò_Ph. Mapi Rizzo

DOVE LEGGERE O SCARICARE GRATUITAMENTE LA III EDIZIONE DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

https://andreagiostrafilm.blogspot.com/2017/09/novelle-brevi-di-sicilia-mia-nonna-vita.html

https://drive.google.com/drive/folders/1BpV-EIe2QXBnS8Z274Mf3t8IAzCj2LgW?usp=share_link

https://mobmagazine.it/blog/2020/01/3-libri-in-regalo-di-andrea-giostra/

QUALI LE CASE EDITRICI CHE HANNO PUBBLICATO IL LIBRO E COME ACQUISTARE ONLINE LA IV EDIZIONE DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

Senza Barcode editore, Roma “Curtigghia di Sicilia e siciliani” (“Novelle brevi di Sicilia”), IV edizione, aprile 2023.

https://www.senzabarcode.it

Di Carlo edizioni, Reggio Emilia, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, dicembre 2022:

https://dicarloedizioni.it/novelle-brevi-di-sicilia/

https://www.amazon.it/dp/B0BQ53X1KF

“CTL editore”, Livorno, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, aprile 2022:

https://www.amazon.it/Novelle-brevi-Sicilia-Ediz-integrale/dp/8833874680/ref=sr_1_1

https://www.ctleditorelivorno.it/product-page/novelle-brevi-di-sicilia

“Casa Cărții de çtiință” ed., Cluj-Napoca, Transilvania, Romania, “Povestiri scurte din Sicilia”, IV edizione, settembre 2021:

https://www.casacartii.ro/editura/carte/povestiri-din-sicilia/

“Biblios ed.”, Milano, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, dicembre 2020:

https://www.amazon.it/Novelle-brevi-Sicilia-Andrea-Giostra/dp/8894565521/

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, novembre 2020:

https://www.amazon.it/Novelle-brevi-Sicilia-Andrea-Giostra/dp/8865916443/ref=sr_1_1

https://www.rupemutevole.com/shop-online?ecmAdv=true&page=5

“La Macina onlus ed.”, Roma, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, ottobre 2020.

https://www.amazon.it/Novelle-brevi-Sicilia-Andrea-Giostra/dp/8894261425/

https://www.lamacinamagazine.it/pubblicato-il-libro-novelle-brevi-di-sicilia/

“StreetLib”, Milano, “Novelle brevi di Sicilia”, III edizione, agosto 2017:

https://totembooks.io/products/9788826051369-novelle-brevi-di-sicilia

https://www.amazon.it/Novelle-brevi-Sicilia-Andrea-Giostra/dp/8826051364/ref=sr_1_2