I tre tipi di amicizia

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«L’amicizia è credere nel proprio amico più di quanto lui creda in voi. Ebbene sì, tutto sta in questa capacità di avere fiducia. Miei cari discepoli, incidete nel profondo del vostro animo questa verità: se fallirete perché non vi siete fidati del vostro amico, le vostre ferite non si rimargineranno mai, ma se farete un passo falso perché gli avete dato fiducia, la guarigione è possibile. L’essenza è la fiducia: non esiste altra forza che dia basi più salde all’amicizia» (La scelta di Alessandro, Daisaku Ikeda)
Cos’è l’Amicizia? Chi può essere definito vero Amico?
Già nel IV sec a.c. un grande filosofo ci aiutava a capirlo.
Nell’Etica Nicomachea, Aristotele descriveva tre tipi di amicizia, quella INTERESSATA, quella legata al PIACERE e quella PERFETTA. La prima si basa su un vincolo quasi sempre univoco, incentrato sull’appagamento di bisogni materiali o spirituali. È tipica di chi non è indipendente e ha necessità di compagnia, sostegno o assistenza di vario genere. Il secondo tipo di legame ha come scopo principale il raggiungimento del piacere, del divertimento, tipico di chi vuole vivere con leggerezza. Questo tipo di rapporto amicale però risulta essere effimero e superficiale poiché, al sorgere di problemi o complicazioni, si spezza e la persona ritenuta “amica” si dilegua e sparisce nel nulla.
La terza tipologia di amicizia è quella che nasce tra persone buone, sagge e indipendenti, ci dice Aristotele. È priva di malizia o invidia.
L’amicizia perfetta si costruisce tra individui che desiderano crescere insieme, in grado di incoraggiarsi e sostenersi a vicenda, al di là delle circostanze o interessi egoistici. Quest’ultima tipologia, ci dice il filosofo, è molto, molto, rara ma l’unica che essenzialmente porta alla vera felicità, l’unica che ci permette, se praticata, di definirci autentici esseri umani.

“L’amicizia perfetta è quella dei buoni e dei simili nella virtù. Costoro infatti si vogliono bene reciprocamente in quanto sono buoni, e sono buoni di per sé; e coloro che vogliono bene agli amici proprio per gli amici stessi sono gli autentici amici (infatti essi son tali di per se stessi e non accidentalmente); quindi la loro amicizia dura finché essi sono buoni, e la virtù è qualcosa di stabile; e ciascuno è buono sia in senso assoluto sia per l’amico.”

Etica Nicomachea, 1156a-b